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Ucciso durante la battuta di caccia, sette indagati

L’avviso di garanzia è stato consegnato ai compagni che erano più vicini all’uomo quando è stato colpito dalla scheggia impazzita
Marco Tommasi
Marco Tommasi con Alessandro Baglioni e Sandro Pirozzi

GROSSETO. Sette avvisi di garanzia per la morte di Marco Tommasi, l’operatore finanziario morto durante una battuta di caccia martedì 23 novembre. Il sostituto procuratore Salvatore Ferraro aveva disposto l’autopsia sulla salma dell’uomo e per svolgere l’esame irripetibile, nella serata di venerdì 26 novembre i compagni di caccia del 61enne sono stati chiamati nella caserma dei carabinieri, dove è stato notificato loro l’avviso di garanzia.

Omicidio colposo il reato ipotizzato

Omicidio colposo il reato ipotizzato dal magistrato nei confronti dei sette cacciatori che martedì 23 novembre erano nella campagna di Cinigiano con il sessantunenne, colpito alla nuca da una scheggia che si sarebbe staccata da una palla sparata da una delle doppiette.

Il conferimento dell’incarico al medico legale per lo svolgimento dell’autopsia è fissato per le 12.30 di lunedì 29 novembre.

Un atto dovuto, quello della Procura, che dà così modo ai 7 indagati di poter nominare un proprio consulente. L’avviso di garanzia è stato infatti consegnato a Massimiliano Rusci, Iacopo Franci, Alessandro Magini, Gabriele Ferretti, Franco Dari, Paolo Sassetti ed Ermanno Giorgini. I sette cacciatori indagati, tutti esperti e tutti autorizzati a partecipare alla battuta di contenimento, sono quelli che erano più vicini alla posta dove si trovava Tommasi.

L’autopsia servirà anche a stabilire l’orario in cui il sessantunenne è stato colpito dalla scheggia, sparata probabilmente da una distanza abbastanza lunga. 

I carabinieri del nucleo investigativo stanno ancora svolgendo le indagini per ricostruire il terribile incidente.

 

 

 

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