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Scheggia impazzita: così è stato ucciso l’operatore finanziario

È successo vicino a Cinigiano, l’uomo colpito da una scheggia di una palla asciutta alla testa
La zona di Cinigiano

GROSSETO. Era arrivato con il suo fucile e il suo cane a Cinigiano, per partecipare a una braccata al cinghiale, nel giorno di silenzio venatorio.  Una battuta di caccia organizzata per il contenimento degli ungulati, autorizzata e coordinata dalla polizia provinciale.

Marco Tommasi, 61 anni, era infatti uno dei cacciatori esperti della provincia di Grosseto: aveva preso il brevetto per partecipare a questo tipo di cacciate, tra le più sicure proprio per l’esperienza dei partecipanti e per la presenza delle guardie venatorie volontarie. Ma la mattina del 23 novembre è stata sconvolta da una tragedia ancora inspiegabile: il sessantunenne è stato ucciso da una scheggia che si è staccata dalla palla sparata da un compagno.

L’incidente nelle campagne di Cinigiano

L’incidente è avvenuto nella campagna attorno a Cinigiano, mentre era in corso una battuta di caccia al cinghiale.

Dopo i primi accertamenti è emerso che l’uomo sarebbe stato raggiunto alla testa da una scheggia di un colpo sparato da un compagno, forse dopo un rimbalzo. Un tragico incidente insomma. L’uomo è morto sul colpo.

Sul posto  sono arrivati subito i carabinieri per i rilievi: la salma è stata portata all’obitorio del Misericordia ed è a disposizione della Procura.

Una tragedia inspiegabile

L’incidente è successo durante una braccata autorizzata dalla polizia provinciale per il contenimento degli ungulati, nella zona di Cacchiano, nelle campagne di Cinigiano.

Erano circa 23, le doppiette autorizzate alla braccata, in una zona dove i cinghiali negli anni hanno fatto danni inestimabili. Oggi era giornata di silenzio venatorio proprio per permettere ai cacciatori autorizzati al contenimento di partecipare alla cacciata in sicurezza: con le doppiette c’erano anche le guardie venatorie volontarie che hanno adottato tutte le misure necessarie.

Tommasi era alla porta. Aveva chiamato pochi minuti prima un suo compagno di battuta: aveva colpito due cinghiali, uno lo aveva ucciso, l’altro ferito e aveva chiesto aiuto per andare a cercarlo. Pochi minuti dopo, però, era per terra esanime: i suoi compagni hanno pensato che il 61enne fosse stato colpito da un malore: invece era stata una scheggia che lo aveva colpito alla nuca ad ucciderlo sul colpo.

La palla era stata sparata in una direzione diversa: avrebbe trovato un ostacolo davanti a sé che ha fatto cambiare tragicamente traiettoria. 

Difficile stabilire per il momento quale sia stato il fucile dal quale è partito il colpo mortale: in quei minuti le doppiette avevano sparato in diverse, tutte in direzione dei cinghiali. Tommasi non era sulla traiettoria di tiro, il colpo che lo ha ucciso è stato deviato.

Sono state le guardie volontarie a dare l’allarme e a chiedere l’intervento dei soccorritori. Per il grossetano, cacciatore esperto e abilitato proprio al contenimento venatorio, non c’è stato nulla da fare.

La salma è stata rimossa e portata all’obitorio a disposizione della Procura, mentre i carabinieri stanno svolgendo le indagini per stabilire da quale fucile sia partito il colpo mortale.

Il dolore degli amici

Tommasi era molto amato e conosciuto in città: lavorava con il figlio Giulio all’agenzia Compass in via Aurelia Nord. Aveva una grande passione, quella per la caccia: e infatti questa mattina aveva deciso di passare la giornata fuori con il suo cane e con i suoi amici. «È una tragedia – dicono – nessuno riesce a spiegarsi come sia stato possibile. Marco era una persona eccezionale, mancherà tanto a tutti».

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