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Per la Cgil, inaccettabile chiudere la Rsa Pizzetti

Lorenzo Centenari (Spi-Cgil) e Salvatore Gallotta (Fp-Cgil)contro la scelta della Asl e della Sds di chiudere la Rsa Villa Pizzetti
L'ingresso della Rsa Villa Pizzetti
Per il sindacato è l’inizio dello smantellamento del sistema socio-assistenziale pubblico

GROSSETO. «Chiudere Villa Pizzetti e “regalare” utenti al privato è inaccettabile. Asl e Coeso stanno smantellando l’assistenza agli anziani nelle strutture pubbliche e quello che succede oggi a Grosseto potrebbe accadere domani a Scansano». Al Sindacato pensionati (Spi) e alla Funzione pubblica (Fp) della Cgil non va giù la scelta del Coeso SdS di chiudere la Rsa di Villa Pizzetti, di proprietà pubblica insieme ad altre 3 strutture, tra cui appunto quella di Scansano, nella zona socio-sanitaria Area grossetana, Colline metallifere e Amiata.

Dopo l’incontro tra Cgil, Cisl, Uil e il direttore del Coeso SdS, Fabrizio Boldrini, questa volta è Lorenzo Centenari dello Spi-Cgil insieme a Salvatore Gallotta (Fp-Cgil) a tornare sulla questione.

Il pubblico abbandona il settore socio assistenziale

«Come avevamo preannunciato e denunciato – spiegano – l’abbandono da parte pubblica del settore socio-assistenziale nella nostra provincia si sta progressivamente realizzando grazie all’impegno di Asl e Coeso.

Non solo questo, però. Da una parte, la direzione del Coeso annuncia la chiusura della Rsa del Pizzetti, dove sono presenti oltre 30 ospiti e più di 35 dipendenti incaricati, dall’altra tende a tranquillizzare le famiglie degli ospiti assicurando un tranquillo viatico verso una soluzione privata. Anche se tutti gli ospiti fossero ricollocati e tutti i lavoratori trasferiti, il servizio pubblico socio-assistenziale perderebbe, e perderà, un pezzo non insignificante di attività.

Tutto questo avviene con il pretesto della vetustà degli impianti e dell’individuazione di un edificio per realizzare, seppure con ritardo, un mezzo ospedale di comunità, che, non si capisce bene perché, la direzione aziendale non ritiene possa essere collocato da un’altra parte. Oltre che per realizzare nei locali che si libereranno la Casa della Salute, che ora si chiama Casa di Comunità, con un colpevole ritardo di 10 anni.

Insomma, mentre anche su Grosseto stanno per arrivare notevoli finanziamenti per la sanità, nel momento in cui Asl e Coeso considerano il settore dei servizi agli anziani non degno di attenzione e da dismettere. Quel che succede oggi con la Rsa Pizzetti, potrebbe accadere domani anche alla Rsa di Scansano, non appena quella struttura finirà sotto la lente d’ingrandimento.

Per finire, mentre la Regione Toscana rifinanzia l’apertura dei centri diurni, a partire da quelli per i malati di Alzheimer, a Grosseto non succede niente di tutto questo, nonostante le rassicurazioni della presidenza del Coeso rispetto a un bando pubblico che attendiamo da tempo. È forse un’insinuazione maligna, notare che contestualmente una struttura privata sta attivando in città un centro Alzheimer?

C’è di che essere perplessi, considerato che nel pieno della pandemia Covid la Regione Toscana ha deciso di assumere sotto la propria responsabilità quelle Rsa private che in presenza di contagio non garantivano adeguati standard di sicurezza.

A Grosseto niente da fare. La direzione del Coeso insiste nella sua opera di smantellamento e di abbandono del settore socioassistenziale. Ci sarebbe da chiedersi se la sede della direzione del Coeso avesse bisogno di ristrutturazioni, alla direzione verrebbe l’idea di terziarizzare anche se stessa?».


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