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Casa- zoo degli orrori: «Ordinanza per impedire nuove adozioni»

La Lega per la difesa del cane ha sporto denuncia per maltrattamento dopo il primo blitz: ora chiede che alle due donne sia impedito di poter prendere altri cuccioli
I carabinieri davanti al palazzo di viale Europa
I carabinieri davanti al palazzo di viale Europa

GROSSETO. Dopo la protesta dell‘influencer-animalista Enrico Rizzi che è rimasto per quasi tre ore, sabato 30 ottobre, sul tetto della palazzina di viale Europa, dove il 10 settembre sono stati trovati una carcassa di un cane, un altro quattro zampe denutrito, quattro gatti e cinque rettili rari, la Lega per la difesa del cane di Grosseto, che da tempo ha segnalato la situazione di degrado in cui erano costretti a vivere gli animali, chiede ora che sia emessa un’ordinanza per impedire alle due donne di prendere altri animali. 

I volontari in prima linea

La sezione di Grosseto della Lega nazionale per la difesa del cane, ha presentato denuncia per maltrattamento di animali nei confronti delle proprietarie dell’appartamento fin da subito, ovvero dopo il primo intervento degli organi competenti all’interno della casa, avvenuto il 10 settembre. E infatti, madre e figlia sono indagate dalla procura della repubblica di Grosseto.
«Ci siamo resi poi disponibili ad accogliere i gatti rimasti nella casa, ma visto il ritardo nelle azioni di tutela, gli animali ieri, sabato 30 ottobre, non erano più presenti, probabilmente portati via dalle proprietarie come da ordinanza del sindaco – dicono alla Lndc – che imponeva la loro messa in sicurezza preventiva alla bonifica dei luoghi da parte di ditta autorizzata».
L’associazione di tutela dei diritti degli animali, già l’anno scorso, si era attivata insieme ad altre due associazioni animaliste del territorio, per cercare di farsi affidare e trovare così una nuova collocazione ad almeno due cani che si trovavano nell’abitazione in viale Europa.
«Non ci fermeremo qui, chiederemo altre prescrizioni nei confronti delle persone coinvolte in questa triste vicenda  – dicono ancora dall’associazione – e sottolineiamo l’importanza di lavorare insieme per sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni sulla problematica dell’accumulo di animali, l'”animal hoarding”, fenomeno sempre più presente nel nostro territorio».

Impegno quotidiano senza alcun sostegno economico

Già in passato i volontari della Lega nazionale per la difesa del cane di Grosseto si sono fatti carico, senza avere alcun aiuto economico ( l’associazione infatti non riceve alcuna sovvenzione) di molti animali esposti a maltrattamento a causa di accumulatori seriali. «In un’occasione siamo riusciti a portare via 9 cuccioli – dicono – in una successiva ben 12 cani adulti».
«Noi siamo volontari impegnati quotidianamente nella tutela e salvaguardia animale e ambientale – aggiungono dall’associazione – e portiamo avanti azioni, che spesso ci espongono direttamente, ogni giorno».
Nel solo 2021, la Lega nazionale per la difesa del cane ha sporto tre denunce, esponendosi personalmente e rendendosi disponibili alla presa in carico di animali «alcuni a noi affidati a totale nostre spese – dicono ancora i volontari – oltre agli animali di cui ci occupiamo quotidianamente per cessioni di proprietà».
Quello che però è ora necessario, è la creazione di protocolli di intervento da parte delle istituzioni per affrontare queste gravose problematiche con anche il supporto del volontariato. «È indispensabile per la presa in carico di eventuali animali da accudire – dicono alla Lega – certi animali vanno valutati e aiutati per poter poi procedere ad una loro eventuale adozione ed inserimento in una nuova famiglia. Un’ordinanza di divieto di detenere gli animali in alcune circostanze si rende necessaria per far sì che questi episodi non si ripetano più – spiegano – inutile togliere oggi cani e gatti e lasciare a certe persone la possibilità di continuare a prenderne altri. Gli strumenti ci sono, ognuno deve fare la sua parte, al fine di migliorare la vita di tutti, animali e cittadini».

 

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