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Vanni: «No a un ospedale covid a Pitigliano»

Il sindaco di Sorano sulla stessa linea di quello di Pitigliano: «L’Asl parli chiaro e ci dica quale futuro ha questa struttura»
L'ospedale di Pitigliano e il sindaco di Sorano, Pierandrea Vanni
L’ospedale di Pitigliano e il sindaco di Sorano, Pierandrea Vanni

SORANO. Sull’ipotesi di trasformare l’ospedale di Pitigliano in un ospedale dedicato al covid, nell’ottica di rafforzare la rete territoriale per far respirare il Misericordia di Grosseto, ormai al limite, interviene il sindaco di Sorano, Pierandrea Vanni.

«Quando durante la prima-seconda ondata l’Asl  Sud Est decise di utilizzare il reparto di medicina come unità a bassa e media intensità di cura per i malati di covid  posi nuovamente sul tavolo la situazione complessiva dell’ospedale di Pitigliano che da anni è motivo di confronto, e a volte di scontro, fra le amministrazioni comunali di Pitigliano e Sorano e la direzione generale dell’Asl».

«Sono e siamo consapevoli che Pitigliano può assicurare per più motivi, compreso un bacino di utenza limitato, solo alcuni servizi, ma debbono funzionare bene e non possono limitarsi, per la parte ricoveri, al solo reparto di medicina».

Contrario a fare un ospedale covid a Pitigliano

«Il risultato dell’eventuale trasformazione  del reparto di medicina in unità di cure covid  significherebbe fare di Pitigliano, di fatto, un ospedale covid con tutto quello che ne consegue. Da qui la contrarietà del sindaco di Pitigliano e la mia».

Quindi chiedete chiarezza alla direzione generale dell’Asl.

«La direzione generale dovrebbe, a mio avviso, dire con chiarezza qual è il destino del reparto di medicina che, come è noto, da mesi non ha nessun medico stabile interno. L’unica che era in maternità e che sarebbe dovuta tornare a gennaio si è dimessa. Quindi continua a venire, a rotazione, un medico della medicina interna di Orbetello, più il direttore dell’unità di medicina complessa che avendo vinto il  concorso per lo stesso incarico ma al Misericordia di Grosseto assicura l’interim. Questa soluzione, rappresenta solo una pezza e finisce per creare problemi anche alla medicina interna di Orbetello, già sotto pressione».

Come vedete il futuro del “vostro” ospedale?

«Sono consapevole che in presenza di una situazione difficilissima, questo sia il tempo delle solidarietà e non delle polemiche. Ma non si può continuare a far vivere l’ospedale di Pitigliano in uno stato di semiprecarietà che  dura da diversi anni. E non si possono chiedere solo sacrifici a fronte di un personale medico e infermieristico numericamente inadeguato (e questo vale per l’intera zona sud, compreso l’ospedale di Orbetello, dove mancano almeno una quarantina di infermieri, una diecina di medici ospedalieri e altrettanti oss)».

«Sacrifici richiesti anche ai cittadini che per troppe prestazioni debbono spostarsi in altri ospedali. Insomma la direzione generale dell’Asl dica con chiarezza e con dati certi come intende risolvere l’assenza di medici  stabili e interni, pur nella diffusa carenza di sanitari che certamente non riguarda solo Pitigliano, e la carenza di infermieri, ma dica anche, superata questa nuova ondata,  quali saranno i compiti attribuiti a Pitigliano che, a mio avviso, non possono limitarsi per i ricoveri alla medicina e all’ospedale di comunità»

Avete una proposta?

«Perché non pensare anche ad un reparto di geriatria, considerato l’alto tasso di anzianità presente nelle Colline del Fiora. Su tutto questo dovremo confrontarci in sede di conferenza dei sindaci della zona sud. Onestamente il direttore generale non si è mai sottratto al confronto, ma dovrebbe ascoltare di più i sindaci».

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