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«Non fa le ricevute»: il sindaco querela Le Iene

La Iena Giulia Innocenzi con Sergio Ortelli

ISOLA DEL GIGLIO. «Male non fare, paura non avere»: lo ripete più volte il sindaco dell’isola del Giglio Sergio Ortelli, protagonista suo malgrado del blitz delle trasmissione Le Iene avvenuto lo scorso 2 ottobre. Il servizio, realizzato da Giulia Innocenzi, è andato in onda ieri sera, venerdì 12 novembre e ora contro quelle immagini trasmesse in tutta Italia, il primo cittadino dell’isola ha deciso di presentare querela.

«Non l’ho visto in diretta – dice – stavo guardando la partita e ho fatto bene: è un servizio montato ad arte, per sostenere una tesi che è completamente falsa e per gettare fango su di me e sulla mia famiglia. Chi ha chiamato Le Iene imboccandole in questo modo non si rende però conto che il fango lo ha gettato addosso a tutta la comunità». Ortelli è certo: «Le iene non sono solo quelle della trasmissione – dice – ma sono quelle che si nascondono sull’isola».

Il caso ricevute

Al centro del servizio di Innocenzi, ci sarebbero alcune ricevute per gli affitti di appartamenti e di uno scooter da parte della Multiservizi srl, la società di Ortelli che ha sede sul porto, che non sarebbero state rilasciate ai turisti. Ricevute che – assicura la moglie del primo cittadino – vengono poi inviate per email a chi ha alloggiato nei loro appartamenti. «La legge dice che possiamo rilasciarle in seguito – spiega Ortelli – e quindi non abbiamo commesso alcun reato. Possiamo anche aver commesso degli errori ma che vengono riparati nel corso dell’esercizio. È la legge che lo consente».

Le Iene nell'ufficio del sindaco
Le Iene nell’ufficio del sindaco

Il filmato mandato in onda dalle Iene dimostrerebbe invece che sia Ortelli che la moglie, anziché rilasciare ricevute fiscali, darebbero alcuni pezzetti di carta con appuntate le cifre riscosse dai vari clienti. «Ma quel biglietto che si vede in trasmissione – spiega il primo cittadino – è quello che noi abbiamo dato a un gigliese affinché fosse consegnato al turista come promemoria. La ricevuta l’ha avuta in seguito».

E poi ci sarebbero le donne delle pulizie, che sarebbe state pagate in nero. Una di loro, incappucciata e con la voce contraffatta, si è fatta intervistare dalla troupe sull’isola. «È una bugia – tuona il sindaco – ne ho due e sono regolarmente assunte».

La casa in affitto ai tempi della Concordia

Che l’intero affare sia stato orchestrato direttamente sull’isola, il primo cittadino non ha dubbi. «Lo dimostra quella determina del 2013 che sono andati ad esumare – spiega – Mentre noi ci davamo da fare per accogliere i soccorritori e per rialzarci dopo una tragedia come quella che ha colpito la nostra comunità, c’era chi evidentemente metteva da parte documenti da tirare fuori ad arte, come in questo caso». Documenti che sono pubblici e che sono stati sempre a disposizione dei gigliesi che fino alla puntata di ieri sera, di quella determina, non avevano avuto nulla a che ridire.

La determina del Comune
La determina del Comune

Ma di che si tratta? In sostanza è una determina del 31 dicembre 2013 firmata dal figlio del sindaco, Federico Ortelli, ragioniere del Comune, con la quale liquida la sorella Elisa per aver affittato un appartamento ai vigili del fuoco durante l’emergenza Concordia per più di 8mila euro. «Sull’isola c’era uno stato di emergenza – spiega Ortelli – e chiunque di noi avesse una casa di proprietà dal momento che in inverno tutti gli alberghi sono chiusi, ha messo a disposizione la propria per accogliere i soccorritori. Per quanto mi riguarda, i miei immobili non gli ho voluti affittare in quel periodo alle istituzioni proprio perché ero il primo cittadino e li ho dati solo a società private. Le Iene hanno voluto gettare fango sul nostro operato, sul mio, e sulla mia famiglia come se fosse uno scandalo che io abbia parenti sull’isola. Ma in una piccola comunità come questa, chiunque di noi amministri la cosa pubblica ha un parente. Mio figlio lavora alla ragioneria del Comune, ma non per questo il Comune è amministrato da delinquenti, come si vuol far vedere nel servizio».

Il parcheggio sotto accusa

Come se non bastasse, nei pochi minuti di servizio, la collaboratrice della trasmissione accusa anche il sindaco di aver parcheggio in un posto vietato, ovvero sul pontile del porto. Divieto che alla iena Innocenzi viene confermato da due abitanti dell’isola. «Che non sanno però – dice Ortelli – che l’autorità portuale ha affidato al sindaco il pontile. Quel giorno stavo partecipando a una riunione istituzionale nell’ufficio della Multiservizi, proprio come si vede nella puntata, quindi ho lasciato l’auto lì dove legittimamente potevo lasciarla».

L'auto del sindaco sul pontile
L’auto del sindaco sul pontile

Il sindaco, già durante il blitz delle Iene aveva detto che la troupe aveva aggredito sua moglie in ufficio. «Ha chiamato i giornalisti per divulgare questa bufala – dice Innocenzi nel suo servizio – bufala che è stata riportata su MaremmaOggi», spiega mentre mostra lo screenshot con la nostra testata.

Giulia Innocenzi con la schermata di MaremmaOggi
Giulia Innocenzi con la schermata di MaremmaOggi

L’unica cosa che è mancata è l’intervista a Ortelli, con il quale la troupe aveva appuntamento quel pomeriggio ma che non c’è mai stata. Il sindaco la mattina successiva, ha lasciato l’isola con il primo traghetto. «La spiegazione è semplice: le interviste le rilascio ai giornalisti – dice Ortelli – e Innocenzi non lo è anche se si è presentata come tale a diversi abitanti dell’isola. Questo per quanto mi riguarda è esercizio abusivo della professione. Aspettavo da ottobre che la puntata andasse in onda e ora ha tutto in mano il mio avvocato che ovviamente sporgerà querela. Ma la cosa che mi rammarica di più non è certo il solo servizio andato in onda, ma i gigliesi che si sono prestati a questa brutta pagina della televisione. Volevano lo scoop per forza e lo hanno creato ad arte senza pensare che quando si colpisce un sindaco si colpisce l’intera comunità. Il Giglio e i gigliesi, dopo il naufragio della Concordia, sono stati conosciuti da tutti per la straordinaria reazione di solidarietà avuta nei confronti dei naufraghi, delle loro famiglie e dei soccorritori. Purtroppo però, certe persone hanno dimostrato di avere la memoria corta: il danno lo hanno fatto anche a loro stessi».

 

 

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