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Mura, svelati tutti i progetti: c’è il masterplan

Ecco il masterplan commissionato dall’Istituzione Le Mura all’Università di Firenze, dipartimento di Architettura. I recuperi e le valorizzazioni
Le Mura di Grosseto
Le Mura viste da viale Porciatti, al tramonto

GROSSETO. Sono poche le città in Italia che hanno ancora le antiche Mura praticamente complete. In Toscana oltre a Grosseto c’è Lucca, mentre vicino a Mantova c’è quella perla che è Sabbioneta, città patrimonio Unesco. Peraltro queste sono tre cinte che hanno in comune il progettista, Baldassarre Lanci (Urbino, 1510-1571), poi anche Ferrara e Bergamo hanno le Mura quasi complete. Monumenti meravigliosi che dovrebbero attirare il turismo.

Da questo punto di vista Grosseto qualcosa deve migliorare, perché non bastano idee e buoni propositi, serve anche la volontà di intervenire, cioè la volontà di destinare ai progetti fette importanti di bilancio. Ma ora la grande occasione è dietro l’angolo, vedremo se l’Amministrazione comunale la saprà cogliere.

È pronto, infatti, il masterplan sulle Mura di Grosseto realizzato dal Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze su incarico dell’Istituzione Le Mura. Un masterplan che è anche un atto formale, perché è già stato approvato dal Cda dell’Istituzione e, dopo l’adozione, sarà presto pubblicato, per consentire ai cittadini di fare le proprie osservazioni, per 60 giorni dalla pubblicazione. Un percorso condiviso con la gente, quindi, per poi programmare gli interventi.

L'esagono della Mura di Grosseto
L’esagono della Mura di Grosseto

Un masterplan che disegna, a grandi linee, con una sorta di indirizzo progettuale per ogni zona del meraviglioso esagono cittadino, quale può essere l’utilizzo, il recupero e la valorizzazione del monumento. Progetti che potranno essere realizzati in pochi mesi come in anni e che, ovviamente, richiedono finanziamenti. Anche se una parte degli interventi sono già finanziati.

Il masterplan, peraltro, e non è un dettaglio, sarà portato avanti in condivisione con la Soprintendenza alle Belle arti che, come sappiamo, ha l’ultima parola sugli interventi sulle Mura.

L’inquadramento generale delle Mura nel contesto cittadino

Il masterplan è uno strumento di pianificazione urbanistica a maglia larga, non va nel dettaglio, ma individua comunque delle destinazioni d’uso per le varie aree. La prima parte fa un inquadramento generale, dal sistema delle acque, all’ambiente naturalistico, alla viabilità, fino ai parcheggi.

Un dettaglio non di poco conto è la rilevazione fatta sul sistema delle piste ciclabili che, a Grosseto, è abbastanza sviluppato, ma incompleto.

Il Dipartimento di Architettura sottolinea infatti che le piste non hanno assi di penetrazione verso il centro storico: si può fare il giro (quasi) completo dell’esagono in bici, ma non si entra in centro. E le piste ciclabili esterne non comunicano con le Mura. Del resto chi va in centro in bicicletta lo fa spesso in controsenso dalla passerella di uscita, davanti al carcere. Rischiando anche di essere investito.

Un altro dettaglio che viene rilevato è lo scarso utilizzo dei parcheggi attorno alle Mura. Solo alcuni, in particolare quello gratuito degli Arcieri, sono occupati quasi sempre al 100%. Lo stesso succede in quelli in via Ximenes e Porta Corsica, mentre il parcheggio Oberdan e il parcheggio Amiata sono quasi sempre semivuoti, anche nei giorni di mercato.

Zona per zona, i progetti per le Mura

Ecco, zona per zona, quali sono le linee indicate nel masterplan dall’Università di Firenze.

Bastione della Rimembranza – Qui c’è il palazzo della Finanza, ex Casa del Fascio: negli anni precedenti al periodo fascista fra il bastione e porta Nuova c’era un tratto di Mura. Questo fu demolito fra il 1939 e il 1941 per creare la piazza sulla quale il podestà si affacciava ad arringare la folla. In sostanza, per realizzare un’agorà ai fini propagandistici del regime fu interrotta la circolarità dell’esagono. Il masterplan propone di indire un concorso di idee per la realizzazione di una passerella rialzata che torni a congiungere le due parti delle Mura. Quindi ripristinare circa 150 metri in quota con un’opera architettonicamente rilevante, magari con un progettista importante.

Le Mura tagliate lato Rimembranza
Le Mura tagliate lato Rimembranza
Le Mura tagliate lato Porta Nuova
Le Mura tagliate lato Porta Nuova

Piazza Nassiriya, il non luogo – È una zona della città vuota e poco utilizzata. È in centro, ma è un’area persa per la città. Il masterplan propone un riutilizzo con la realizzazione di zone d’ombra e pensiline. Un’idea semplice ma che, soprattutto, vuole focalizzare l’attenzione sulla necessità di intervento in quella zona.

Piazza Nassiriya, il
Piazza Nassiriya, il “non luogo”

Piazza Esperanto, le Mura da riportare alla luce – Qui l’idea è più articolata. Per capire bisogna partire dalla zona dove Mario Soldateschi, il “cocciaio” della Mura, deceduto qualche giorno fa, aveva il proprio laboratorio. Siamo sotto al Maiano, di fatto. Guardando verso piazza Esperanto si vede una sorta di gradonatura, ora diventata una discesa erbosa: l’idea è di realizzarci un’arena a cielo aperto, che venga utilizzata per piccoli spettacoli.

La parte finale di piazza Esperanto
La parte finale di piazza Esperanto

Ma c’è di più. Le Mura qui furono interrate in gran parte per la realizzazione della piazza. Lo si vede bene dalla parte superiore di un arco che è circa a metà parcheggio: era l’uscita del fosso dei Mulini, quello che si trova anche in via Dei Barberi.

Il mezzo arco del fosso dei Mulini in piazza Esperanto
Il mezzo arco interrato del fosso dei Mulini in piazza Esperanto

Il masterplan propone di riscavare una piccola parte, per creare un camminamento che arrivi fino a Porta Vecchia, l’antica porta medievale della città. Si toglierebbe ai banchi del mercato solo un piccolo spazio, ridando però alle Mura tutta la loro maestosità.

Il Vallo degli Arcieri, è tutto da rifare – Agli architetti dell’Università di Firenze si sono rizzati i capelli in testa quando hanno visto l’enorme spazio, accanto alle Mura, usato per un parcheggio dal fondo sconnesso. A Lucca, in un’area così, ci fanno i concerti che attirano turisti da tutta Italia e non solo, a Grosseto ci mettiamo le macchine, quando metà degli altri parcheggi sono semivuoti. Quindi l’area va recuperata per utilizzi diversi. Prima di tutto per gli spettacoli.

Il vallo degli Arcieri pieno di auto
Il vallo degli Arcieri pieno di auto
Il Lucca Summer Festival, accanto alle Mura di Lucca
Il Lucca Summer Festival, accanto alle Mura di Lucca

Cavallerizza, manca il palco. Qui i lavori sono molto avanzati. Restano da realizzare il palco e gli spogliatoi.

Cassero e Maiano, i soldi già ci sono

Una parte dei progetti per il Cassero e il Maiano sono già stati finanziati. Al Cassero è stato recuperato il palco degli spettacoli, che cadeva a pezzi e l’idea, d’accordo con la Soprintendenza, sarebbe di creare una copertura, per avere una sorta di auditorium. Qui ci sono anche i soldi del Pinqua da spendere.

Per il Maiano ci sono oltre 200mila euro da spendere, grazie ad un finanziamento regionale. Serviranno per recuperare  la galleria sottostante al bastione e quella che va da piazza Nassiriya e si ricollega in via Saffi, per capire proprio davanti alla ferramenta del Cavalieri. Così sarà possibile avere l’accesso al centro anche da un altro ingresso, magari piazzando dei cancelli per la chiusura notturna. Sono percorsi bellissimi, che possono essere anche allestiti in vari modi.

L'uscita del percorso sotto al Maiano in via Saffi
L’uscita del percorso sotto al Maiano in via Saffi

Manca, per ora, il recupero della meravigliosa cisterna che è sotto al terrazzo del Maiano. Al momento è tutta piena di ponteggi metallici. L’idea è di toglierli, per creare un percorso interno, che racconti i legami del sistema delle acque in Maremma, tutti i collegamenti dalla Diaccia Botrona a Grosseto, fino al Diversivo. Questa è la proposta progettuale, che prevede anche il recupero del laboratorio del Soldateschi. Spazi grandi e bellissimi, dove si potrebbe pensare anche a un negozio di prodotti tipici o un’enoteca, in collaborazione con privati.

Il problema del verde

Anche se grazie alla coop Uscita di Sicurezza almeno il verde del Mulino al vento è stato recuperato, il 60-70% delle piante sulle Mura sono infestate o ammalorate, in gran parte da abbattere. Qui serve un importante piano di investimenti da parte del Comune, d’accordo con la Soprintendenza. Ci sono aree (si vada a vedere la zona dietro all’ex Marraccini) in condizioni disastrose.

Le gallerie, cambia la filosofia

Sulle gallerie da prima del covid a oggi la filosofia è diversa. Insomma, è cambiato l’orientamento sull’intervento. Prima si cercava un privato che avesse da investire cifre importanti per il recupero, ora invece è la stessa Istituzione Le Mura che, baluardo per baluardo, ha intenzione di metterci le mani per iniziare a sistemarli e, solo dopo, cercare la collaborazione dei privati. Ci vorrà tempo, sia chiaro, ma una prima scaletta di interventi c’è già.


LogoLEGGI ANCHE – Sette punti per rilanciare il centro storico


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