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Falso volantino Avis: «Se vaccinati, non donate sangue»

Il volantino-fake associa il vaccino contro il Covid a patologie del sangue e invita e non donare. L’Avis sporge denuncia
Il falso volantino con il logo dell'avis
Il volantino fake

GROSSETO. Sdegno, condanna unanime, rabbia. Sono le reazioni al volantino-fake con il logo dell’Avis, su cui sono riportate frasi deliranti sugli effetti del vaccino contro il Covid sul sangue e l’invito ai volontari non vaccinati a smettere di fare donazioni. Alcune copie sono circolate questa mattina, 5 novembre, a Piloni e Torniella, nel comune di Roccastrada, dove il sindaco, Francesco Limatola, ha inviato la polizia municipale appena venuto a conoscenza di quello che stava succedendo nelle due frazioni.

«Presto quasi tutti i vaccinati avranno bisogno di sangue di persone non vaccinate perché il sangue dei vaccinati avrà problemi di trombi e alterazioni dei globuli rossi e bianchi, dei granulociti e alterazioni della viscosità», riporta il volantino, aggiungendo che ci sono prove scientifiche a dimostrarlo. «Se tutte le persone non vaccinate appartenenti all’Avis smetteranno subito di donare il sangue, vedrete che prima o poi il governo e il sistema sanitario crolleranno e saranno costretti ad ammettere la verità e a fermare questa dittatura nazista in atto!!!».

Frasi sconcertanti, che di nuovo accostano la vaccinazione al nazismo, come già è successo a Novara dove manifestanti no-green pass hanno partecipato a un corteo – peraltro organizzato da un’infermiera – vestiti come i deportati dei campi di sterminio. Un gesto esecrabile, stupido e pericoloso, lo ha bollato il sindaco Limatola.

«Sono sconcertato e mi viene di commentare citando Einstein, cui è attribuita questa frase: “Due cose sono infinite, l’universo e la stupidità umana. Sul primo ho ancora dei dubbi”. Ecco, credo che un gesto del genere, che chiama in causa un’associazione di volontariato tra le più importanti e radicate su tutto il territorio nazionale, che crea allarme e “scherza”, se così si può dire, sulla salute, travalichi anche la stupidità. È semplicemente inqualificabile», ha detto Limatola.

La condanna del gesto da parte della Asl e la solidarietà all’Avis

«Affermazioni deliranti, false e diffamatorie che non fanno altro che insinuare dubbi del tutto infondati sulla validità del siero anti-Covid – ha scritto la Asl Sudest in una nota – mentre i numeri evidenziano una netta diminuzione dei casi e dei ricoveri rispetto a un anno fa. Il vaccino, è appurato, è l’unico strumento in grado di farci uscire dalla situazione di emergenza».

A ribadirlo è Silvia Ceretelli, direttore dell’Immunoematologia e medicina trasfusionale dell’ospedale di Grosseto. «Il sangue dei donatori vaccinati è assolutamente sicuro e non comporta in chi lo riceve nessun rischio di sviluppare trombosi o altre patologie ematologiche. I meccanismi alla base delle trombosi non possono essere trasmessi con il sangue, che rappresenta una terapia salvavita, ma sono dovuti alla somma di fattori genetici predisponenti e di una o più cause di comorbilità», spiega Ceretelli, lanciando un appello a donatori e potenziali donatori affinché continuino a donare per permettere a chi ne ha bisogno di ricevere le giuste cure.

«Un atto di assoluta codardia che condanniamo senza se e senza ma – aggiunge la direttrice sanitaria della Asl, Simona Dei – che sfrutta l’immagine di Avis per screditare la campagna di vaccinazione anti-Covid, mettendo in discussione l’importanza del vaccino e la salute di tanti pazienti che devono poter contare sulle donazioni di sangue. L’Azienda esprime la propria solidarietà al presidente di Avis Toscana, Claudia Firenze e al presidente Avis della provincia di Grosseto, Carlo Sestini».

L’Avis provinciale pronta alla denuncia

L’Avis provinciale e tutte le Avis presenti sul territorio della provincia di Grosseto si preparano alla denuncia, intanto, per l’uso improprio e non autorizzato del logo, considerando che il volantino chiama in causa l’associazione a livello nazionale, poiché l’immagine utilizzata non ha altri riferimenti territoriali.

«Ciò che è successo è un atto gravissimo e squallido che getta discredito su tutti i donatori di sangue. Oltre all’uso improprio del nome di Avis e del suo logo, per il quale sporgeremo regolare denuncia – ribadisce Carlo Sestini – la cosa vergognosa è aver strumentalizzato un’associazione che da quasi cento anni si spende per gli altri. Crediamo che ci siano gli estremi anche per un grave danno alla salute pubblica, tenuto conto che il sangue e il plasma sono risorse imprescindibili per la vita e la salute di tante persone. Sulla vita umana non si scherza, non si può giocare. Pertanto chiediamo alle autorità preposte di tutelare l’associazione e tutti i donatori che, nonostante d’imbecillità di qualcuno, continueranno, con senso civico e solidale, a stendere il braccio per donare salute».

 

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