L’unica scuola con la curva in un video

La scuola di via Gorizia a Follonica

FOLLONICA. Un video per raccontare la propria scuola, realizzato dagli studenti della IC della media “Pacioli” di Follonica. L’unica con la curva, dicono i ragazzi, dato che la parte dell’edificio sul lungomare, segue la curva della strada.

Ci hanno messo la faccia e anche la voce, i ragazzi per dire che «la loro scuola è davvero meravigliosa». È nata così  l’idea di realizzare un video con loro protagonisti per raccontare a tutti i tanti punti di forza di questo plesso sul mare. Una scuola tecnologica e multimediale, dove si impara e ci si diverte.

Le aule sul mare

Ma non solo. La loro “aula all’aperto” è speciale nel suo genere: è infatti sulla spiaggia.  «Pochi passi separano le aule dal mare – spiegano gli alunni e le alunne della IC – quindi i nostri insegnanti organizzano spesso uscite didattiche, laboratori e lezioni all’aperto. E noi, oltre a imparare cose nuove ed interessanti, respiriamo aria pura, ricca di iodio”.

C’è poi la grande attenzione per la musica, dato che alla “Pacioli” c’è un indirizzo musicale dove si imparano a suonare il violino, il pianoforte, la tromba, il clarinetto e altri strumenti. «Con i ragazzi stiamo realizzando i cosiddetti “compiti di realtà” direttamente per le strade di Follonica – spiega l’insegnante referente del progetto – per approfondire la conoscenza del tessuto sociale e produttivo cittadino, a partire dalla promozione della la scuola stessa.

Dopo aver riflettuto sugli aspetti più caratteristici del plesso, come la particolare e avveniristica forma curva dove sono disposte le finestre affacciate sul mare, gli alunni hanno proseguito esaminando i punti di forza della loro scuola, a partire dai docenti, dagli apparati tecnologici, dalla palestra, fino agli strumenti musicali che qui si possono studiare».

Ecco il video realizzato dai ragazzi

Violenza sulle donne, il video dell’Istituto Lorena

GROSSETO. Minacciare è violenza, umiliare è violenza, picchiare è violenza: si conclude così il bellissimo video realizzato dalle studentesse e dagli studenti dell’ indirizzo Sanità e Assistenza sociale e della sezione di Accoglienza Turistica del Leopoldo II di Lorena.

Il video è stato realizzato per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che cade il 25 novembre.

Il messaggio è chiaro: «La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci».

AdF, il bonus fedeltà piace ai clienti

Bonus fedeltà

GROSSETO. Adf premia gli utenti che hanno attivato i servizi di bolletta web e domiciliazione bancaria. Dopo due mesi dall’avvio della campagna dedicata ai clienti più sensibili che hanno attivato bolletta web e domiciliazione bancaria o postale, dimostrando attenzione alla tutela dell’ambiente – grazie alla riduzione dell’uso della carta – e fiducia nell’azienda, la società sta raccogliendo i primi frutti.

Oltre 34mila utenze raggiunte

Nella fase iniziale, l’operazione ha coinvolto oltre 32mila utenze – più della metà di tipo domestico residente – che avevano già attivi entrambi i servizi da oltre un anno e per cui è in corso di erogazione il bonus fedeltà di 5 euro in bolletta.

Dopo due mesi dal lancio della campagna, il totale delle utenze che hanno maturato il diritto al bonus sale a oltre 34.500, aumentando ulteriormente il numero dei beneficiari che riceveranno automaticamente la somma di 5 euro una tantum nelle prossime settimane.

Più di 500 i nuovi clienti

AdF sta riscontrando grande apprezzamento per l’iniziativa anche tra coloro che utilizzano solitamente canali più tradizionali nella gestione delle utenze: oltre 500 nuovi clienti hanno attivato entrambi i servizi negli ultimi due mesi, facendo registrare un incremento medio del circa 30% rispetto al periodo precedente all’attivazione del bonus fedeltà. Si conferma così la crescente fiducia nei confronti dell’azienda e una maggiore sensibilità verso iniziative di salvaguardia ambientale. Con questa attività, prosegue la campagna di promozione dei servizi digitali di AdF, sempre più innovativi e all’avanguardia, in linea con le attuali politiche green dell’azienda.

Tutti i dettagli dell’iniziativa sono presenti sul sito di AdF nella sezione dedicata al bonus.

Bombole, pinne e giù in fondo al mare – IL VIDEO

Luciano Forti durante un'immersione

GROSSETO. Si sente soltanto il rumore del respiratore, in fondo al mare. E forse nemmeno quello. C’è un mondo di silenzio, di colori e luci, forme di vita che compaiono e scompaiono. E il mare di Maremma è uno dei più popolosi, uno dei più attrattivi per i turisti che scelgono dove andare in vacanza a seconda dei siti subacquei da visitare.

Luciano Forti, il decano dei sub

Chiunque abbia indossato muta e bombole sa chi sia Luciano Forti, il decano dei sub della Maremma. «Mia madre si chiamava Delfina – racconta – si vede che mi ha trasmesso la passione che mi accompagna da tutta la vita». Luciano ha fatto la prima immersione 45 anni fa e ancora oggi non ha avuto voglia di smettere. Quando si parla di subacquea, nemmeno le origini amiatine tradiscono Luciano Forti che nel 1989 ha fondato un club che si chiama appunto Circolo sub Amiata.

«A chi mi chiede perché un amiatino si immerga – dice – rispondo sempre che è lo stesso motivo per cui tanti grossetani vengono a sciare sull’Amiata. Battute a parte, io ho fatto la mia prima immersione nel 1976, ma ad Abbadia San Salvatore non avevo amici per condividere questa passione. Poi, insieme a un altro appassionato, abbiamo deciso di fondare il club e abbiamo chiamato un istruttore da Firenze che venisse a insegnare qua, dove avevamo una piscina bellissima».

Luciano Forti
Luciano Forti

Il resto della vita di Luciano Forti è poi trascorsa, per buona parte, a curiosare sui fondali di tutto il mondo e dal 2008, dopo anni di insegnamento ai sub, Forti è diventato uno dei maggiori trainer degli istruttori di subacquea d’Italia.

Un mondo da scoprire e preservare

Sono tanti e diversi i fondali che si susseguono sulla costa maremmana. Fondali sabbiosi, fondali rocciosi, ricchi di animali e piante sorprendenti. «Un ecosistema che deve essere tutelato – dice Forti – Il turismo subacqueo è una fetta importante dell’indotto economico della Maremma ma il mare ha bisogno di tutele particolari».

Ben vengano i controlli, quindi. «Purtroppo ci sono attività che a volte impattano – spiega l’istruttore sub – come certi abusi che vengono commessi ad esempio da chi pesca: quando recuperiamo le reti lasciate sui fondali, ci accorgiamo dei danni che sono stati fatti all’intero ecosistema».

Pesci, piante, alghe, microrganismi: il mondo della subacquea è un mondo che chiede enorme rispetto. Perché è un mondo vivo. E in Maremma, le possibilità di organizzare immersioni sono infinite, sia in estate che – con la giusta attrezzatura – anche in questo periodo.

I siti più apprezzati

Tolta l’isola d’Elba o l’isola di Capraia, la parte del leone nell’Arcipelago toscano lo fa la Maremma con le sue isole e i suoi isolotti. Tra le immersioni più belle da regalarsi ci sono:

  • Secca di Mezzo Canale: molto amata dai sub più esperti. È una secca al largo del Monte Argentario, situata tra le isole di Giannutri, Giglio e il promontorio dell’Argentario e regala scenari incredibili, con spugne, coralli gialli e rossi, cernie, ricci di mare e aragoste.
  • Scoglio del Corallo, nei pressi di Cala Piccola, al largo del Monte Argentario. Questo scoglio ospita una grande quantità di coralli rossi e grotte nascoste. A 25 metri sotto la superficie, si apre una parete rocciosa che pullula di anemoni gialli e gamberi, mentre a 30 metri più in basso c’è un sorprendente arco naturale, dove, spesso, ci si imbatte in dentici e ricciole.

    Un esemplare di stella gorgone fotografata da Forti
    Un esemplare di stella gorgone fotografata da Forti
  • Le Formiche di Grosseto: tre isolotti posti al largo del parco naturale della Maremma. La Secca di Zi Paolo, a nord dell’isolotto con il faro, si trova a quattro metri sotto la superficie ed è uno dei siti preferiti da Luciano Forti.  Il Formichino, dall’altra parte, custodisce un “corno” di corallo a 45 metri più in basso e i resti di un relitto di epoca romana.
  • Punta Secca: i sub esperti possono immergersi in profondità al largo dell’isola di Giannutri per nuotare accanto a barracuda, pesciolini e dentici. Ci sono crepe e grotte e ammirare spugne e aragoste.
  •  Il relitto del Nasim, è una nave mercantile lunga 65 metri che trasportava automobili affondata nel 1976. Solo i sub esperti possono immergersi in queste acque a causa della profondità compresa tra 48 e 60 metri.
  • Punta del Fenaio. La punta settentrionale dell’isola del Giglio offre sorprendenti scenari per le immersioni con vari tipi di corallo, gamberi e scorfani lungo il  fondale marino.

Per esperti e principianti

L’emozione di immergersi nel blu delle acque della Maremma è unica. E ancora oggi, a distanza di 45 anni, Luciano Forti continua a condividerla con gli appassionati.

Ma i corsi, negli anni, si sono differenziati, come spiega Laura Celi, responsabile del Centro immersioni Costa d’Argento. «Da anni offriamo immersioni negli splendidi fondali della costa dell’Argentario – racconta – accompagniamo i turisti a fare snorkeling e organizziamo corsi sub per ogni livello, ricreativo e tecnico, ma anche corsi di apnea e monopinna». Ognuno infatti, deve poter vivere il mare nella maniera in cui preferisce. 

Fondali meravigliosi, foto Luciano Forti
Fondali meravigliosi, foto Luciano Forti

Anche Celi, come Forti, sottolinea l’importanza della tutela ambientale, quando si parla dell’ecosistema marino. «Il problema del riciclo e delle microplastiche, l’abbandono di reti da pesca che intrappolano tutti quegli esemplari marini che non riescono a liberarsi andando incontro a morte certa e che provocano la desertificazione di alcune zone marine, dovuta alla scomparsa di vegetazione sono tra le cose che ci troviamo a combattere ogni giorno – spiega – così come la non selettività del metodo di pesca a strascico. Il mare è una grandissima ricchezza per la vita e deve essere tutelato».

L’estate appena trascorsa ha visto un aumento di turisti, anche all’Argentario e i diving della zona sono riusciti a soddisfare le richieste dei subacquei arrivati da ogni parte d’Europa.

Un aumento che non ha colto impreparato il fotografo e videomaker subacqueo Alessandro Tommasi che da sempre si occupa di turismo subacqueo, una risorsa ecocompatibile per favorire, agevolare e creare le migliori condizioni per lo sviluppo del territorio. Fondatore dell’Accademia Mare Ambiente – Tommasi è certo che questo tipo di turismo possa essere destagionalizzato.

«I turisti rimangono affascinati dalle Gorgonie gialle e rosse, le margherite di mare e le spugne che rivestono gli scogli – racconta –  Il punto più bello da visitare, è senza dubbio l’isolotto dell’Argentarola a Monte Argentario, individuato come il sito a più alta biodiversità della Toscana. Qui oltre alle tante specie ittiche è presente una cavità carsica con stalattiti e stalagmiti che si sono formati  durante le glaciazioni. Frequente l’incontro con scorfani e murene, è facile osservare polpi arroccati nelle loro tane, e, da alcuni anni, anche un branchino di barracuda mediterranei».

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Erminio Sinni si sposa. L’annuncio sui social

GROSSETO. Alla fine anche lui ha ceduto. L’eterno ragazzone, innamorato prima di tutto della sua musica, il 27 novembre si sposa. Erminio Sinni, 60 anni, da Gavorrano, lo ha annunciato sui suoi canali social con un post molto intenso.

Lei è Rossella, romana, conosciuta tre anni fa durante una vacanza a Ponza.

«eh sì…solo tre anni fa chi l’avrebbe detto? Reduce da troppe storie sbagliate, incastri amorosi, sofferenze inflitte e subite, motori sfondati per fare pace dove pace purtroppo non c’era. Eh sì poi è arrivata Lei, un tornado di entusiasmo e freschezza e improvvisamente il mondo ha riacquisito colore, gli accordi da minori sono miracolosamente diventati maggiori, la voce un graffio nuovo che arriva dal cuore. È arrivata Lei e il 27 novembre davanti a Dio le dirò sì dal profondo del cuore per creare la nostra Famiglia. Ebbene sì, alla veneranda età di 60 anni mi sposo pure io. È proprio vero: LA VITA È UNA CONTINUA SORPRESA CHE VALE LA PENA DI VIVERE❤ E QUESTA SARÀ LA PIÙ BELLA CANZONE CHE SCRIVERÒ».

Il post su Facebook

Per abbracciarlo virtualmente e fargli gli auguri noi di MaremmaOggi riproponiamo due brani meravigliosi cantati in occasione del concerto del 28 luglio allo stadio Jannella di Grosseto. Il suo cavallo di battaglia “E tu sopra di me”, che nell’occasione dedicò a Natalino Galgani, e “La sera dei miracoli”.

LA SERA DEI MIRACOLI

Si fa presto a dire pappardelle al cinghiale

Pappardelle al cinghiale

CAPALBIO. La pappardella deve essere larga almeno 2 centimetri. Se arriva a due e mezzo è anche meglio. E il sugo che le accompagna deve essere ben tirato, preparato aggiungendo alla polpa del cinghiale ben macinata cipolla, aglio, alloro, peperoncino, olio e sale. Proprio come piaceva al compositore Giacomo Puccini che nel 1919 acquistò la Torre della Tagliata, antica torre spagnola che si staglia sulla meravigliosa spiaggia di Ansedonia.

Già allora, quando il musicista lucchese passava lunghi periodi in Maremma, le pappardelle al cinghiale erano uno dei piatti forti di Capalbio. Così come lo sono  tutt’oggi, preparate da Monica Nagy, nella cucina del ristorante Il Frantoio.

È un’esperienza stare a guardare Monica mentre unisce sugo e pasta appena scolata. «Si deve amalgamare bene la pasta con il sugo – dice la chef del Frantoio – deve legare, per far venire fuori tutto il sapore della carne».

La ricetta delle pappardelle al cinghiale

Di varianti, in Maremma, se ne incontrano tantissime. Non solo perché ogni cuoco ha il proprio segreto ma anche perché da zona a zona, da ristorante a ristorante, ognuno ci mette qualcosa di diverso. A Santa Fiora, per esempio, il sugo viene preparato con metà carne di maiale e con metà di cinghiale, mentre a Saturnia, si utilizza soltanto la selvaggina. Il giro della Maremma e dell’Amiata, delle Colline metallifere e di quelle dell’Albegna a tavola, è un giro che non smette mai di stupire.

Monica Nagy, al Frantoio, le prepara così.

Pappardelle all’uovo, dosi per 4 persone

  • 300 g farina 0
  • 100 g farina di grano duro o semola
  • 4 uova

Preparazione

  1. Rompete e sbattete le uova in una scodella. Raccogliete le farine in un’altra scodella e unite ad esse le uova appena sbattute, iniziate ad amalgamare il composto di uova e farina con l’aiuto di una forchetta
  2. Impastate con le mani, trasferite il composto sul piano di lavoro e continuate ad impastare bene il tutto, fino a quando le uova avranno incorporato bene tutta la farina, ottenendo così, un composto liscio e compatto. Formate un panetto e avvolgete la pasta con della pellicola e trasferite in frigorifero a riposare, per almeno 30 minuti
  3. Trascorso il tempo di riposo della pasta fresca, prendete l’impasto, porzionatelo e infarinatelo, lavoratelo nuovamente per pochi istanti, poi con l’aiuto della macchinetta sfogliatrice, iniziate a stendere la pasta. Partite sempre dallo spessore più largo, passate la pasta, circa 3-4 volte riducendo ogni volta l’ampiezza della fessura della macchinetta, in modo tale da conferire alla pasta maggiore elasticità e ricordandovi di infarinare leggermente la sfoglia ad ogni passaggio. A vostro gusto lo spessore della pasta.
  4. Una volta stese le sfoglie di pasta, infarinatele bene con la farina, in modo tale da non farle attaccare durante la lavorazione; poi arrotolate la sfoglia verso il centro fino alla metà, prima da un lato e poi dall’altro.
  5. Una volta che avrete arrotolato la sfoglia, ricavate con l’aiuto di un coltello le pappardelle, che rispetto alla classica tagliatella, hanno una larghezza leggermente più grande, calcolate all’incirca di 1,3 centimetri
  6. Un consiglio: usate la spianatoio: la sua rugosità è più indicata di una semplice superficie liscia

Sugo di cinghiale, dosi per 4 persone

  • 500 g polpa di cinghiale
  • 400 g passata di pomodoro
  • 1 cucchiaio concentrato di pomodoro
  • 1 cipolla
  • alloro
  • 1 peperoncino
  • olio extra vergine di oliva
  • sale quanto basta
  • un bicchiere di vino rosso

Preparazione

  1. Disossato il cinghiale, si riduce la carne a pezzettini per poi passarla al tritacarne con la cipolla pulita. Il tutto si mette in tegame con le foglie di alloro, lo spicchio d’aglio intero (da togliere in seguito), sale grosso e peperoncino. Si lascia a fuoco vivace fino a quando la carne non lascia più acqua. Si aggiunge vino rosso corposo e si lascia evaporare a fiamma viva
  2. Solo quando la carne “chiacchiera”, ma non frigge, ovvero si è asciugato il liquido, si aggiunge passata o pelato di pomodoro con un po’ di acqua lasciando al fuoco per almeno 3 ore a fiamma vivace
  3.  Utilizzate il ragù di cinghiale per condire, il tipo di pasta che preferite; ottimo per condire le tagliatelle o pappardelle.

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Beachtennis, Gini-Briaschi campioni toscani

Toscani di beachtennis, spettacolo nelle prime due giornate

GROSSETO. Quanto spettacolo nei primi due giorni di campionati toscani di beachtennis open, over e under in programma a Grosseto dal 30 ottobre al 1° novembre. Spettacolo per l’agonismo messo in campo dai campioni, bellissima la finale dell’open maschile, ma anche per il gran numero di piccoli giocatori in campo, a dimostrazione che questo sport è perfetto per chi inizia a fare attività. Ottima l’organizzazione delle due scuole, Bta e Bttc che, con questo primo “esperimento”, stanno tracciando una strada di collaborazione che potrà portare solo benefici a tutto il movimento.

La finale dell’open maschile, sfida tutta grossetana andata in scena al Cimabue domenica 31 nel primo pomeriggio, è stata forse il momento di maggior spettacolo dei primi due giorni. Alla fine a vincerla sono stati Gabriele Gini e Francesco Briaschi che, da sfavoriti, hanno ribaltato il pronostico superando i campioni del mondo Under 18 Damiano Rosichini e Niccolò Gasparri, al termine di un tiratissimo tiebreak (10-8).

Gini e Briaschi sono partiti forte nel set, volando sul 6-2 anche grazie a qualche errore di troppo degli avversari, poi Rosichini e Gasparri hanno alzato di una tacca la concentrazione e sono risaliti piano piano, andando sul 7-7, poi sull’8-7. Alla fine è stato tie-break sull’8-8. E qui a decidere sono stati solo i centimetri, una difesa impossibile di Gini su Rosichini finita sulla riga esterna, una battuta di Gasparri, sul matchpoint, uscita di un capello. Dettagli, ma che hanno fatto la differenza.

NEL VIDEO GLI ULTIMI PUNTI DEL TIE BREAK

E non ce ne vogliano gli altri, ma la vera rivelazione del torneo open è stato Matteo “Bugio” Bugiani che, in coppia con Luca Giabbani, è arrivato fino alla semifinale. E lo fatto con due partite tiratissime, prima contro Baccili-Chini (9-8) e poi contro Trasatti-Tarducci (9-8). Certo non gli si poteva chiedere anche di stare in partita con Rosichini-Gasparri (9-1), ma questa domenica se la ricorderà a lungo «Grazie al maestro Giabbani per l’opportunità e per avermi trascinato verso un miracolo» ha scritto in un post su Facebook. Dall’altra parte del tabellone Gini-Briaschi hanno superato prima Fagnoni-Garavini (9-5) e poi i viareggini Agrifogli-Giovino (9-5).

Matteo Bugiani e Luca Giabbani
Matteo Bugiani e Luca Giabbani

Grande spettacolo anche nell’open femminile, con le più giovani in evidenza. Titolo di campionesse toscane per le campionesse del mondo under 18 Elena Francesconi e Irene Mariotti che hanno sconfitto in finale Matilde Massai e Giulia Renzi (9-2). In semifinale Mariotti-Francesconi avevano superato Sofia Barbacci e Erica Cardelli (9-5), mentre Massai e Renzi erano uscite vincenti con Lucia Curielli e Giulia Ansani al termine di una vera e propria battaglia agonistica, decisa solo al tiebreak (9-8).

Elena Francesconi e Irene Mariotti con Luca Giabbani
Elena Francesconi e Irene Mariotti con Luca Giabbani

Nel doppio misto over 35 un’altra battaglia tutta grossetana (o quasi) nella finale. Alla fine il titolo di campioni toscani è andato a Yuri Stolzi ed Elisa Monaci che hanno superato al tiebreak (9-8) Stefano Remati con la sanvincenzina Ludovica Mantigli. In semifinale i campioni avevano superato Lucia Curielli e Luca Lenzi (9-7). Gli altri semifinalisti, sconfitti da Remati-Mantigli, sono stati Marco Rosignoli e Isabella Marsili.

Yuri Stolzi ed Elisa Monaci
Yuri Stolzi ed Elisa Monaci
Stefano Remati e Ludovica Mantigli
Stefano Remati e Ludovica Mantigli

LA CLIP. CHI PICCHIA DI PIÙ

Tanti ragazzi in campo, i toscani under

Ma particolarmente interessanti e piacevoli da seguire sono stati i tornei under, con alcuni talenti che possono arrivare, se continueranno ad avere passione e umiltà, anche a palcoscenici ancora più importanti.

Nel doppio maschile Under 16 il titolo va a Matteo Baldassarri con Davide Baccili che hanno battuto in finale Nicola Manfredini e David Corridori. In semifinale sono arrivati  Samuele Cappuccini con Tommaso Fontana e Filippo Vegni con Matteo Lemmetti. Nel doppio maschile Under 14 i campioni toscani sono Filippo D’Andrea con Lapo Mazzei che hanno vinto in finale con Filippo Leli e Edoardo Nerelli (6-4). Semifinali per Tommaso Donnini con Diego Guadagnoli e Michael Berti con Emiliano Ulivieri.  Infine nel doppio maschile Under 12 titolo per Michael Berti ed Emiliano Ulivieri che battono in finale Gianmarco Palagi e Lapo Boccaccini. Terzo posto per Lorenzo Marrucci con Pietro Ginanneschi e Thomas Tanini con Vanni Bardini.

TUTTE LE FOTO DEI TORNEI UNDER

Il sabato, Rosichini vince il singolo, Pepi-Corridori l’over 50

Giornata di grandi emozioni anche la prima, quella di sabato, iniziata con il singolo open. Un torneo in cui si è visto vero spettacolo e tanto agonismo. E la finale è stata quella più attesa, fra due campioni del mondo, Damiano Rosichini e Niccolò Gasparri.

Ma le battaglie vere sono iniziate già nei quarti di finale. Nel primo Rosichini ha superato l’altro grossetano Giulio Marraccini (6-4), mentre lo “specialista” Simone Sbardellati ha superato il viareggino Tommaso D’Andrea (6-3). Dall’altra parte del tabellone vittorie per Matteo Fagnoni su Luca Giabbani (6-2) e Niccolò Gasparri su Simone Ciacci (7-5).  Combattutissime le semifinali, con Gasparri che ha superato Fagnoni solo al tiebreak (9-8) e Rosichini che ha avuto ragione sulla regolarità di Sbardellati al termine di una battaglia (9-7). In finale, poi, il successo di Damiano su Niccolò (9-5).

Damiano Rosichini con Marco Tarentini
Damiano Rosichini con Marco Tarentini

E nessuno pensi che nell’Over 50, perché in campo ci vanno i “diversamente giovani”, sia mancato l’agonismo. Ci sono state partite tiratissime e tecnicamente molto valide. Alla fine il titolo di campioni toscani è andato a Alessandro Pepi e Mirco Corridori che, in finale, hanno avuto la meglio su due “volponi” della sabbia, Marco Rossi Repanai e Stefano Tuccinardi (9-4). Semifinali per Davide Fontana e Marco Rosignoli, che hanno battuto Baccili-Cappuccini (9-8) e poi sono stati battuti da Rossi Repanai-Tuccinardi (9-7) e per “doc” Guido Salvetti con Alessio Bragagni, vittoriosi nei quarti con Marcelli-Martellini (9-2) e poi sconfitti da Pepi-Corridori (9-5).

I quattro finalisti over 50: Mirco Corridori, Marco Rossi Repanai, Alessandro Pepi e Stefano Tuccinardi
I quattro finalisti over 50: Mirco Corridori, Marco Rossi Repanai, Alessandro Pepi e Stefano Tuccinardi

Lunedì primo novembre in programma le ultime sfide, da non perdere. Doppio misto open, doppio femminile over 35 e doppio maschile over 40. Si gioca alla Cittadella e al Cimabue.

 

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Maremma Mia, ecco la filiera corta

Un momento della presentazione all'Ipercoop del Maremà

GROSSETO. Farina di grano antico tenero, vari tipologie di pasta, tagliatelle, pici, strigoli, tortelloni di ricotta, ragù, vino, frollini al cioccolato e grano antico, cantucci ai fichi e persino un panforte margherita con farina di grano tenero antico. Sono questi alcuni dei tanti prodotti di filiera corta che troveranno posto nei supermercati Coop – Unicoop Tirreno grazie al progetto Maremma Mia promosso dalla cooperativa insieme al Parco Nazionale delle Colline Metallifere e il Distretto Rurale Agricolo Gastronomico Organizzato (DRAGO).

Si è svolta la presentazione all’Ipercoop del centro commerciale Maremà di Grosseto alla presenza di Lidia Bai presidente del Parco nazionale delle Colline Metallifere, Lorenzo Leveque responsabile Settore Commerciale Industriali di Unicoop Tirreno e Alessio Guazzini presidente di Drago.

Tutte le materie prime di questi prodotti provengono dal territorio del Parco Nazionale delle Colline Metallifere istituito nel 2002 con decreto del Ministero dell’Ambiente. Data la sua eccezionale geodiversità e il paesaggio geominerario unico, è entrato a far parte, dal 2010, della prestigiosa rete mondiale dei Geoparchi Unesco, col nome di Tuscan Mining Global Geopark. Il parco partecipa anche al progetto GEOfood esclusivo dei geoparchi Unesco.

Molte aziende del territorio hanno dato vita alla associazione Drago, che ha come scopo principale quello di realizzare un’economia basata sulle peculiarità del parco promuovendo prodotti locali (come la linea Maremma Mia).

Al progetto Maremma Mia hanno aderito sei realtà produttive: l’azienda agricola Camporuffaldo di Massa Marittima e il Felciaione di Suvereto, la società cooperativa agricola Valle Bruna di Roccastrada, la pasticceria artigianale Le Logge di Valpiana, la Sicas di Grosseto che produce pasta e l’azienda vitivinicola biologica La Cura sempre a Massa Marittima.

I prodotti saranno messi in vendita in 18 punti vendita Coop tra i più importanti di Unicoop Tirreno: da Grosseto a Livorno, per passare da Piombino, Cecina fino a Viareggio e Pietrasanta.

«Questo è il nostro valore aggiunto – spiega Lidia Bai presidente del Parco Nazionale delle Colline Metallifere – insieme a quello di promuovere e supportare le comunità locali del geoparco valorizzando una serie di produzioni alimentari in grado di coniugare alta qualità, salute, biodiversità e ambiente. Voglio ringraziare Unicoop Tirreno per aver reso possibile questa iniziativa che contribuirà a far crescere il Parco e le aziende che da anni hanno scommesso sull’agricoltura sostenibile».

«Siamo soddisfatti di aver costruito assieme un progetto che valorizza territorio, cultura, economia e persone – aggiunge Lorenzo Leveque responsabile Settore Commerciale Unicoop Tirreno -. Maremma Mia propone un assortimento di prodotti di piccole aziende del territorio che fanno della tradizione e della qualità i loro tratti distintivi. L’obiettivo è far durare nel tempo questa partnership, concorrendo a sviluppare, insieme all’associazione e alle aziende, un’offerta che intercetta i gusti dei nostri soci e clienti, sempre più attenti alle produzioni locali e di qualità».

«L’associazione il Drago è una esperienza che, seppur nata da poco, sta dando frutti straordinariamente importanti – sottolinea il presidente Alessio Guazzini – e siamo orgogliosi di presentare i nostri prodotti nei punti vendita di Unicoop Tirreno. La nostra è una realtà che dà valore alle filiere in grado di coniugare la ricerca, lo studio, l’approfondimento e produzioni agroalimentari di qualità».

PARLANO LE AZIENDE

Etruschi e Romani, viaggio sulle note di Puccini

La spiaggia della Tagliata e la torre spagnola

ORBETELLO. Una volta lasciato il parcheggio dell’Idroscalo di Orbetello, dove sulla recinzione rimasta intatta dagli anni ’30 ci sono ancora le aquile e i caratteri in stile Impero, la laguna di Orbetello si apre davanti agli occhi dei visitatori. Una targa ricorda, poco più avanti le quattro imprese che furono compiute dagli aviatori che utilizzarono anche l’idroscalo intitolato ad Agostino Brunetta: la trasvolata del 1928 fino a Los Alcazares, quella dell’anno successivo da Taranto a Odessa con ammaraggio proprio a Orbetello, quella del 1930 a Rio de Janeiro e quella del 1933 a Chicago per poi tornare a Roma. Le crociere atlantiche furono guidate da Italo Balbo, allora ministro della recentemente costituita Aeronautica Militare.

 

È la calma e la pace della laguna che colpisce immediatamente gli occhi di chi arriva dalla città: calma e pace popolata da anatre, aironi, oche, gru, fenicotteri, pavoncelle, limicoli, rapaci e tanti passeriformi che possono essere avvistati nella zona dell’Oasi Wwf.

Ma se la natura di questa zona umida è la prima cosa che balza agli occhi, voltandosi verso il paese e camminando lungo la passerella che costeggia l’acqua della laguna, ecco che subito si presentano gli Etruschi con le imponenti mura erette nel V secolo a.C. a raccontare una vita fatta di agricoltura e pesca, di difesa senza alcun attacco, del culto della morte e di una civiltà che ha prosperato sulle coste della Maremma lasciando testimonianze ancora oggi visibili. In questo percorso durante la seconda tappa del progetto Smart – Itinerari Enogastronomici della Maremma Grossetana, è possibile essere guidati da Francesco Di Murro all’interno dell’iniziativa targata Cat Ascom Maremma e Vetrina Toscana – in collaborazione con Camera di Commercio Maremma e Tirreno / Unioncamere Toscana, finalizzata a promuovere ristoranti, botteghe e produzioni di qualità che esprimono l’identità del territorio, valorizzando la cultura enogastronomica anche come attrattiva turistica.

Lo scalo marittimo di Orbetello

Con ogni probabilità quindi, Orbetello era nata come scalo marittimo la cui economia doveva essere fondata principalmente sulla pesca e sul commercio. Nei primi tempi il centro appartenne forse a Marsiliana (Caletra), ma entrò ben presto nella zona d’influenza di Vulci. Dalla metà del VI secolo a.C. la città conobbe un periodo di fioritura economica, tipica dei centri marittimi dell’Etruria e documentata dai corredi funerari in cui cominciano a comparire, accanto ai buccheri, ceramiche attiche a figure nere, ceramica a fasce di tipo orvietano e altre pregevoli suppellettili di importazione.

Diventato un vero e proprio porto, con un quartiere commerciale assai sviluppato per lo smistamento delle merci da e verso l’Etruria settentrionale, Orbetello è stata protetta da una solida cinta muraria  lunga in origine quasi due chilometri. Di queste mura si è conservato fino a oggi un tratto sul lato ovest, verso la laguna: sono mura costruite in opera poligonale con grandi blocchi di arenaria uniche in tutta l’Etruria che fungevano sia da mura cittadine che da mura portuarie.

L'ingresso alla laguna dall'Idroscalo
L’ingresso alla laguna dall’Idroscalo

Il museo nella polveriera Guzman

Voltato l’angolo, lo stupore aumenta: e infatti, una volta lasciate alle spalle le antiche mura, ci si ritrova davanti alla Polveriera Guzman oggi sede del Museo archeologico di Orbetello con i suoi obelischi messi davanti alle finestre che si innalzavano per proteggerle da eventuali attacchi. La polveriera è nota soprattutto perché qui si rifornì Giuseppe Garibaldi nel 1860, poco dopo lo sbarco di Talamone durante la spedizione dei Mille.

La polveriera Guzman
La polveriera Guzman

Un’unica grande sala, con tutti i reperti raccolti dagli archeologici e sistemati nelle vetrine per raccontare la straordinaria epopea degli Etruschi: strumenti litici del neolitico ed eneolitico (punte di lancia, punte di lancia peduncolate in selce e in diaspro, una lama di accetta in pietra verde levigata) e di età villanoviana (tre vasi di cinerari) patere, coppe, bacili bronzei ed alcuni tripodi, tra cui uno rinvenuto a Vulci nella tomba del Carro di Bronzo, armi da caccia e da guerra e oggetti per la filatura e la tessitura,  una vasta collezione di ceramiche. Tra queste ci sono alcuni esemplari di ceramica etrusco-geometrica, ad imitazione di quella greca, ceramiche che raccontano sia la vita quotidiana che la vita dopo la morte, così come se la immaginavano gli Etruschi.

Non mancano gli oggetti dell’abbigliamento, le fibule e gli specchi, i gioielli e gli unguentari e le anfore del gruppo di Orbetello, rinvenute in mare e acquistate dal Comune nel 1957, attribuite al pittore di Micali o alla sua scuola.

In mostra ci sono poi i reperti trovati durante gli scavi effettuati nell’area di Orbetello e di Poggio Talamonaccio tra i quali spicca il corredo della necropoli del Cristo, scavata nel 1820 in occasione dei lavori della strada tra Orbetello e Grosseto e quelli provenienti invece dal ripostiglio Vivarelli-Strozzi e dagli scavi della stipe votiva del ripostiglio del Genio Militare.

La rotta verso il mare del compositore Giacomo Puccini

C’era un antico porto, quello della città di Cosa, i cui resti sono ancora visibili da una delle spiagge più suggestive della Maremma. Un posto incantato, quello che si trova scivolando verso sud da Orbetello. Una manciata di chilometri per arrivare alla spiaggia della Tagliata, che ospita appunto il porto che fu costruito dai Romani nel 273 a.C.

La Tagliata Etrusca sorge ai piedi del versante sud-est del colle di Ansedonia, dove in antichità si trovava il porto della città di Cosa, un modesto scalo marittimo, di cui sono ancora visibili i resti semisommersi dal mare di moli e frangiflutti.  L’aggettivo “Etrusca” però è fuorviante: la tagliata è infatti un’opera di ingegneria idraulica realizzata dai Romani per ottimizzare il flusso ed il riflusso delle acque dal porto, in modo da evitarne l’insabbiamento.

Il Portus Cosanus si trova infatti prossimità dello Spacco della Regina: è rimasto in funzione fino al terzo secolo dopo Cristo, fino a quando il commercio nelle acque del Mediterraneo, di vino e olio soprattutto, è stato florido.

È qui, in un luogo incantato tra storia e leggenda che il compositore lucchese Giacomo Puccini decise di comprare casa. Non un’abitazione tra le tante ma proprio la vecchia torre spagnola che domina la spiaggia.

La leggenda dello Spacco della Regina ha come protagonista la giovane regina etrusca Ansedonia. Essendo di sangue blu alla piccola era vietato socializzare e giocare con gli altri bambini e come unico svago le era concesso di fare delle passeggiate vicino a casa. Nel corso di una di queste camminate Ansedonia scoprì un posto bellissimo, un’insenatura naturale con un’acqua talmente limpida che non riuscì a resistere alla tentazione di tuffarsi.

Nei giorni e nelle settimane successive quell’anfratto divenne la meta d’elezione per le passeggiate della regina, ma purtroppo in quei tempi lontani il bagno in mare era considerato disdicevole per le donne e ancor più per una regnante. In poco tempo si diffuse la voce che in quel luogo si consumavano riti diabolici e quando Ansedonia non tornò più a casa si pensò subito che fosse diventata una complice o una vittima di quelle oscure celebrazioni. Un mito parallelo racconta anche che la regina Ansedonia abbia nascosto in questa zona un tesoro che però non è mai stato portato alla luce. Qualunque sia la storia, quel luogo divenne e resterà per sempre lo Spacco della Regina.

Il compositore Giacomo Puccini fu invitato per la prima volta al mare a Capalbio a cacciare, e rimase entusiasta della quantità di selvaggina che la Maremma offriva, nonché affascinato dalla selvaggia bellezza di questa terra e dai suoi malinconici silenzi. Tanto che tornava spesso, amava cacciare nella “botte” le folaghe che popolavano durante l’inverno il lago di Burano.

Nel 1919 il Maestro acquistò e restaurò la Torre della Tagliata presso Ansedonia, e probabilmente compose lì gran parte della Turandot. Innamorato della Maremma, era ghiotto delle pappardelle al Cinghiale preparate nelle locande di Capalbio.

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Tre giorni di grande beachtennis a Grosseto

Marco Tarentini e Luca Giabbani

GROSSETO. Tre giorni di grande beachtennis. Sabato 30, domenica 31 e lunedì 1° novembre vanno in scena i campionati toscani di beachtennis. Con due prime volte. La prima volta che, in un unico appuntamento, sono in programma i campionati under, over e open. Ma, soprattutto, la prima volta che le due scuole grossetane,  Bttc (Beachtennis toscana coaching) e Bta (Beachtennis academy) collaborano nell’organizzazione di un evento.

Perché se è vero che Grosseto è la realtà toscana più importante in questo sport, e una delle prime in Italia, è anche vero che un salto di qualità è possibile solo se le due scuole riescono a collaborare. In fondo non è così difficile, visto che i protagonisti, dai maestri agli allievi, sono tutti grandi amici. E l’estate si trovano nei bagnetti a giocare insieme.

Così parte adesso questa nuova collaborazione che, prima di tutto, sarà fondamentale per la crescita di questo sport che, in Maremma, coinvolge centinaia di appassionati. Perché il beachtennis è così: è uno sport che si presta per i ragazzini che iniziano a fare attività, per quelli fra loro che, anno dopo anno, sono arrivati sul tetto del mondo, la nazionale Under 18 che ha vinto i mondiali è in gran parte maremmana, ma va bene anche per gli amatori, uomini e donne, che riescono a divertirsi anche dopo poche lezioni.

Sabato, domenica e lunedì si giocherà in tre impianti maremmani: alla Cittadella, al Cimabue e anche al Tce.

«In questo momento il movimento sta crescendo, ma vogliamo fare un salto di qualità – dice Marco Tarentini, della Bta -. La collaborazione fra le due associazioni è decisiva. Faremo insieme una serie di eventi, iniziando con i campionati toscani under, over e open».

«Nel tempo siamo cresciuti, i primi passi li abbiamo fatti a Principina con Luca Bidolli – dice Luca Giabbani, della Bttc -. Per noi ora questo sport è diventato un lavoro. Ed è bello vedere che ci sono ragazzi di Grosseto che sono arrivati ai vertici mondiali. Ecco perché sabato, domenica e lunedì faremo questa grande manifestazione, la prima di una serie di eventi condivisi».

Il programma dei campionati toscani

SABATO 30 OTTOBRE 2021

  • Singolo Maschile Open @9.00 – CT GROSSETO / CITTADELLA
  • Singolo Femminile Over 35 @11.00 – CITTADELLA
  • Doppio Maschile Over 50 @ – CT GROSSETO / CITTADELLA

DOMENICA 31 OTTOBRE 2021

  • Doppio Maschile Open @9.00 – CT GROSSETO / CITTADELLA
  • Doppio Femminile Open @10.30 CITTADELLA
  • Doppio Misto FIT Over 35 @14.00 – CT GROSSETO / CITTADELLA
  • Doppio Maschile Under 12.14.16 @9.00 – TCE
  • Doppio Femminile Under 12.14.16 @9.00 – TCE
  • Doppio Misto FIT Under 12.14.16 @9.00 – TCE

LUNEDI 1 NOVEMBRE 2021

  • Doppio Misto FIT Open @13.00 – CT GROSSETO / CITTADELLA
  • Doppio Femminile Over 35 @10.30 – CITTADELLA
  • Doppio Maschile Over 40 @9.00 – CT GROSSETO / CITTADELLA

L’organizzazione ringrazia gli sponsor: Antonio Lauria costruzioni, Ecoteti intelligenza ambientale, Vulcano comunicazione, In.Ca Ingrosso carni, Torrini elettrauto, Elettromeccanica Moderna, Tuttauto Davitti, B&L Line.