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Screening gratuiti nella giornata contro l’Aids

In Maremma, diagnosticato l’Hiv in 2 persone ogni 100mila abitanti. L’età media è 39 anni, l’84 per cento dei nuovi contagiati sono maschi

GROSSETO. Il 1° dicembre è la Giornata mondiale per la lotta all’Aids, istituita nel 2004 per fare attività di informazione e sensibilizzazione su una malattia che dal 1981, ha ucciso 25milioni di persone nel mondo. E della quale si tende a parlare di meno, da quando la medicina ha scoperto cure in grado di bloccare lo sviluppo dall’infezione alla malattia conclamata.

A Grosseto, mercoledì 1 dicembre, l’Unità operativa complessa di malattie infettive dell’ospedale Misericordia, diretta dalla dottoressa  Cesira Nencioni, ha organizzato una giornata di di screening gratuiti, accompagnati da una campagna di informazione, in collaborazione con la sezione grossetana della Croce Rossa.

Dalle 15 alle 19, in piazza Dante Alighieri a Grosseto, sarà presente un gazebo con medici e infermieri delle malattie infettive, per effettuare il test rapido dell’Hiv, con accesso diretto, in forma anonima, veloce e gratuito, Si tratta di un esame salivare che in pochi minuti è in grado di fornire un risultato. In caso di esito positivo, il paziente verrà preso in carico e indirizzato verso ulteriori accertamenti.

L’iniziativa di Grosseto, peraltro, chiude la European testing week, la settimana di screening gratuiti per l’Hiv e l’epatite C, a cui molte città toscane hanno aderito.

I numeri dell’Hiv in Maremma. L’84 per cento dei nuovi casi sono maschi

«Dal 2009 al 2020 in Toscana sono state eseguite 3.385 nuove diagnosi di Hiv. Quello che si osserva è una decisa inversione di tendenza, negli ultimi anni, nella modalità di trasmissione di Hiv e Aids – spiega Cesira Nencioni – dato che il 90 per cento dei nuovi casi non ha contratto il virus per tossicodipendenza, come succedeva nella fase iniziale dell’epidemia, alla fine degli anni ’80, ma per via sessuale.

Cesira Nencioni
Cesira Nencioni

Il dato sottolinea l’evidente abbassamento del livello di guardia da parte della popolazione, soprattutto negli eterosessuali che non si ritengono soggetti a rischio, mentre invece sono una categoria da tenere sotto controllo. La media regionale è di 3,1 nuove diagnosi ogni 100 mila abitanti,

La provincia di Grosseto – continua Nencioni – ha una media di 2 nuove diagnosi ogni 100mila abitanti, con un’età media di 39 anni. L’84 per cento dei casi notificati riguarda il genere maschile.

Ancor più preoccupante è che 1 caso di Hiv su 4 è già evoluto in Aids conclamato al momento della diagnosi di sieropositività e il 60 per cento è “late presenter”, cioè al momento della prima diagnosi di sieropositività si presenta con un quadro immunologico già compromesso o con una patologia indicativa di Aids0

Questi dati devono farci riflette. Il fatto che si parli meno di Hiv e Aids non significa che il virus e la malattia siano scomparsi. Per questo è fondamentale mantenere alta l’attenzione con azioni di informazione e sensibilizzazione sull’importanza della diagnosi precoce e sull’assunzione di comportamenti responsabili, come l’uso del preservativo nei rapporti, che previene da tutte le malattie sessualmente trasmissibili», conclude Nencioni.

Negli ultimi decenni la ricerca per la cura di questa patologia ha fatto grandi passi in avanti. Anche se il virus dell’Hiv non può essere eradicato completamente, se diagnosticato in tempo e grazie ai farmaci a disposizione oggi è possibile conviverci, con un’aspettativa di vita pari a quella di chiunque altro.

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