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Atletico-Alta Maremma, Nello Franchi: «Sarà durissima»

Il tecnico di Roccatederighi: «Questa terza zoppa è una vergogna. Ogni settimana riposano addirittura in 2 mettendo in difficoltà le società e la classifica»
Nello Franchi - maremmaoggi.net
Nello Franchi, Alta Maremma

di Giancarlo Mallarini

ROCCATEDERIGHI. Quando l’Alta Maremma ha avuto l’esigenza di rinnovare politica, progetti e abitudini, si è rivolta ad un tecnico esperto di giovani, immerso nel calcio fino al naso. Il papabile portava il nome di Nello Franchi.

«Era in ballo l’esistenza stessa della società. Quindi non ho avuto dubbi, ho detto sì». Così spiega l’allenatore di un gruppo di 27 ragazzi tutti del paese, escluso il portiere di Grosseto. «Sono giocatori che ho preparato nei numerosi settori giovanili dove ho lavorato in passato. Ora hanno 20 anni e hanno aderito con grande entusiasmo a questo programma triennale. Sono orgoglioso di allenarli e i risultati fino ad ora sono confortanti».

In cosa è cambiata la società?

«Principalmente nei metodi base. Nessuno in rosa prende rimborsi spese, nemmeno io (ride) anche se ho conseguito diverse e sostanziali certificazioni tecniche. La società offre la visita medica ai ragazzi, organizza le classiche cene di gruppo, che fanno bene non solo allo spirito».

Cosa pensa di questa Terza molto zoppa?

«Sono diretto: è una vergogna. Ogni settimana riposano addirittura in 2 mettendo in difficoltà le società e la classifica. Non voler rimodulare l’assenza del Porto Ercole, credo servisse poco per farlo, bastava un pizzico di buona volontà, dimostra palesemente il menefreghismo della Federazione nei riguardi della nostra categoria».

Il prossimo avversario è l’Atletico Grosseto 2015.

«Ostacolo da prendere in seria considerazione. Conosco il loro tecnico De Blasi e la loro rosa. Saranno 90′ di spessore dove cercheremo di giocare come sappiamo fare».

L’Atletico Grosseto pronto alla battaglia

L’ultima spiaggia romantica, l’isola solitaria dove sbarcare senza dover sapere dove mettere i piedi, dove non serve togliersi le scarpe e indossare le babbucce, dove sul pavimento non c’è la cera e la doccia gocciola. Questa è la Terza categoria.

Il profumo del calcio lo avverti guardando il terreno di gioco allagato attraverso la rete di protezione. Al buio. La pioggia cade dai secchi disposti in alto.

Venerdì la rifinitura è stata cancellata, il terreno va coccolato in vista della gara con l’Alta Maremma. La speranza è che l’acqua termini il proprio lavoro. In giro non ci sono le borse rosse piene di scarpette, calzamaglie, magliette termiche.

Sul gruppo Whatsapp mister De Blasi ha detto stop alla seduta annunciando la cena in pizzeria. Niente allenamento ma stiamo insieme. Questo il messaggio invisibile, l’invito allo spogliatoio. In pratica un addestramento non fisico ma sempre basilare per tastare il polso alla rosa e ai singoli. Perché l’Alta Maremma non farà sconti, perché ha un solo punto di ritardo, perché vuole il sorpasso. In più è formazione costruita da ragazzi di Roccatederighi e dintorni, cementati dal senso di appartenenza, che vale oro.

Una pizza, allora, assume connotati ben precisi: sentirsi uniti, affiatati, una cosa sola.

Questa è la Terza categoria, un mondo da vivere insieme.


IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA


 

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