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Tentarono la rapina in farmacia, condannati

Uno dei due uomini entrò nel negozio con una pistola in pugno, fu messo in fuga dal titolare che lo rincorse a piedi
La farmacia San Giuseppe
La farmacia San Giuseppe

GROSSETO, Era entrato nella farmacia San Giuseppe in via Fabio Massimo con una pistola in pugno, la mascherina sul volto e una felpa con il cappuccio sulla testa e aveva gridato alla dottoressa che era dietro al bancone: «Dammi tutti i soldi che hai nella cassa». Ma quel tentativo di rapina messo in atto il 7 aprile non era andato a segno: l’apertura delle casse è infatti temporizzata e il titolare del negozio che in quel momento era sul retro, era comparso all’improvviso mentre il rapinatore stava uscendo e lo aveva inseguito a piedi. 

La fuga a bordo di una Fiat Punto, poi, era finita sull’Aurelia all’altezza di Gavorrano, dove una volante della polizia era riuscita a fermare i due uomini, che erano poi finiti in carcere.

Questa mattina, nell’aula del tribunale di Grosseto, il collegio composto da Adolfo Di Zenzo, presidente, e dalle giudici Laura Previti e Ludovica Monachesi, ha condannato i due uomini per la tentata rapina.

L’udienza si è conclusa con una condanna a 3 anni, 3 mesi e 500 euro di multa nei confronti di Angelo Nicola Serra, 42 anni, difeso dall’avvocato Luigi Mancini del foto di Viterbo e a 3 anni, 2 mesi e 450 euro di multa nei confronti di Antonio Piscedda, 46 anni, assistito dall’avvocata Norina Scorza del foro di Paola.

Entrambi della provincia di Caserta, quando furono arrestati dal personale delle Volanti spiegarono al giudice per le indagini preliminari Sergio Compagnucci di essere venuti a Grosseto perché Serra avrebbe dovuto prendere dei soldi da un amico. Piscedda si sarebbe quindi limitato ad accompagnarlo. Ma quando furono fermati dalle volanti, nel cofano della Fiat Punto fu trovata la Beretta calibro 9 puntata contro i farmacisti pochi minuti prima. Pistola che era stata messa lì, nel tentativo di nasconderla.

 

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