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Sospesi 29 dipendenti della Asl non vaccinati

Sono medici, infermieri, operatori socio-sanitari che lavorano in provincia di Grosseto. 58 in tutta la Asl sudest
L'ingresso dell'ospedale di grosseto

GROSSETO. Sono 29 i dipendenti della Asl in provincia di Grosseto, che svolgono attività sanitarie, sospesi dal servizio senza stipendio fino al 31 dicembre, perché non ancora vaccinati, sui 58 in tutto il territorio aziendale.
Medici, infermieri, operatori socio-sanitari, per i quali, nei primi due casi, sono già stati informati anche i rispettivi ordini professionali e per molti è scattata la sospensione dall’albo.

Non è, invece, certo il numero preciso dei dipendenti che rischiano un provvedimento simile, poiché il complesso sistema per le verifiche delle vaccinazioni, da parte dei dipartimenti della Prevenzione, su chi esercita professioni sanitarie o a interesse sanitario (almeno una trentina previste dal decreto), nel pubblico e nel privato, richiede una serie di controlli incrociati, con risultati che si modificano di giorno in giorno.

Nel frattempo, infatti, c’è chi si è messo in regola, o presentando la documentazione che prova l’impossibilità a vaccinarsi o prenotando  la prima dose. Ma anche su questo punto ci sono problemi interpretativi, con differenze tra la normativa nazionale – il decreto legge 44 del 1 aprile 2021 – e le indicazioni regionali, per cui se il decreto governativo ritiene sufficiente aver avviato il percorso vaccinale per fermare l’iter di sospensione dal servizio, per la Regione Toscana, bisogna averlo completato, quindi aver fatto anche la seconda dose.

In ogni caso, quando sono partiti i primi provvedimenti, tra fine agosto e inizio settembre, all’indomani delle dichiarazioni del presidente della Regione, Eugenio Giani, che annunciava 4.500 lettere di sospensione per altrettanti dipendenti del sistema sanitario in tutta la Toscana, a Grosseto erano circa 130 i non vaccinati, sui 300 in tutta la Asl sudest. Poco meno del 3 per cento, considerando che il personale dell’azienda è di 10.600 unità (3mila nella exAasl di Grosseto), delle quali 9.500 impegnate nelle professioni sanitarie ( 2.500 a Grosseto).

Il numero effettivo, dunque, per il personale che lavora in provincia di Grosseto, è sceso di dieci volte e da diversi giorni è fermo a 29. Nei confronti dei renitenti al vaccino, la Asl applica un regolamento che è stato messo a punto nella prima settimana di settembre e più ritoccato in corso d’opera, un’ultima volta proprio in questi giorni e a breve sarà di nuovo deliberato. Di fatto deve essere allineato alle novità normative e perfezionato in base ai casi che deve trattare.

«Ad oggi – fa sapere la Aslnon ci sono stati ricorsi, ma del resto sono passati pochi giorni dall’invio delle prime lettere e non ci sarebbe stato il tempo materiale. È possibile che arrivino, anche se per ora le richieste di chiarimento riguardano più che altro la procedura di sospensione». Pressoché nessuno dei dipendenti non vaccinati è stato spostato ad altra mansione (altra possibilità prevista dal decreto legge), mentre per ricoprirne il posto per lo più si fa ricorso al lavoro interinale, anche perché non appena il dipendente si mette in regola, viene reintegrato in servizio.

Nicola Draoli
Nicola Draoli, presidente Ordine delle professioni infermieristiche di Grosseto

Tra i sospesi ci sono anche 13 infermieri iscritti all’ordine di Grosseto (su un totale di 1720), «sospesi anche dall’albo dopo che abbiamo ricevuto la comunicazione», spiega il presidente, Nicola Draoli. «Come Ordine siamo esecutori di un mandato, legato alla comunicazione di un non adempimento che arriva dal dipartimento di Prevenzione e del quale non possiamo fare altro che prendere atto. Il mio auspicio è che, visto anche l‘obbligo del green pass dal 15 di ottobre, queste persone si mettano in regola e che, in generale, che si vada avanti spediti con la campagna vaccinale».

Paola Pasqualini, presidente dell'Ordine dei medici
Paola Pasqualini, presidente dell’Ordine dei medici

Diversa la situazione per l’Ordine dei medici di Grosseto, che al momento ha tre segnalazioni, ma nessuna sospensione dall’albo. «Questi tre medici – spiega la presidente, Paola Pasqualinihanno fatto la prima dose e stiamo valutando come procedere, sentiti anche gli altri ordini regionali e quello nazionale. La questione è molto controversa e ogni caso va valutato singolarmente. Tanto più che le comunicazioni dei nominativi arrivano alla spicciolata. Intanto convocheremo a breve un consiglio per decidere una linea unitaria».

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