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Si uccide lanciandosi dal quarto piano

La donna aveva 37 anni ed era madre di un bambino di 12: nel pomeriggio era stata portata in ospedale
Ambulanza e polizia municipale
Ambulanza e polizia municipale sotto al palazzo

GROSSETO. La disperazione e la malattia sono state più forti dell’attaccamento alla vita. Tanto forti da spingere una donna di 37 anni, mamma di un bambino di 12, a lasciarsi cadere dal quarto piano del palazzo nel quale viveva, a poche centinaia di metri dal centro.

Il tonfo sordo del corpo caduto sul marciapiede ha svegliato i vicini: la donna era stesa per terra, in una pozza di sangue. La corsa dell’ambulanza della Croce Rossa, avvertita dalla centrale operativa del 118, non è servita: la trentasettenne era morta dopo essere caduta da un’altezza di 13 metri. Il medico ha solo potuto constatare il decesso, poi la salma è stata portata all’obitorio dell’ospedale.

Una tragedia annunciata

Soffriva di depressione da tempo, la trentasettenne, tanto che aveva affidato il figlio ai nonni. La mattina di giovedì 25 novembre, sotto al palazzo dove viveva la donna sono arrivati anche i carabinieri e i vigili del fuoco, che sono entrati nell’appartamento per verificare che non ci fossero fughe di gas. Che la donna non avesse lasciati aperti i fornelli per uccidersi.

Hanno trovato invece il suo cane, una lettera e una bottiglia di vino vuota sul tavolo, forse finita per trovare il coraggio di lasciarsi dietro alle spalle la finestra aperta e la sua vita.

Il giorno precedente, il personale del 118 e gli agenti della polizia municipale erano andati a casa della donna per sottoporla a un trattamento sanitario obbligatorio. Non c’era stato bisogno che gli agenti della municipale procedessero: la trentasettenne era salita da sola sull’ambulanza ed era stata portata all’ospedale. Era stata poi dimessa, dopo qualche ora: la sera era di nuovo a casa, da sola. Senza nessuno che sia riuscito a fermarla.

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