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Rubò i soldi delle multe, ex poliziotta deve risarcire

La donna dovrà risarcire 129mila euro allo Stato: i soldi li aveva fatti sparire per giocare alle macchinette e al bingo
Pattuglie della polizia
Una pattuglia della polizia

GROSSETO. Una ex sovrintendente della polizia stradale di Grosseto è stata condannata dalla Corte dei Conti a risarcire al Ministero dell’interno la cifra di 129 mila euro. La poliziotta, che ha poi ammesso di essere affetta da ludopatia, per poter continuare a giocare alle macchinette e al bingo,  aveva fatto sparire circa 119 mila euro, soldi delle multe che i cittadini avevano versato ma che lei si era intascata.

Ad accorgersi che qualcosa non stava andando nel verso giusto era stato il comandante della polizia stradale Antonio Macagnino, che aveva sollevato la cinquantasettenne dall’incarico. La donna difesa dall’avvocato Massimiliano Arcioni, era stata indagata dal sostituto procuratore Salvatore Ferraro con l’accusa di  essersi impossessata degli introiti derivanti da 174 operazioni di cassa relative alle contravvenzioni che gestiva all’Ufficio verbali. Ammanchi che sarebbero avvenuti nel biennio 2017-2019.

La cifra che deve risarcire è composta anche da 18 mila euro che rappresentano la stima delle ore sottratte al lavoro per rubare.

Nella sentenza della Corte dei conti è stata allegata anche l’intera confessione resa dalla donna al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Grosseto. «È tutto vero. Ammetto gli addebiti… Rispetto all’ammontare della cifra non me ne sono resa conto. A monte di questo c’è una patologia da parte mia rispetto alla quale sto iniziando a curarmi. La malattia è quella delle macchinette…Nessuno si è accorto degli ammanchi perché gestivo io i registri di cassa e andavo io a fare i versamenti alle poste, quindi è stato semplice».

Si legge poi in sentenza che «il danno da lesione del rapporto sinallagmatico in quanto le energie lavorative della dipendente sono state distratte dai compiti istituzionali per essere destinate al compimento di condotte illecite di rilievo penale in orario di servizio….  È ovvio, tuttavia, che la condotta illecita causativa del danno non è il gioco d’azzardo, ma il mancato versamento e l’appropriazione di somme di denaro di proprietà dell’Amministrazione, nonché l’attività volta all’occultamento del peculato, condotte che si sono svolte durante l’orario di lavoro».

Dopo il pronunciamento della Corte dei Conti, l’ex poliziotta dovrà affrontare, tra qualche settimana, il processo in tribunale.

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