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Provincia al voto. In gioco una poltrona. O forse quattro

Al momento i candidati sono i sindaci di Roccastrada e Orbetello. Vivarelli Colonna si chiama fuori. Il voto ponderato, ecco come funziona
Francesco Limatola e Andrea Casamenti , al momento i candidati alla presidenza della Provincia sono loro

GROSSETO. Il 18 dicembre, è un sabato, si vota per il rinnovo del consiglio provinciale e per l’elezione del presidente della Provincia. Il seggio, unico, sarà in piazza Dante a Grosseto.

Sia chiaro, ai cittadini, che non votano ma che hanno delegato sindaci e consiglieri comunali a farlo, questo voto non fa battere particolarmente il cuore, il problema è che poi le Province, depotenziate in modo irrazionale dalla riforma Delrio, hanno ancora competenze su alcune materie importanti, scuole e strade, tante per dirne un paio.

E, quasi sempre, non hanno i soldi per intervenire.

Le strade provinciali a Grosseto, ad esempio, sono 162 e si estendono per oltre 1700 km, a cui si aggiungono 122 km di strade regionali di competenza. La più lunga è la SP4, Pitigliano-Santa Fiora, 50,1 km. È evidente che solo per la manutenzione servirebbero ogni anno milioni di euro.

Un pasticcio all’italiana, tanto che c’è già un disegno di legge pronto per una nuova riforma che, almeno, cambierà il sistema di voto e l’organizzazione dell’ente.  Una riforma che non sarà approvata in tempo per il voto del 18 dicembre, ma che, in corsa, influenzerà notevolmente il percorso del nuovo governo provinciale.

Tanto per dirne una, con la riforma ci saranno tre assessori oltre al presidente. Prima c’erano solo consiglieri delegati. E ai tre assessori andrà il 50% dell’indennità di un assessore di un comune capoluogo (adesso sono circa 33mila euro lordi all’anno). Non è una cifra enorme, ma qualcosa in tasca si mette.

Indennità che si andranno ad aggiungere a quella, già in vigore, che spetta al presidente della Provincia. Questa è equiparata a quella di un sindaco di un comune capoluogo (55mila euro lordi all’anno). Ma, attenzione, non si va a sommare. Va ad integrare quanto già percepito fino a quel massimo. Quindi, per spiegare meglio, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, attuale presidente della Provincia, non prende un euro in più di quanto già gli spetta da sindaco di Grosseto. Ma un sindaco di un Comune più piccolo, qualora venisse eletto, avrebbe un’integrazione fino a 55mila euro lordi.

In sostanza, ci sono 4 poltrone vere in gioco. Una subito, da presidente della Provincia e tre, chiamiamole potenziali, quando sarà approvata la legge di riforma che, peraltro, porterà la durata delle cariche da 4 a 5 anni.

E la partita è tutta qui, perché poi fare il presidente della Provincia o, in futuro, l’assessore provinciale, sarà più una rogna che un qualcosa di piacevole politicamente.

Non per nulla, dopo la prima esperienza, Antonfrancesco Vivarelli Colonna pare intenzionato a non ricandidarsi. Furbo l’omone, meglio non impelagarsi in problemi che possono gestire altri. Visto che, con la nuova maggioranza, avrà da lavorare parecchio per tenere tutti in riga. Così il centrodestra ripiega, ma la scelta non è di secondo piano, su Andrea Casamenti, da poco rieletto sindaco di Orbetello, uno che può spostare un po’ il baricentro dell’attenzione sulla zona sud della Maremma. Il centrosinistra dovrebbe candidare Francesco Limatola, sindaco di Roccastrada.

Con due liste il risultato è incerto

Quattro anni e mezzo fa, si votò l’8 gennaio 2017, le liste erano tre. E questo consentì un’agile vittoria alla lista Vivarelli Colonna presidente.  La lista prese 41387 voti ponderati, 30363 la lista Democratici Insieme e 13587 la lista Civiche di Maremma. Stavolta i conti sono diversi, perché con solo due liste il risultato è apertissimo.

Il meccanismo di voto è basato sui voti ponderati. Votano solo i 28 sindaci e i consiglieri dei 28 Comuni. Ma il voto di ciascuno di loro ha un peso diverso a seconda delle dimensioni del Comune.

Questo il peso di ciascun voto

  • Comuni fino a 3000 abitanti – 69 (Santa Fiora, Cinigiano, Campagnatico, Castell’Azzara, Isola del Giglio, Monterotondo, Montieri, Seggiano, Semproniano, Roccalbegna, 110 voti)
  • Comuni da 3001 a 5000 abitanti – 139 (Castel del Piano, Scansano, Arcidosso, Capalbio, Scarlino, Pitigliano, Magliano, Sorano, Civitella Paganico, 130 voti)
  • Comuni da 5001 a 10000 abitanti – 288 (Roccastrada, Gavorrano, Massa Marittima, Manciano, Castiglione, 65 voti)
  • Comuni da 10001 a 30000 abitanti – 437 (Follonica, Orbetello, Monte Argentario, 51 voti)
  • Comuni da 30001 a 100000 abitanti – 1060 (Grosseto, 33 voti)

Da questi numeri sono evidenti due cose.

  1. Se i voti delle civiche si unissero a quelli del centrosinistra, la sfida sarà un testa a testa.
  2. La partita si gioca a Grosseto, Follonica, Orbetello e Monte Argentario

 

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