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Prostituzione, Carlotti patteggia due anni

L’imprenditore accusato di gestire cinque case d’appuntamento, ha versato una cifra in favore di un’associazione per la tutela delle donne
La Procura di Grosseto
La Procura di Grosseto

GROSSETO. Attendeva la decisione del giudice dalla fine di luglio, da quando era stato messo ai domiciliari. Ora l’imprenditore Valerio Carlotti è libero. Il giudice gli ha revocato la misura cautelare, grazie al fatto che il suo difensore, l’avvocato Roberto Baccheschi, ha trovato un accordo con il sostituto procuratore Giovanni De Marco, chiedendo il patteggiamento della pena di 2 anni di reclusione e 10.000 euro, per il reato di favoreggiamento della prostituzione. Escluso invece il reato di sfruttamento della prostituzione.

L’arresto dell’imprenditore

Carlotti, 50 anni, era stato arrestato dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura a seguito di una lunga indagine. L’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari era stata firmata dal giudice Sergio Compagnucci: erano stati alcuni cittadini a segnalare, anche con telefonate al 112,  un giro di prostituzione in almeno cinque abitazioni del capoluogo.

L’operazione “Messalina” ha consentito ai carabinieri, che hanno tenuto d’occhio gli appartamenti gestiti da Carlotti, grazie a servizi di osservazione, controllo e pedinamenti, oltre che attraverso le analisi dei tabulati telefonici relativi alle utenze intestate all’imprenditore e alle persone che si prostituivano, di ricostruire quello che succedeva in quelle stanze.

Sesso a pagamento con donne e donne transessuali: gli annunci pubblicati sui vari siti web sono stati monitorati per sei mesi dai carabinieri che hanno sentito diversi clienti, accertando così un ampio giro di prostituzione oramai radicato a Grosseto.

Secondo le indagini dei carabinieri, il 50enne si occupava personalmente degli affitti dei cinque appartamenti, chiedendo ad ogni prostituta, somme di denaro anche superiori a 500 euro alla settimana, per un volume d’affari di 10.000 euro al mese.

Soldi a un’associazione in tutela delle donne

Valerio Carlotti, quando si è trovato davanti al giudice per le indagini preliminari Sergio Compagnucci, non ha negato di sapere che alcune donne e alcune transessuali, negli appartamenti che affittava, si prostituivano.  Difeso dall’avvocato Baccheschi, ora l’imprenditore è tornato libero. «Sapeva che in quegli appartamenti c’erano delle donne e delle transessuali che si prostituivano – spiega l’avvocato dell’imprenditore – ma non ha mai gestito alcun giro e non ha mai fatto da autista alle persone che svolgevano quelle attività. È stata esclusa infatti dalla Procura l’ipotesi dello sfruttamento della prostituzione».

Carlotti quindi avrebbe avuto soltanto la colpa di aver affittato con troppa superficialità quegli appartamenti.

Nei due mesi passati dal suo arresto, il cinquantenne ha collaborato con la giustizia, confessando quanto aveva fatto: ha risolto tutti i contratti di affitto dei cinque immobili che erano finiti nelle indagini. E per riparare anche moralmente, ha versato una cifra a un’associazione in tutela delle donne. Per questo il sostituto procuratore ha prestato il proprio consenso al patteggiamento.

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