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Piscina via Lago di Varano, salta il contratto di gestione

Il Consiglio di Stato dà ragione all’Autorità anti corruzione e, di fatto, esclude la ditta arrivata prima. Dovrebbe entrare la seconda, che gestisce anche via Dei Barberi
La piscina di via Lago di Varano

GROSSETO. La sentenza del Consiglio di Stato è arrivata lunedì 8 novembre.

E dà ragione all’Anac, Autorità anti corruzione, che aveva fatto appello a una sentenza del Tar che, in primo grado, aveva sposato la tesi del Comune di Grosseto.

Al centro del contendere c’è l’affidamento della gestione della piscina di Via Lago di Varano, assegnata, in un primo momento, alla Olimpic Nuoto Napoli. Piscina intitolata all’ex sindaco, Giovanni Battista Finetti. La Olimpic Nuoto gestisce anche la piscina comunale di Piombino.

Una procedura aperta indetta dal Comune di Grosseto nel giugno 2019 per l’affidamento in concessione dei lavori di riqualificazione energetica, della relativa progettazione definitiva ed esecutiva e del servizio di gestione della piscina comunale di via Lago di Varano, di durata ventennale e valore totale pari a € 8.961.734,63, di cui € 246.568,31 per l’esecuzione dei lavori di riqualificazione energetica.

Al secondo posto è arrivata la società Virtus Buonconvento, società che gestisce anche la piscina di via Dei Barberi, peraltro riaperta proprio lunedì 8, che lamentava l’illegittimità dell’assegnazione per aver l’Olimpic Nuoto dichiarato di appaltare interamente a terzi, mediante procedura a evidenza pubblica, le attività di progettazione, direzione lavori, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, nonché tutte le lavorazioni da eseguire.

Virtus Buonconvento e Comune di Grosseto avevano così deciso di chiedere un parere all’Anac, dichiarando che si sarebbero attenuti a quanto stabilito dall’Autorità anticorruzione. Il procedimento si concludeva con la delibera n. 1053/2017, con cui Anac, rilevato che l’aggiudicataria si era avvalsa di una modalità di qualificazione prevista dalla lex specialis, riteneva

“non conforme alla normativa di settore la clausola del bando di gara che riconosce al concessionario, in possesso dei requisiti di qualificazione necessari allo svolgimento del servizio, la possibilità di appaltare interamente a terzi i servizi tecnici e le lavorazioni previste negli atti di gara”.

Ma il Comune di Grosseto, invece di prendere atto del parere dell’Anac, lo impugnava davanti al Tar del Lazio che, con sentenza 10997/2020 gli dava ragione.

Alla sentenza del Tar si è opposta la stessa Anac, alla quale la Virtus Buonconvento si è affiancata nel ricorso al Consiglio di Stato, che poi ha ribaltato la sentenza: «Già in commissione – spiega Gianluca Valeri, presidente della Buoncovento – feci presente che l’altra ditta non aveva i requisiti per partecipare per il codice degli appalti. Proprio per questo noi avevamo partecipato in Ati (associazione temporanea d’imprese, ndr) con aziende che avevano tutte le certificazioni necessarie. Però il bando era un po’ contradditorio. A mio avviso sarebbe stato necessario un parere legale già dopo la prima commissione».

Il problema è che i tempi erano stretti. Così si andò avanti. A gara vinta dal concorrente, la Buonconvento fece ricorso all’Anac: «Chiedemmo, insieme al Comune di Grosseto che era convinto del proprio operato, un parere vincolante all’Anac. Con l’impegno che le parti si sarebbero adeguate. Così non è stato, perché Anac ci ha dato ragione e il Comune di Grosseto ha impugnato il parere al Tar».

Il ricorso al Consiglio di Stato l’ha fatto poi l’Anac: «Ci siamo accodati volentieri all’Anac, dopo la sentenza del Tar. Poi il ricorso l’abbiamo portato avanti noi con gli avvocati Susini e Cardinali di Firenze e lo studio legale Scaffarelli di Roma. Ci è arrivata la sentenza ieri, la nostra tesi è stata accolta su tutta la linea».

E ora cosa succede?

«Ora si torna alla decisione vincolante dell’Anac che diceva che la ditta prima classificata non aveva le caratteristiche per partecipare alla gara. Se si rimette l’orologio alla commissione, la ditta va esclusa e, se la gara rimane in piedi, noi siamo davanti. Avevamo partecipato in tre, ma noi eravamo arrivati secondi».


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