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Perseguita una cliente, commercialista ai domiciliari

Il professionista, un 60enne, non poteva avvicinarsi alla donna: ora deve indossare il braccialetto elettronico
Il tribunale di Grosseto

GROSSETO. A febbraio dell’anno scorso i carabinieri avevano consegnato nelle mani di un commercialista un’ordinanza di divieto di avvicinamento nei confronti di una sua cliente quarantenne della quale si era invaghito. Ora il giudice Adolfo Di Zenzo ha disposto nei confronti dell’uomo, gli arresti domiciliari e il braccialetto elettronico, nel tentativo di tenerlo lontano dalla donna.

Invaghito a senso unico

Il sessantenne, sposato e con figli, martedì 4 gennaio è stato chiamato di nuovo nella caserma dei carabinieri dove gli è stata consegnata la nuova ordinanza dopo che nei giorni scorsi, sarebbe tornato alla carica.

Il professionista, che in passato teneva i conti della quarantenne, che lavora in proprio nel borgo del Morellino, si era invaghito della donna che però non lo ha mai corrisposto. Le inondava il cellulare di messaggi, scrivendole frasi come: «Non è che bloccandomi il numero ti devi sentire al sicuro – le aveva scritto – se volessi trovarti avrei 100 modi per farlo». E ancora: «Un po’ va bene, ma se entro domani non sblocchi i numeri, giuro che vengo in ufficio tuo e se non ci sei ti aspetto e se non vieni vengo a Scansano». E di fatto, il giorno dopo si era presentato sotto all’ufficio della donna.

Difeso dagli avvocati Simone Falconi e Riccardo Lottini, il sessantenne, il giorno di Natale, ha scritto un messaggio alla donna, ritenuto dal giudice Di Zenzo «contenente espressioni allarmanti». Il sessantenne infatti, le aveva scritto: «L’amore non ha paura di scendere…ogni uomo si senta raggiunto lì dove mai avrebbe sperato di essere abbracciato».

Pochi giorni dopo però, mentre la donna usciva da un negozio in città, se l’è ritrovato davanti: il commercialista l’avrebbe afferrata per un braccio, invocando a voce alta il suo nome. La donna è riuscita a liberarsi, ed è rientrata nel negozio. Era sconvolta.

L’uomo aveva anche tentato di giustificarsi con chi aveva assistito alla scena. In lacrime, aveva spiegato che voleva solo parlarle per paura che lei «volesse mandarlo in galera».

Per il professionista non si sono aperte le porte del carcere, ma si è chiusa quella di casa sua dove dovrà restare, con il braccialetto elettronico addosso.

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