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Peep Pizzetti: le cartelle esattoriali devono essere pagate

Sono arrivate le prime 12 sentenze del giudice civile: via la sospensiva, i proprietari potranno chiedere la rateizzazione o fare ricorso
La zona del Peep a Villa Pizzetti
La zona del Peep di Villa Pizzetti

GROSSETO. Il Comune torna a bussare alla porta degli assegnatari degli appartamenti nella zona del Peep Pizzetti: le cartelle esattoriali che erano state sospese dopo che nel 2018 i proprietari delle abitazioni avevano deciso di fare ricorso, sono ora esecutive e di nuovo rimesse nel ruolo. Cartelle con importi che vanno dai 18 ai 20.000 euro circa, contro le quali i proprietari avevano deciso di rivolgersi al giudice. Che, però, ha dato ragione, anche in tribunale a Grosseto, al Comune.

Una pioggia di ricorsi

Bisogna fare un passo indietro e tornare a settembre del 2018, quando l’Agenzia delle Entrate cominciò a inviare agli assegnatari delle abitazioni del Peep Pizzetti, le prime cartelle esattoriali. Su 280 proprietari circa, quasi la metà decise però di presentare ricorso: una delle contestazioni che era stata fatta riguardava la forma con cui veniva richiesto il pagamento del conguaglio degli oneri di esproprio. In pratica le cartelle arrivano come se si trattasse di tributi o di multe, invece si trattava di oneri di esproprio.

Ma c’erano anche altre motivazioni che avevano spinto i destinatari a rivolgersi al giudice: il difetto di motivazione della cartella di pagamento, quello di legittimazione passiva di parte attrice perché estraneo all’esproprio ma anche il fatto che i soldi della rivalutazione non dovessero essere richiesti ai proprietari che non sapevano del contenzioso con le proprietarie dei terreni. Motivazioni che però sono state respinte dal giudice: quelle cartelle, insomma, dovranno essere pagate.

Le sentenze sui ricorsi presentati a partire dal 2018 hanno dato tutte ragione al Comune: ne mancano ancora una trentina, poi la vicenda, almeno in tribunale a Grosseto, sarà conclusa. Ma la stragrande maggioranza di quelle già depositate dei giudici civili in primo grado, sono state appellate.

La rivalutazione dei terreni

La vicenda del Peep Pizzetti è nota: tutto parte con l’acquisizione del terreno sul quale sono state costruite le abitazioni a una cifra inferiore rispetto a quello che è stato poi determinato dalla Corte d’Appello, nel momento in cui le proprietarie – le sorelle Cavalli – hanno deciso di fare ricorso. Anche in quel caso, la clausola del «salvo conguaglio» era stata inserita nel passaggio di proprietà.

Nel 2000 il Comune aveva infatti avviato il percorso che avrebbe portato alla realizzazione del nuovo quartiere alle spalle di Villa Pizzetti, sul terreno di proprietà delle sorelle Cavalli che fu pagato 8,6 milioni di euro. Esproprio che viene suddiviso tra i futuri proprietari “salvo conguaglio”, appunto.

Conguaglio che è diventato realtà quando le proprietarie del terreno si rivolgono al Comune per rialzare la cifra dell’esproprio, dal momento che la legge – cambiata in quegli anni – sarebbe dovuta essere superiore: il valore dei terreni espropriati doveva essere pari a quello di mercato.

Le sorelle Cavalli chiedono 12 milioni di euro, il Comune dice no. Si va in tribunale, dove le proprietarie del terreno ne ottengono 16, il doppio della cifra che era stata pagata all’inizio delle operazioni. Soldi che a questo punto vengono richiesti ai 280 assegnatari degli appartamenti.

Revocata la sospensiva

Il Comune ora ha l’ordine di revocare la sospensiva: quelle cartelle esattoriali dovranno essere pagate, anche se la stragrande maggioranza degli assegnatari ha deciso di non darsi per vinto e fare appello contro la sentenza.

Erano stati i giudici del tribunale di Grosseto, quando nel 2018 avevano cominciato ad arrivare le cartelle esattoriali, a sospendere la procedura esecutiva che ora dovrà essere riattivata dagli uffici e che sarà gestita poi dall’Agenzia delle Entrate. Nell’ultima settimana sono state 12 le cartelle esattoriali notificate, tante quante le sentenze emesse nello stesso periodo dal tribunale di Grosseto. E nei prossimi mesi arriveranno a sentenza anche i ricorsi che ancora mancano all’appello, e che sono una trentina in tutto.

D’altra parte, quei soldi già dal 2015 sono stati messi nel bilancio del Comune di Grosseto, versata alle proprietarie del terreno. Un “cratere”, per le casse dell’amministrazione comunale utilizzato per saldare il debito di 6 milioni e 700.614 euro alle proprietarie del terreno, anticipando di fatto i soldi dovuti dai circa 300 proprietari di appartamenti.

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