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Via Amiata, la passerella si sbriciola. E il centro pure

La strada di uscita dal centro dopo 20 anni cade a pezzi. L’architetto Marri: «Materiali non all’altezza. E poche manutenzioni»
Le condizioni della passerella che dal carcere porta in via Fossombroni

GROSSETO. Si possono avere le rughe a vent’anni? Sì, anche profonde. La passerella che dal carcere, attraverso le Mura, porta in via Fossombroni, che ha anche un nome, si chiama via Amiata, dopo vent’anni ha più rughe di un vecchio stregone indiano che fuma il calumet. In sostanza, si sta sbriciolando come se fosse di pastafrolla. Anche lunedì 20, un’anziana signora con la spesa è inciampata ed è caduta. Nulla di grave, ma il problema è serio.

Gli antichi romani riuscivano a costruire strutture in pietra che sono arrivate ai nostri giorni, nel 2000 non siamo stati capaci di fare una pavimentazione capace di passare la maggiore età. Va detto, gli zoccoli dei cavalli e le bighe con le ruote in legno non sono impattanti come le auto e i furgoni dei corrieri, certo è quel pezzo di strada è messo malissimo. Come, del resto, parte del centro storico.

L’architetto: «Materiali rivelatisi non all’altezza. Ma poche manutenzioni»

Quella passerella, così come gran parte della pavimentazione del centro risale al 2000-2001. Il progetto decennale (1995-2005) fu curato dagli architetti Luca Perin, Alessandro Marri e Concetta Polito. «Ci sono due ordini di problemi – dice Alessandro Marri -, legati al tipo di materiale utilizzato allora, ma anche alla poca manutenzione. Va detto, i materiali scelti non si sono rivelati all’altezza. Avevamo certificazioni, prove di carico, tutte le garanzie possibili. Ma il tempo e l’usura, il calpestio continuo di auto e mezzi più pesanti, hanno detto altro».

Poi ci sono le manutenzioni.

«Esatto, la manutenzione è stata pochissima e, quando è stata fatta, sbagliata. Con toppe di cemento che servono davvero a poco. Serviva farla in modo costante. E poi c’è l’aspetto delle luci, che non è secondario».

Le luci?

«Certo, il progetto prevedeva un’illuminazione di tutta la passerella, da sopra e da sotto, con un effetto scenografico importante. Oltre a una maggiore sicurezza per chi ci passa a piedi e in bici. Invece è rimasta sulla carta».

L’assessore: «Problema noto, ci interverremo nel 2022»

Riccardo Ginanneschi è il nuovo assessore ai lavori pubblici della giunta Vivarelli Colonna. E anche lui, come prima Riccardo Megale, cerca di fare quello che può con i soldi a disposizione. Che non bastano mai.

«Quella passerella la percorro ogni giorno e lo vedo in quali condizioni sia. Ma, sono sincero, al momento non abbiamo ancora i fondi per sistemarla. Certo il problema è da affrontare, ma lo porrò all’attenzione della giunta per il prossimo anno».

Peraltro viene usata in uscita, ma le bici la percorrono anche in entrata, a loro rischio e pericolo. Non è ipotizzabile un marciapiede per le bici e uno per i pedoni?

«Vero, la usano in molti anche se non si potrebbe. Dobbiamo verificare se, per il codice della strada, sia ipotizzabile usare i due marciapiedi in questo modo. Una cosa è certa, sono molto stretti. Alla passerella manca almeno un metro di larghezza».

Anche le vie del centro cadono a pezzi

Se Sparta piange, Atene certo non ride. Non è solo la passerella a sentire sulle spalle l’inesorabile scorrere del tempo. Anche molte altre vie del centro storico sono più sconnesse delle vie dell’antica Pompei. In particolare tutta la zona alle spalle del Duomo e di piazza San Francesco presenta avvallamenti, pietre sconnesse, buche, toppe di cemento. E in piazza Martiri d’Istia il Comune ha dovuto piazzare delle transenne perché si è formata una buca profonda, proprio a ridosso del palazzo della protezione civile.

Di recente l’Amministrazione ha rifatto via Paglialunga, ma quel tratto di centro rimane l’unico a posto. Certo, per una sistemazione completa, ci vorrebbero tanti soldi. Ma se si vuole fare turismo e attirare gli ospiti nel centro storico, le strade sono una priorità.

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