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Omicidio di Cernaia, comincia il processo

Filippo Guerra, grossetano di 47 anni, è in carcere con l’accusa di aver ucciso con un colpo di fucile alla testa Dakir Abdelilah
La corte di assise del processo
La corte di assise del processo

GROSSETO. Ha rinunciato a comparire Filippo Guerra, il grossetano di 47 anni, in carcere per aver ucciso con un colpo di fucile alla testa Dakir Abdelilah, spacciatore di 22 anni, nell’agosto dell’anno scorso a Cernaia.

Il sostituto procuratore Giampaolo Melchionna, d’accordo con l’avvocato del 47enne Lorenzo Mascagni, ha prodotto tutta la documentazione contenuta nei tre faldoni, compreso il verbale dell’interrogatorio di Guerra. La presidente della corte d’assise, Laura Di Girolamo e il giudice Marco Bilisari, con i giudici popolari, hanno accolto le richieste del pm.

L'avvocato Lorenzo Mascagni e il pm Giampaolo Melchionna
L’avvocato Lorenzo Mascagni e il pm Giampaolo Melchionna

Un delitto legato al mondo dello spaccio di cocaina e hashish soprattutto, che si svolgeva nelle campagne alle porte della città.

Guerra, difeso dall’avvocato Lorenzo Mascagni, è rinchiuso nel carcere di Siena ed è accusato di omicidio Siena, è accusato di omicidio premeditato aggravato dallo scopo di rapina, ma anche di sottrazione di carta di credito e reati legati alle armi, pee aver portato il fucile in un luogo pubblico.

Gli uomini della squadra mobile hanno risolto il caso in pochissimo tempo, coordinati dal pm Melchonna.

Guerra, il giorno dell’omicidio sarebbe arrivato a Cernaia per rapinare lo spacciatore delle dosi che aveva con sé. Secondo le indagini coordinate dal pubblico ministero Giampaolo Melchionna, il 47enne quel giorno sarebbe arrivato a Cernaia con l’intento di rapinare lo spacciatore delle dosi che avevano con sé: i due si sono ritrovato vicini, il giovane spacciatore stava mangiando un panino con il kebab, che il ventiduenne non ha mai finito.

Il ragazzo è stato ucciso da un colpo di fucile sparato da una distanza di 5 metri. È morto sul colpo.

Guerra ha però raccontato giudice durante l’interrogatorio, di aver sparato inavvertitamente, mentre stava mostrando quel fucile al giovane spacciatore di origini nordafricane, perché era inciampato e perché stava cadendo.

Una versione che però non è risultata credibile almeno per il sostituto procuratore Melchionna che ha contestato al quarantasettenne anche l’aggravante della premeditazione.

Guerra avrebbe sparato per rapinare il ragazzo di origini marocchine che spacciava nella zona di Cernaia, dove incontrava i suoi clienti in quella strada vicinale che si perde tra i campi. Dal marsupio del ragazzo infatti erano spariti i tre telefoni cellulari, la droga, hashish e cocaina, e i contanti che aveva con sé. 

Con Guerra sono finite nei guai altre 4 persone. Una donna, accusata di furto e indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito e di pagamento, il padre di Guerra, per l’omessa custodia del fucile che ha poi sparato (in quanto ne sarebbe stato proprietario sebbene l’arma fosse custodita dal figlio in casa propria) e per l’illecita detenzione di un altro fucile la cui proprietà, dopo l’acquisto, non era stata registrata. Infine, il terzo filone è quello legato allo spaccio, per cui ci sono due indagati: due stranieri che insieme al 22enne avrebbero portato avanti un giro il giro di droga.

 

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