FOLLONICA. Costringeva i titolari di ristoranti o negozi, in Italia come in Germania, ad acquistare mandarini e altri prodotti alimentari che venivano coltivati in Calabria. E lo faceva danneggiando auto o minacciandoli, per “convincere” – con le buone e con le cattive – le vittime ad acquistare i prodotti alimentari dagli affiliati alla ’ndrina cariatese della quale faceva parte.
Per questo Cataldo Scilanga, 49 anni, è stato arrestato dagli uomini della squadra mobile di Catanzaro nell’appartamento che aveva in affitto nella città del Golfo, dove viveva da anni. Lavorava come operaio edile, dopo aver chiuso una ditta nella zona artigianale.
Ruote squartate e vetri rotti
Scilanga, insieme ad altri tre uomini finiti al centro dell’inchiesta Boreas, costringeva gli imprenditori ad acquistare frutta e verdura dagli affiliati alla ‘ndrina di Cariati. Mandarini, soprattutto. E lo faceva con metodi propri della criminalità organizzata, come si legge nelle 31 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dalla giudice per le indagini preliminari del tribunale di Catanzaro Sara Merlini.
«Ho fatto mille euro di danni ti sto dicendo a…tutte le ruote squartate…le vetrine rotte», dice in una intercettazione. E poi spiega: «Perché non sta comprando più niente da lei». Tutte frasi pronunciate da Scilanga durante un colloquio con un altro affiliato.
In carcere per estorsione e danneggiamenti
A Sciligato, in concorso con altri tre coindagati, la procura di Catanzaro contesta l’estorsione perché con minacce e violenza costringeva alcuni titolari di ristoranti o negozi ad acquistare mandarini e altri prodotti alimentari. Ma al 48enne vengono contestati anche danneggiamenti di auto e altre minacce. Era questo il metodo utilizzato, secondo gli investigatori, per convincere le vittime ad acquistare i prodotti alimentari dagli affiliati alla ’ndrina cariatese.
Scilanga era arrivato nella città del golfo qualche anno fa probabilmente proprio da Cirò Marina, suo paese d’origine. Portato in carcere nell’ambito dell’inchiesta Boreas insieme ad altri 13 uomini (in totale gli indagati sono venti), ritenute affiliate all’associazione ndranghetistica che operava prevalentemente tra la Calabria e la Germania. Tra i reati contestati, a vario titolo, oltre all’associazione per delinquere, anche l’estorsione, il favoreggiamento dei latitanti, false dichiarazioni e trasferimento fraudolento di valori.
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Redattrice di MaremmaOggi. Da bambina avevo un sogno, quello di soddisfare la mia curiosità. E l'ho realizzato facendo questo lavoro, quello della cronista, sulle pagine di MaremmaOggi Maremma Oggi il giornale on line della Maremma Toscana - #UniciComeLaMaremma
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