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Giornalista morta in ambulanza, l’Asl: «Nessun ritardo»

Chiusa l’indagine preliminare, il direttore del 118: «In casa c’era anche un medico ad assisterla»
Paola Terzoli
Paola Terzoli

ORBETELLO. Quattro righe dell’Asl per smontare le accuse di ritardo nel caso di Paola Terzoli, morta in ambulanza il 20 novembre.

Chi era vicino a lei parla di 40 minuti di attesa. L’Asl, al momento senza fornire alcuna tempistica esatta, parla di “nessun ritardo”.

Questa la nota, che riportiamo integralmente.

«In merito alla vicenda della donna deceduta lo scorso sabato 20 novembre nel pronto soccorso dell’ospedale di Orbetello, il direttore della centrale operativa 118 dottor Giuseppe Panzardi, a seguito della istruttoria preliminare effettuata, non ha riscontrato ritardi nel percorso di assistenza prestato. L’istruttoria ha inoltre evidenziato che presso l’abitazione della signora era presente un medico che assistito la paziente fino all’arrivo del mezzo di soccorso».

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