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Maltrattamenti e stalking, intera famiglia a processo

Separazione al vetriolo: padre, madre e figlia a processo, i cognati e l’altro figlio sono parte civile
Il tribunale di Grosseto
Il tribunale di Grosseto

MONTE AMIATA. I problemi sarebbero cominciati qualche anno fa, quando il rapporto tra marito e moglie che abitano sull’Amiata ha cominciato a scricchiolare. La separazione tra i due, però, è diventata quasi una faida familiare nella quale si sono formati due schieramenti. Da una parte l’uomo, rinviato a giudizio con l’accusa di maltrattamenti, difeso dall’avvocato Riccardo Cavezzini, dall’altro la moglie e la figlia, accusate di stalking, difese dall’avvocato Alessio Bianchini.

In mezzo c’è l’altro figlio della coppia, il fratello dell’uomo e la cognata. In tre sono stati rinviati a giudizio, marito, moglie e figlia. Sei sono invece le persone che si sono costituite parte civile. Ovvero tutti i protagonisti di questa storia.

La burrasca dopo a separazione

Era stato il marito, un uomo di 49, a chiedere, nel 2018, la separazione dalla moglie. Il giorno dopo la moglie e la figlia si presentarono in caserma per sporgere denuncia per maltrattamenti nei confronti dell’uomo. L’uomo è stato accusato di aver picchiato più volte la figlia, oggi 23enne, e di averla minacciata insieme alla madre, offendendo la donna dicendole: «Non capisci niente».

Ma dopo la querela presentata dalla donna e dalla figlia, ne è arrivata subito un’altra, depositata dall’ex marito, nei confronti di entrambe. Una denuncia per stalking perché in più occasioni, nel periodo della separazione, gli avrebbero telefonato per minacciarlo, lo avrebbero offeso anche davanti ad altre persone accusandolo di aver avuto altre donne. E in qualche occasione lo avrebbero anche minacciato dicendogli: «Ti ammazzo», «Ti metto il coltello alla gola», «Per te finisce tutto male». Comportamenti questi che sarebbero andati avanti a lungo. Ma c’è anche un altro reato che è stato contestato all’ex moglie dell’uomo: la donna, che oggi ha 52 anni, nel luglio del 2018 si sarebbe messa alla guida della sua auto  con il figlio di 10 anni in braccio, facendo tenere al bambino il volante. L’auto però era finita fuori strada e il bambino si era ferito dopo aver sbattuto contro il volante.

Per questo episodio la donna è accusata di lesioni colpose.

Ma tra le parti civili, assistite anche loro dall’avvocato Cavezzini, ci sono altre due persone: il fratello dell’uomo e la moglie, anche loro vittime di stalking da parte della cognata e della nipote. La coppia, che abitava vicino alla casa dove viveva la famiglia, era stata spesso presa di mira con minacce di morte e offese ad ogni incontro.

Il sostituto procuratore Giovanni De Marco, aveva chiesta chiesto l’archiviazione del fascicolo, ma il giudice Sergio Compagnucci ha ordinato l’imputazione coatta e così, padre, madre e figlia sono stati rinviati a giudizio dal giudice per l’udienza preliminare Marco Mezzaluna: il processo è fissato per la fine di gennaio di fronte al giudice Adolfo Di Zenzo.

 

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