GROSSETO. Un 21enne ha aggredito un’infermiera al pronto soccorso: le ha causato contusioni multiple e un trauma cranico, per una prognosi di 7 giorni.
È successo intorno alle 15 di oggi, venerdì 7. Il giovane era stato fermato in stato di agitazione dalla polizia in via Dei Barberi. Gli agenti hanno richiesto l’intervento del 118. I sanitari sono andati sul posto, lo hanno sedato e portato al pronto soccorso.
Si risveglia e aggredisce l’infermiera
Quando è stato risvegliato per fargli le terapie e le analisi, è balzato giù dalla barella e si è scagliato contro un’infermiera.
L’ha colpita più volte, causandole numerose contusioni e un trauma cranico.
La donna è stata soccorsa dai colleghi.
Sul posto sono arrivati anche i carabinieri che hanno di nuovo bloccato il giovane che è stato nuovamente sedato.
Il dg Torre: «Solidarietà di tutta l’Asl alla collega vittima di aggressione»
«Esprimo la solidarietà di tutta l’Azienda Usl Toscana sud est alla collega vittima di questa aggressione – dichiara il direttore generale Marco Torre – attiveremo tutti gli strumenti in suo supporto e valuteremo ulteriori azioni volte al contrasto di questo fenomeno. Il nostro appello è quello di mettere in campo ogni azione possibile al fine di proteggere il personale e in particolare quello che è maggiormente esposto agli episodi. Dobbiamo tutelare le nostre operatrici e i nostri operatori e scongiurare di mettere ulteriormente a rischio la sostenibilità del servizio sanitario».
Grechi, vicepresidente Opi Grosseto: «Tutelare professionisti e cittadini»
Luca Grechi, vicepresidente di Opi Grosseto.
«“Ci troviamo a commentare questa, ennesima, aggressione ai danni di un professionista della sanità a ridosso del 12 marzo, Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza su operatori sanitari e socio-sanitari. Una ricorrenza che, da tempo, vorremmo impiegare per creare un’alleanza con la cittadinanza, perché il tema della violenza ai danni degli operatori non sia appannaggio solo degli addetti ai lavori, ma sia una questione di comunità».
«D’altra parte, è evidente che, quando si verificano casi di questo tipo, a farne le spese non sono solo i professionisti, a cui esprimiamo tutta la nostra vicinanza, ma anche i cittadini: perché si creano tensioni, si determinano ritardi, si altera il normale e corretto svolgimento delle procedure di assistenza».
«Allo stesso tempo dobbiamo essere consapevoli che, di frequente, le aggressioni sono da attribuire a pazienti con problematiche di tipo psichiatrico, spesso ad alta intensità: si tratta di una tipologia di pazienti per i quali il sistema riscontra sempre più problematiche della presa in carico».
«Accanto a questa attività di informazione, ovviamente, è importante portare avanti la formazione del personale sanitario: dobbiamo lavorare ancora meglio sulla diffusione delle tecniche di de-escalation da applicare per ridurre il rischio di aggressioni, tutelare i sanitari e, allo stesso tempo, tutelare i cittadini che, se si trovano in presidi ospedalieri, pronto soccorso e punti di primo soccorso, sono comunque persone bisognose di assistenza e in un momento di fragilità della loro vita».
Rossi: «Si applichi l’arresto differito»
«Piena solidarietà e vicinanza all’infermiera del pronto soccorso dell’ospedale Misericordia, aggredita e colpita più volte, durante lo svolgimento del proprio lavoro, da un paziente da poco arrivato con un’ambulanza del 118 per essere visitato dal personale sanitario». A dirlo è il deputato grossetano di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi appena appresa la notizia dell’aggressione all’operatrice sanitaria.
«Adesso – aggiunge – è il momento di applicare l’arresto differito».
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