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Il leone alato di Vulci vola a Francoforte

Lo straordinario reperto etrusco è in mostra al museo Pellegrini di Pitigliano fino al 30 settembre
Il leone alato di Vulci
Il leone alato © Massimo Tomasini

PITIGLIANO. È stata prorogata al 30 settembre la mostra “Leoni, sirene, sfingi e altri animali fantastici etruschi e dove trovarli”, in corso al museo archeologico “Enrico Pellegrini” di Pitigliano dal 18 luglio.

Il pezzo forte dell’esposizione che ha attirato decine e decine di visitatori è il leone alato ritrovato nell’area settentrionale della necropoli etrusca di Vulci, esposto per la prima volta proprio a Pitigliano e in procinto di partire per Francoforte, dove, dal 2 novembre al 10 aprile 2022, sarà in mostra al museo archeologico della città. Il leone, peraltro, è nella rosa delle cinque scoperte archeologiche più importanti al mondo candidate, nel 2019, allo “Special Award” intitolato alla memoria di Khaled al-Asaad, il direttore del sito archeologico di Palmira, ucciso dai jihadisti nel 2015.

A Francoforte è in programma un allestimento del tutto particolare, come spiega Carlo Casi, direttore scientifico della Fondazione Vulci, che gestisce il parco archeologico. Ovvero, non la mostra di pezzi “decontestualizzati”, come avviene di solito nei musei esteri, ma la ricostruzione di uno spaccato di vita etrusca, con i suoi protagonisti, raccontata attraverso i reperti archeologici loro appartenuti.

«Un cambio di marcia – spiega Casi – rispetto alla tradizionale mostra che caratterizza i musei all’estero, dove i pezzi archeologici sono stati acquisiti in tempi molto lontani, oppure in maniera non proprio lecita. Per questo, dunque, “muti” rispetto al racconto che invece si può trarre dalla loro osservazione se contestualizzati nel luogo e nel periodo storico. Ad esempio, il tesoro della Tomba dello Scarabeo, appartenuto a una giovane etrusca, racconta il percorso di vita della ragazza con i gioielli che le sono stati regalati nel corso della sua vita, di dimensioni e di tipologia diversa, man mano che cresceva».

La mostra a Pitigliano è parte di un percorso attraverso le città etrusche del sud della Toscana e dell’alto Lazio

La mostra al museo di Pitigliano è parte integrante di un viaggio attraverso le principali città etrusche tra Toscana e Lazio, controllate da Vulci. Un circuito di eventi espositivi sui reperti recuperati nell’area vulcente che interesseranno tre parchi archeologici (la Città del Tufo di Sorano, il parco Antica Castro, il parco di Vulci) e quattro musei civici (Pitigliano, Ischia di Castro, Canino e Montalto di Castro).

Così, dai “mostri” raffigurati sulle edicole delle tombe a camera di Sovana e sulla Tomba dei Leoni, si arriva a Pitigliano, dove, al museo Pellegrini si trova appunto il leone alato di Vulci. Nella città etrusca, infatti, era uso decorare i prospetti esterni delle tombe dei ceti gentilizi con statue in nenfro (il tufo grigio tipico dell’alto Lazio) che rappresentavano animali reali o fantastici, come leoni, pantere, arieti, cavalli, ippocampi, sfingi e centauri.

Il leone alato è accompagnato da una selezione di ceramiche etrusco-corinzie rinvenute nella necropoli di Poggio Buco (nel comune di Pitigliano) con soggetti iconografici che richiamano il mondo mitologico, gli animali fantastici e quelli reali tra i quali spiccano le rappresentazioni di leoni e pantere.

Altri pezzi di statuaria arcaica vulcente possono essere ammirati al museo civico archeologico di Ischia di Castro e alla necropoli di Castro nel parco archeologico Antica Castro, al Museo della ricerca scientifica di Canino e a Vulci. Il giro si conclude a Montalto di Castro, dove sono visibili un nutrito gruppo di statue provenienti dalle necropoli vulcenti. Al termine del percorso, il visitatore avrà scoperto storie e monumenti che hanno caratterizzato la cultura di questa terra di frontiera posta sul confine tra Lazio e Toscana, rimasta ancora intatta fin dall’epoca etrusca.

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