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Laboratori di arte e natura a Principina a Mare

L’evento si svolge dal 14 al 19 settembre all’azienda La Femminella. Al suo interno cinque appuntamenti con il laboratorio di danza “Tattilità delle chiome”, dell’accademia di Virgilio Sieni
Un laboratorio di danza e natura

GROSSETO. Al via il 14 settembre il campus creativo “Dune – arti, paesaggi, utopie”, a cura di Giorgio Zorcù con la sua Accademia Mutamenti, in programma fino al 19 settembre all’azienda agricola La Femminella, a Principina a Mare, all’interno del Parco della Maremma. In questa occasione, artisti di varie discipline si cimenteranno nella creazione di installazioni e performance di teatro, musica e danza ispirati alla filosofia dell’arte nella natura.

Creazioni che si possono ammirare nella giornata conclusiva, il 19 settembre, quando il campus viene aperto al pubblico, dalle 11 alle 23. La manifestazione che è stata organizzata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e del Comune di Grosseto, ospita tra gli altri la prestigiosa partecipazione dell’Accademia sull’Arte del Gesto, fondata da Virgilio Sieni che, attraverso il coinvolgimento delle persone, fa riscoprire e rielaborare poeticamente la semplicità dei gesti del vivere quotidiano.

Per Dune il tema è quello del rapporto con la natura, nello specifico con gli alberi: “Tattilità delle chiome”, infatti, è il titolo del laboratorio di danza curato da Giulia Mureddu, assistente storica di Virgilio Sieni, articolato in cinque appuntamenti adatti a tutte le età, cui ci si può già iscrivere chiamando il numero 3290116001 o inviando una mail a info@accademiamutamenti.it.

Gli incontri, tutti gratuiti, sono in calendario il 14, 15, 16, 17 e 18 settembre dalle 17 alle 19. L’appuntamento della prima giornata è al Casale Santo Stefano (strada provinciale Trappola 166), mentre per quelli successivi il laboratorio si sposta nell’area naturale della Femminella, dove si svolge anche la performance conclusiva il 19 settembre alle 17.

Chi partecipa al laboratorio viene accompagnato nell’apprendimento di sequenze di movimento, utilizzando il proprio corpo come strumento di conoscenza e relazione con la pianta. «La sequenza diviene rito collettivo – spiegano gli organizzatori – in cui ogni interprete è responsabile dell’altro e partecipa della relazione. Le pratiche proposte approfondiscono l’ascolto dei gesti primari come camminare, far cadere un braccio, toccare terra, coricarsi, osservare la luce, l’aria, le forme e i loro dettagli.

“Tattilità delle chiome” è una vera e propria palestra all’aperto per l’approfondimento del gesto non produttivo ma meditativo; un luogo poetico viene creato insieme, in una ritualità collettiva che rivela il potenziale liberatorio, simbolico e poetico del gesto».

 

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