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Italia Nostra: «La legge regionale sulle rinnovabili distrugge la Maremma»

L’avvocato Peronaci, socio dell’associazione, è preoccupato: in Maremma il rischio di parchi eolici e agrivoltaici porterà ad un forte impatto ambientale con oltre 146 chilometri quadrati disponibili
Un'immagine realizzata con l'AI che illustra come potrebbe trasformarsi il paesaggio della Maremma con impianti eolici e fotovoltaici
Un’immagine realizzata con l’AI che illustra come potrebbe trasformarsi il paesaggio della Maremma con impianti eolici e fotovoltaici

GROSSETO. La nuova proposta di legge regionale, la n. 2 della Toscana, che riguarda le aree idonee e non idonee per le fonti energetiche rinnovabili (FER), approvata dalla giunta regionale lo scorso 2 dicembre 2024, preoccupa fortemente l’associazione ambientalista Italia Nostra Maremma Toscana.

Il rischio è quello di veder cambiare in poco tempo il paesaggio, fra pale eoliche e sistemi agrivoltaici.

Il punto dell’avvocato Aldo Lorenzo Peronaci

«Questa lettera aperta è indirizzata ai sindaci, dopo la proposta di legge regionale n. 2, in tema di aree idonee e non idonee per le FER – scrive l’avvocato Peronaci, socio della sezione Maremma Toscana di Italia Nostra e membro del Presidio di Italia Nostra Bassa Maremma Grossetana – e servono modifiche e integrazioni».

Forte il rischio di speculazioni e impatto ambientale

«Se diventerà così come proposta, la legge regionale decreterà la trasformazione paesaggistica e ambientale dell’intera Maremma grossetana in distese di “parchi” eolici e agrivoltaici, come purtroppo già avvenuto in altre regioni, traducendosi in resa incondizionata alla speculazione da rinnovabili».

«La legge prevede infatti che la provincia di Grosseto contribuisca con 146,3 km² al fabbisogno regionale di rinnovabili, un’area significativa rispetto ad altre province. Questo potrebbe trasformare la Maremma in una vasta zona di “Parchi” eolici e agrivoltaici, con un impatto negativo sull’ambiente e sul paesaggio, compromettendo anche le attività agricole e turistiche della zona».

«La proposta di legge non tiene sufficientemente conto delle peculiarità del territorio maremmano, che ha una bassa densità demografica e che negli ultimi decenni ha visto una rinascita legata alla preservazione della natura, del paesaggio dell’agricoltura di qualità e dell’attrattività turistica. Inoltre, la proposta di legge sembra ignorare il fatto che la provincia di Grosseto già contribuisce in modo significativo alla produzione di energia rinnovabile per l’intera regione».

«Nell’appello espresso nella lettera gli amministratori locali sono invitati a sollecitare audizioni in Regione per discutere le modifiche prima che il processo legislativo venga completato. L’obiettivo è proteggere il futuro della Maremma, evitando che la legge favorisca una speculazione selvaggia sulle rinnovabili».

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