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Covid, il maestro Di Cristofano: «È finita la democrazia»

Il maestro in diretta su Facebook: «È una situazione disastrosa per i diritti. E il green pass non mi pare abbia dato risultati». IL VIDEO
Il maestro Antonio Di Cristofano
Il maestro Antonio Di Cristofano

GROSSETO. Un lungo, bellissimo, pezzo al pianoforte, di Rachmaninoff, in un video in diretta. Poi il maestro Antonio Di Cristofano, direttore d’orchestra e Grifone d’Oro 2018, si rivolge ai suoi concittadini: «Sono costretto – dice – a prendere una posizione. Ho resistito a lungo, ma ora devo dire quello che penso».

Di Cristofano: «Ci sono diritti che non possono essere toccati»

«Mi riferisco al fatto che solo quando un individuo nasce ha il diritto a esistere. Ha diritto alla salute, all’istruzione, al lavoro, articolo 1 della Costituzione. E non è sempre stato così».

«Questi sono diritti base e pensare che possano essere assoggettati a un requisito a me, Antonio Di Cristofano, mi lascia esterreffatto. “Non hai questo, non puoi andare lì, non hai questo, non puoi lavorare, niente sanità, niente istruzione“. Sia chiaro, ognuno è libero di fare quello vuole, chiunque si sente protetto o non protetto faccia quello che deve fare. Io rispetto le opinioni di tutti».

«Anche perché, dal 6 di agosto c’era la versione base del green pass, dal 15 di ottobre c’è quello super, ma non mi pare di vedere grandi risultati. Rispetto il parere di chiunque, ma volevo dirlo. E se anche una persona si ferma a riflettere per queste mie parole, è già qualcosa».

«Andate a vedere un po’ di dati veri e non ascoltate le televisioni. Lo sapete che fra i morti sono stati conteggiati anche coloro che sono affogati al mare, ma se erano positivi al covid, sono stati messi fra i morti covid? Lo sapete che ora quando parlano di no-vax mettono anche quelli alla seconda dose e che non hanno la terza?»

«È finita la democrazia in Italia. È una situazione disastrosa per i diritti. Per questo vi suono un bel “Funebre” di Scriabin, a simboleggiare il momento. Ma credo che ci saranno persone toste che combatteranno nelle procure e nei tribunali, anche se la giustizia italiana è un po’ lenta. Siamo al 150° anniversario dalla nascita del grande pianista (era il 6 gennaio, è nato nel 1872, ndr), tanto che sarò a Mosca a suonare al festival».

Poi spazio alla musica. Bellissima, come sempre.

IL VIDEO DI ANTONIO DI CRISTOFANO

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