ORBETELLO. Da giorni nella cittadina lagunare non si parlava d’altro: Striscia la Notizia doveva mandare in onda il servizio sui moscerini. Nei bar, nelle piazze, al supermercato, in ogni angolo di paese la gente era intenta a parlare e immaginare cosa sarebbe stato raccontato nel servizio di Chiara Squaglia: «Faranno vedere il peggio?», si chiedevano alcuni, preoccupati di un’immagine troppo allarmante». «Speriamo ci scappi qualche risata», dicevano altri, certi che il programma avrebbe saputo ironizzare sulla situazione.
Il sindaco Andrea Casamenti aveva dichiarato subito dopo il blitz in comune di Striscia: «siamo stati al gioco», come per allontanare i fantasmi di ciò che sarebbe potuto accadere con la messa in onda del servizio.
Esorcizzare, insomma, con questa battuta la venuta di Striscia. Poi, finalmente , arriva la fatidica sera, quella del 26 marzo. Il telecomando saldo in mano, il logo di Striscia appare sullo schermo e parte il servizio.
Ironia e denuncia arrivano al cuore
Si sa, un servizio di Striscia la Notizia non è solo un’inchiesta, ma un piccolo spettacolo televisivo. Anche il caso dei moscerini di Orbetello ha seguito questa regola d’oro: immagini d’effetto, battute a raffica e un montaggio che trasforma la realtà in un racconto leggero, ma d’impatto. Potremmo definirlo un servizio tra risate e disagio reale, quello presentato dalla rete ammiraglia della Fininvest.
La sequenza si apre con le classiche immagini di Orbetello, la sua laguna scintillante e il suo borgo incantevole. Poi, improvvisamente, il paradiso lascia spazio all’inferno: ecco le riprese ravvicinate dei moscerini, nuvole nere che svolazzano come in un horror low-budget. Per rendere ancora più drammatica la situazione, il montaggio inserisce testimonianze di cittadini esasperati che gesticolano con veemenza, mentre i moscerini continuano indisturbati la loro invasione.

Chiara Squaglia si muove tra le vie con il suo stile inconfondibile: ironica, ma mai superficiale. Il montaggio qui gioca un ruolo chiave, alternando primi piani della giornalista intenta a evitare gli insetti (con qualche finta smorfia di terrore per sottolineare la situazione), a riprese più larghe che mostrano passanti in lotta con l’armata volante. Il tutto condito da effetti sonori strategici: ronzii amplificati, colpi di paletta e inserti di musichette comiche, che trasformano un problema serio in una scenetta quasi surreale. E la canzone “Cuoricini” dei Coma Cose, che si trasforma in “Moscerini”. A Orbetello, potrebbe diventare il tormentone di questo inizio di primavera.
Il gran finale: il sindaco ballerino e la paletta salvifica
Ma la ciliegina sulla torta è l’incontro con il sindaco Andrea Casamenti. Qui il montaggio si fa ancora più giocoso: Squaglia lo incalza con domande ironiche, mentre la regia inserisce spezzoni di film e battute fuori campo.
Il momento clou? Il “Valzer del Moscerino”, con il primo cittadino che accetta la sfida e improvvisa qualche passo danzante. L’inquadratura finale è un classico di Striscia: primo piano del sindaco con la paletta in mano, mentre Squaglia sorride soddisfatta. La musica di chiusura è un pezzo ironico, magari una versione strumentale proprio del famoso “Valzer del Moscerino”.
L’effetto finale: missione compiuta. Il montaggio di Striscia ha fatto ancora una volta centro: ha preso un problema locale e lo ha trasformato in una storia che intrattiene, diverte e, allo stesso tempo, porta il tema all’attenzione nazionale.
Il mix di immagini evocative, battute fulminanti e tagli rapidi ha reso il servizio scorrevole e memorabile. Alla fine, resta il dubbio: chi ha vinto, il sindaco o i moscerini? Per ora, sembra che gli insetti abbiano ancora il controllo dello spazio aereo.
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Redattore di MaremmaOggi. Per me scrivere è uno strumento di verità, di bellezza, è di liberta, un mezzo per esprimere ciò che altrimenti rimarrebbe inespresso. Maremma Oggi il giornale on line della Maremma Toscana - #UniciComeLaMaremma
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