Grosseto è la provincia dei supermercati | MaremmaOggi Skip to content

Grosseto è la provincia dei supermercati

La prima in Toscana per densità di vendita: il capoluogo è secondo solo a Firenze. Soffrono i negozi di vicinato, la proposta di Confesercenti: un manager per il Ccn, parcheggi gratuiti e un museo del vino in centro

GROSSETO. Grosseto è la provincia dei supermercati. La prima in Toscana per densità di punti vendita della grande distribuzione se si mettono in rapporto le superfici di vendita rispetto agli abitanti. Il dato emerge dall’analisi sul commercio presentata da Confesercenti.

Il capoluogo è il secondo per presenza di supermercati (33) dietro a Firenze, con 122 supermercati.  «Le superfici di supermercati ed ipermercati, in rapporto con gli abitanti della provincia – dice Marco Di Giacopo responsabile Assoterziario Confesercenti – mettono Grosseto al primo posto come estensione della Gdo alimentare. Un comparto che impiega l’1,79% degli occupati totali, circa 1.800 persone».

 

Negozi di vicinato in crisi

Ma qual è la situazione del commercio di vicinato? Dallo sondaggio fatto dall’associazione di categoria, al quale hanno risposto soprattutto i  commercianti di Grosseto e della zona nord, emerge che per il 46,9% i ricavi sono stati insufficienti per ottenere un margine sufficiente di guadagno. Per il 40,8% i ricavi hanno rispettato le attese ma l’aumento dei costi ha eroso il margine di guadagno. Solo il 12,2% si è detto soddisfatto.

«Senza il piccolo commercio – dice il direttore Andrea Biondile città siano più insicure nonostante la presenza di telecamere, steward e forze dell’ordine. Inoltre i piccoli borghi perdono servizi in un circolo vizioso che accelera il processo di spopolamento, ma anche sulla costa spesso si hanno temporary store che restano aperti solo durante la stagione turistica, non rappresentando oasi felici per il piccolo commercio».

Per quanto riguarda l’impatto della grande distribuzione il 41,7% rileva un effetto negativo di riduzione degli acquisti nel piccolo negozio di vicinato. Per il 20,8 costringe a proporre merce a prezzo ridotto nei negozi con conseguente riduzione o annullamento dei margini di guadagno sulle vendite e per il 16,7% ha un impatto negativo importante sia in termini di riduzione della clientela che nelle vendite. Anche le vendite promozionali on line sono viste negativamente (con varie motivazioni) da oltre il 67% degli intervistati. Infine i saldi: la richiesta dell’80% è di rinviarli.

Cosa chiedono i commercianti per affrontare la situazione? Formazione, eventi che ravvivino i centri storici, defiscalizzare per i negozi di vicinato, contributi a fondo perduto. E un sostegno all’innovazione tecnologica.

 

Le proposte per rivitalizzare il commercio

Un manager pagato dal consorzio al quale partecipi l’amministrazione comunale oltre alle associazioni di categoria e agli stessi commercianti riuniti in forma associativa, per gestire il centro commerciale naturale. Un’app che offra servizi, l’utilizzo dei fondi sfitti, la mobilità dolce che porti cittadini in centro, i parcheggi, il legame fra offerta commerciale e cultura. Sono alcune delle proposte fatte dall’associazione di categoria per rilanciare il commercio. 

«La nostra provincia è bella e attrae un turismo che ama la natura incontaminata che abbiamo da aprile a ottobre – dice Riccardo Colasanti, presidente Assoterziario Confesercenti – E in questo periodo dobbiamo mettere in cascina per passare l’inverno. Senza però dimenticare i nostri concittadini che vivono qui tutto l’anno. Dobbiamo investire sull’alta velocità e sull’aeroporto di Pisa per attrarre un turismo di qualità». Poi parla del centro storico: «Ho lanciato un sondaggio tra i miei clienti. Il 38% non viene in centro da tre mesi, da prima di Natale. Per mancanza di parcheggi e per la difficoltà di raggiungere il centro storico, oltre che per i problemi legati alla sicurezza». 

Colasanti chiede poi di riportare gli uffici in centro e di aprire un museo del vino all’ex cinema Marraccini o alla Fortezza. 

 

L’appello del presidente Limatola: «Facciamo squadra»

Sul mantenere servizi in centro concorda anche Francesco Limatola, presidente della Provincia. «Quando abbiamo ridotto le sedi della Provincia  – dice – non ho mai pensato di eliminare gli uffici del centro storico. La pianificazione urbanistica è importante: intanto quando arriva la proposta di un nuovo supermercato si può anche dire di no. E per risolvere il problema dei parcheggi si può anche prevedere la gratuità per chi fa shopping in centro».

«Noi siamo una provincia sostanzialmente povera. All’85esimo posto per reddito pro capite su 105 – dice ancora Limatola –  Dei 20 comuni toscani a più basso reddito 12 sono in provincia Grosseto. Le famiglie hanno spesso un ridotto potere d’acquisto, questa è la prima fonte di difficoltà per il piccolo commercio. A questi si aggiunge la morsa della grande distribuzione, oltre il commercio online».

Infine l’appello a fare squadra. «Tutti – afferma Limatola – pubblico e privato. Ma anche privato con privato; se non facciamo rete non andiamo da nessuna parte».

Autore

  • nasce dall'idea di Guido Fiorini e Francesca Gori Notizie in tempo reale, turismo, economia, sport, enogastronomia, ambiente, informazione MaremmaOggi il giornale on line della Maremma Toscana - #UniciComeLaMaremma

    Visualizza tutti gli articoli

Riproduzione riservata ©

Condividi su

Articoli correlati

Ultimi articoli

Consigliati

Zone