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Se il giudice dà ragione al cacciatore e non alla Lac

Sentenza in sede civile: l’associazione non può chiedere i danni a fronte di una condanna penale solo perché è contraria alla caccia. Il danno va dimostrato
Un cacciatore in azione (foto d'archivio)
Un cacciatore in azione (foto d’archivio)

GROSSETO. Una sentenza che fa esultare i cacciatori.

E che cambia molte cose nel “sistema” usato da alcune associazioni ambientaliste e animaliste, in questo caso la Lac (Lega abolizione della caccia), che è quello di chiedere, a fronte di una condanna penale di un cacciatore, un risarcimento in sede civile. Stavolta, dopo decine e decine di sentenze in favore della Lac, il giudice di Grosseto ha dato ragione al cacciatore, difeso dagli avvocati Elisa Ferraro e Romano Lombardi. La sentenza è stata emessa dal dottor Russo martedì 2, ma è un procedimento che va avanti dal novembre 2019 quando la Lac ha presentato il ricorso.

In sostanza il giudice ha ritenuto “infondata e non accoglibile” la domanda risarcitoria proposta a titolo di risarcimento del danno prodotto per effetto della presunta condotta lesiva del cacciatore.

Nel caso in esame l’uomo aveva ucciso, per errore, due piccioni, peraltro di una specie nociva, gli stessi per i quali la Regione effettua abbattimenti regolari. Ma comunque una specie per la quale non era consentita l’attività venatoria.

Per questo la Lac aveva chiesto un risarcimento di 6000 euro. Senza però portare prove concrete del danno che avrebbe avuto l’associazione.

Stavolta il  giudice ha rilevato che non è stata provata l’esistenza del danno, quindi a maggior ragione non è possibile neppure chiedere un
risarcimento dello stesso in forma equitativa.

Quindi ha rigettato la domanda di risarcimento con la Lac che dovrà pagare circa 2200 euro di spese di giudizio.

Non è più automatico il risarcimento in sede civile

La sentenza è particolarmente importante, perché viene meno l’automatismo che un illecito penale, qui in materia venatoria, possa far sorgere in capo ad una associazione ambientalista, come si professa la Lac, il diritto di esigere dal cacciatore un risarcimento danni in sede civile.

E può essere un precedente importante in tutti i casi in cui le associazioni, ambientaliste o animaliste che siano, chiedano un risarcimento senza provare e quantificare il danno. Non basta essere contro la caccia, per chiarire meglio, per avere un danno se un cacciatore commette un illecito penale.

Federcaccia, una sentenza importantissima

«Questa sentenza è importantissima per i cacciatori – dice Davide Senserini, presidente Federcaccia -. Chi sbaglia deve pagare, sono il primo a sostenerlo, ma una volta regolato il conto con la giustizia non è accettabile essere messi di nuovo alla gogna per mere posizioni ideologiche. Non è più giustizia, è discriminazione nei confronti di cittadini che svolgono un’attività che può piacere o non piacere, ma che è lecita e severamente normata».

 

 

 

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