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Femminicidio, Monterotondo ricorda Silvia

A un mese di distanza dal terribile delitto si torna a parlare di violenza di genere: gli incontri si sposteranno nelle scuole
Un momento dell'incontro
Un momento del dibattito in ricordo di Silvia Manetti

MONTEROTONDO MARITTIMO. La piazza gremita di persone, questa mattina, domenica 12 settembre  a Monterotondo Marittimo. Il borgo si è fermato per ricordare Silvia Manetti, a un mese dal terribile femminicidio che ha sconvolto il borgo sulle colline metallifere. Presente al dibattito organizzato dal Comune insieme all’associazione Olympia de Gouges, il sindaco Giacomo Termine, la consigliera regionale Donatella Spadi, Sabrina Gaglianone, presidente del Centro antiviolenza Olympia De Gouges e  Aurida Pardini, psicologa del Centro Antiviolenza.

L’iniziativa, intitolata “Questo non è amore”, è servita per spiegare ancora una volta agli abitanti del borgo, tutti gli strumenti normativi a disposizione delle donne per combattere la violenza di genere. «La rabbia è ancora tanta – dice il sindaco Giacomo Termine – Quello che è successo nel nostro borgo è il crimine peggiore che potesse verificarsi. Le donne devono sapere che ci sono alcuni strumenti normativi che possono utilizzare quando ci si trova in situazioni di violenza».

Grazie alla collaborazione con il Centro antiviolenza Olympia De Gouges, l’amministrazione organizzerà alcuni incontri nelle scuole del territorio, per parlare appunto di violenza di genere.

Il ricordo di Silvia è più che mai vivo nel cuore degli abitanti di Monterotondo Marittimo.  I figli della donna, entrambi minorenni, sono ancora affidati a una struttura protetta, dove sono stati portati un mese fa esatto, giorno nel quale hanno scoperto che la loro mamma era stata uccisa dall’uomo che aveva scelto come compagno.

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