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Crollo al Marraccini, la rabbia di chef Moreno – IL VIDEO

Via Mazzini è chiusa al traffico. Il patron dell’Uva e il Malto: «Anni di degrado senza che nessuno sia mai intervenuto»

GROSSETO. Lo ripete da anni, Moreno Cardone, chef e titolare con la moglie Samantha Raspollini del ristorante L’Uva e il malto in via Mazzini: l’ex cinema Marraccini deve essere messo in sicurezza. Cardone ha aperto il suo ristorante a pochi metri dall’ex cinema 17 anni fa. «Il cinema era già chiuso – spiega – e ho visto l’edificio diventare sempre più pericolante, ho visto il degrado aumentare anno dopo anno. Ed è davvero una brutta cartolina per la città, quest’immagine, soprattutto quando a Grosseto ci sono turisti stranieri».

Pezzi di cornicione per strada

Da lunedì 25 ottobre, quando i vigili del fuoco e la polizia municipale è andata a fare un primo sopralluogo alla struttura, dalla cui facciata si erano staccati alcuni pezzi di cornicione, via Mazzini è chiusa al traffico. E probabilmente resterà così per un po’. Oggi, martedì 26 ottobre, il settore Lavori pubblici del Comune tornerà all’edificio con un tecnico per decidersi il da farsi. Anche se la struttura non è di proprietà del Comune ma si trova ora all’asta fallimentare.

«Io posso capire tutte le ragioni – dice Cardone – ma questa situazione ormai è insostenibile. E noi gestori di attività che lavoriamo per far vivere questa strada e farla diventare una delle più belle della città, siamo costretti ad aver paura anche per i nostri clienti».  Alla fine dell’estate, all’Uva e il Malto, c’erano diversi clienti seduti ai tavoli esterni del ristorante. «A un certo punto abbiamo sentito un gran tonfo e abbiamo visto tanta polvere che si alzava – ricorda – Si era staccato un pezzo del cornicione proprio all’angolo delle scale che salgono sulle Mura. Qui il via vai di persone, famiglie e bambini è continuo. È pericoloso, qualcuno deve intervenire».

Per ora la soluzione è stata quella di chiudere temporaneamente la strada, almeno finché non verranno ripristinate la condizioni di sicurezza. «È venuta giù anche mezza grondaia – aggiunge chef Moreno – e l’altra mezza, appena ricomincerà a piovere, difficilmente resterà al suo posto».

Decenni di degrado senza soluzioni

Sono diverse le amministrazioni comunali che si sono susseguite negli anni. Diverse e di diverso collocamento politico. Ma l’ex cinema Marraccini è sempre rimasto lì, al suo posto, a farsi mangiare dal tempo che passa e che porta via, mese dopo mese, un pezzo di struttura dopo l’altra. «Per un paio di anni c’è stata un’impalcatura installata qui davanti – dice Cardone – ma non sono stati fatti interventi di manutenzione. Poi sono stati messi i cancelli davanti alle porte, perché prima c’erano entrati alcuni senza tetto e dopo i ragazzini a giocare. Ma la struttura è pericolosa, e ora, con i pezzi di cornicione che cominciano a cadere, credo proprio che si sia arrivati alla stretta finale».

Sono tante le domande che gli abitanti di via Mazzini e i commercianti che hanno lì le loro attività, si pongono. «Se qualcuno dovesse farsi male – si chiede Moreno Cardone – a chi toccherà pagare?». Intanto, la zona è stata transennata e il passaggio davanti al cinema è vietato.

«Qui abitano persone che hanno bisogno di assistenza – dice il patron dell’Uva e il Malto – con la strada chiusa un’ambulanza per arrivare qui davanti a noi dovrebbe venire in contromano da via Ricasoli. In centro con l’auto si entra solo da via Mazzini, e ora questo tratto è chiuso. Il disagio, oltre agli abitanti, ce l’hanno anche i corrieri che devono fare le consegne alle attività».

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