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Dall’alberghiero a Hong Kong, la favola di Simone Rossi

L’esperienza a Londra, ora a 29 anni è manager di uno dei principali bar di Hong Kong: «Dal Lorena a qui, ora sono felice»
Simone Rossi - maremmaoggi.net
Simone Rossi al Darkside di Hong Kong

GROSSETO. Dall’alberghiero del Leopoldo di Lorena in via Meda a Gorarella a uno dei bar più alla moda di Hong Kong, il Darkside del Rosewood Hotel, passando prima per Londra e imponendosi anche in concorsi internazionali.

La storia di Simone Rossi, grossetano doc, classe 1992, è una storia di coraggio, buona volontà, passione per il proprio lavoro e capacità di superare le difficoltà delle prime esperienze, quando, a Londra, oltre a creare cocktail ha dovuto adattarsi a fare le pulizie. Ma la tenacia e la voglia di crescere e di imparare lo hanno portato a fare il salto in Oriente e diventare il beverage manager di uno dei locali più importanti del territorio autonomo nel Sudest della Cina.

«All’inizio è stata dura, ma ora sono realizzato e felice – ci racconta Simone dal suo appartamento ad Hong Kong -. Non torno a Grosseto ormai da due anni e le disposizioni attuali sulla pandemia non mi consentono di farlo in tempi brevi. Ma qui ora ho una mia dimensione: mi mancano la famiglia e gli amici maremmani, ma so bene che questa occasione per me è stata importante e se non l’avessi colta l’avrei rimpianta per tutta la vita».

Tutto inizia in via Meda all’alberghiero con i primi stages. E poi a Londra

«Ho fatto la scuola alberghiera a Gorarella, in via Meda, cinque anni. Ho preso la specializzazione in sala bar. In questi anni abbiamo fatto degli stages, il primo è stato a San Vincenzo, a Riva degli Etruschi. Verso la fine delle superiori avevo in testa di andare a Londra, per migliorare l’inglese e perché è considerata una delle capitali mondiali a livello di cocktail bar. Così dopo il diploma sono partito per Londra. E all’inizio non è stata facile, ma avevo con me un pacco di curriculum stampati da portare ovunque. Alla fine sono stato preso nel quartiere di Brixton, per il fine settimana. Iniziai come barback (aiuto barman), era un locale caraibico, avevo uno stipendio minimo. E facevo anche le pulizie, ma tirai avanti per un po’».

Da Brixton a Soho, il primo salto. E i primi successi

«Dopo un anno, con la padronanza della lingua, decisi che dovevo cambiare. E trovai lavoro a Soho, in uno dei members club storici di Londra, il Quo Vadis di Dean street. Un colpo di fortuna, entrai come barback e lì conobbi il mio mentore a livello iniziale di lavoro, Luca Missaglia. Lì ho imparato il vero abc del bar, dall’ospitalità, al servizio, ai cocktails. Dopo due mesi sono stato promosso bartender e sono rimasto quasi due anni. Poi, insieme al manager di Quo Vadis ci siamo spostati all’Aqua Group, io sono entrato come bar supervisor. Un posto diverso, perché è un locale che fa grandi volumi. Ci sono rimasto due anni, nei quali ho iniziato a spingere me stesso per fare alcune competizioni a livello di cocktail. Nel 2015 partecipai alla Disaronno Mixing Star Uk e la vinsi. E venni promosso assistant manager».

Simone Rossi dopo il trionfo nel Disaronno - maremmaoggi.net
Simone Rossi dopo il trionfo nel Disaronno Mixing Star Uk – maremmaoggi.net

Da Londra a Hong Kong, il volo in Oriente

«Avevo 23 anni, quasi 24 e mi proposero Hong Kong. Sentii che era il momento giusto e partii. Se fossi rimasto a Londra altri 3-4 anni non sarei più partito, ma ho colto la palla al balzo. Così sono stato due anni ad Aqua Hong Kong e ebbi l’opportunità di misurarmi con una città e una cultura diversa. Fu la mia prima esperienza manageriale, ero la figura principale del bar. Fra l’altro feci altre competizioni, nel 2017 feci parte della World Class e vinsi la tappa di Hong Kong e Macao, diventando “bartender of the year” e lo stesso anno sono andato a Berlino a fare le finali mondiali».

Simone Rossi - maremmaoggi.net
Simone Rossi – maremmaoggi.net

Da Aqua al Rosewood, la crescita prosegue

«Venni contattato dal Rosewood Hotel Group, una grande catena alberghiera, con cui ho fatto sei mesi di pre-opening. Peraltro ha un albergo anche a Castiglion del Bosco, vicino a Montalcino, in collaborazione con Ferragamo. Quindi dal novembre 2018 sono al Rosewood, come assistant beverage manager, ero il numero 2 di Arkadiusz Rybak e mi sono specializzato sul beverage program a livello di spiriti e cocktails. Quindi ho lavorato soprattutto nel bar dell’albergo che si chiama Darkside. Abbiamo cercato sempre di fare qualcosa di diverso per i residenti di Hong Kong, visto che da qualche tempo il turismo è molto calato, creando delle cocktail list molto particolari e alternative».

Rooster me luck Hottest garnish in 2017 (Aqua)
Rooster me luck Hottest garnish in 2017 (Aqua)

«Quest’ultimo anno è stato fantastico, perché siamo stati nominati in uno degli awards più importanti in Asia che si chiama “Asia Fifty best bar”, entrando al 40° posto in tutto il continente. E a dicembre la ciliegina sulla torta è che siamo stati nominati fra i primi 50 bar al mondo, nella classifica “World Fifty best bar“».

Simone Rossi (Beverage Manager) e Arkadiusz Rybak (Director of bars)

Vuoi salutare qualcuno a Grosseto e in Maremma attraverso di noi?

«Le origini sono importanti. Soprattutto quando vivi all’estero da tanto e l’essere toscano continua a caratterizzarti. La nostra semplicità e capacità di accoglienza è un valore aggiunto. Mi hanno chiamato a lungo l’Oste toscano, pensa te. A Grosseto ci sono i miei genitori, c’è mio zio, ci sono tutti i miei amici con cui sono cresciuto. Dopo 10 anni mi mancano un po’. E poi vorrei salutare la scuola alberghiera Leopoldo di Lorena, dove ho imparato il mestiere. Tanta gente la snobba o la dà come scuola secondaria, ma non è così. Nella mia esperienza e nel mio caso mi ha aiutato tanto. Mi ha dato le basi, anche se fra scuola e lavoro la differenza c’è e l’esperienza la fai lavorando. E poi mi ha fatto fare gli stages, che mi hanno fatto crescere, anche caratterialmente».

«Vorrei mandare un saluto ai ragazzi del D-Park, con cui siamo spesso in contatto, Sono stati bravi, hanno fatto un bellissimo locale. E un altro ad Alessio di Bucazucche a Castiglione della Pescaia, che è un carissimo amico».

 

 

 

 

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