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Crescono i ricoveri per Covid, servono nuovi posti letto

30 letti occupati su 32 in malattie infettive, 6 su 8 in rianimazione. L’appello dell’ordine dei medici per trovare personale. Stretta sui vaccini e apertura di nuovi centri dal 29 novembre
Personale all'ingresso in servizio nel reparto Covid a Grosseto

GROSSETO. Continuano a crescere i ricoverati per Covid all’ospedale di Grosseto, mentre non si inverte il trend in crescita dei contagi. Oggi, 19 novembre, il report della Asl segnala 30 pazienti in malattie infettive e 6 in terapia intensiva, quasi tutti non vaccinati. Sono 26 i nuovi casi, contro i 34 di ieri, ma con un numero inferiore di tamponi.

E a crescere è anche la preoccupazione, soprattutto per la situazione del Misericordia, dove i letti dell’area medica Covid sono 32 in totale e 8 quelli di rianimazione. Siamo quindi a un passo dal limite, tant’è che è in fase di riapertura la cosiddetta “stecca Covid 3” con altri 8 posti per malattie infettive e già si sta allestendo anche il secondo modulo di terapia intensiva.

Almeno sul piano logistico, poiché su quello del personale a disposizione per ogni posto letto, soprattutto gli infermieri, restano forti criticità, per la cronica carenza di personale. Un problema che ha spinto la presidente dell’Ordine dei medici di Grosseto, Paola Pasqualini, a lanciare un appello alla direzione aziendale, affinché venga affrontato e risolto.

Pasqualini: «l’Azienda trovi in personale per attivare i posti letto»

Paola Pasqualini, presidente dell'Ordine dei medici
Paola Pasqualini, presidente dell’Ordine dei medici

«Come presidente dell’Ordine dei medici di Grosseto – scrive Pasqualini – esprimo grande preoccupazione per l’impennata di casi di Covid che si sta registrando anche nel nostro territorio. L’ospedale di Grosseto è stato identificato come “Ospedale Covid” all’interno dell’Area vasta Sudest, insieme a quello di Arezzo, con l’obiettivo di destinare a tale emergenza 40 posti letto. Tuttavia la criticità nel reperire personale sanitario, in particolare infermieri, ne rallenta la realizzazione».

«Il Covid-19 sembra viaggiare più veloce di noi. Pertanto faccio appello alla Direzione aziendale e al Dipartimento infermieristico affinché si realizzi un piano strategico il più rapidamente possibile attraverso una razionalizzazione delle risorse e senza tagli lineari. Non dobbiamo inseguire il Covid, ma prevenirlo. A tal fine l’Ordine lancia un nuovo appello a tutti i cittadini affinché procedano alla vaccinazione».

Al via lunedì 22 novembre la terza dose di vaccino per gli over 40

La campagna vaccinale, intanto, prosegue e da lunedì potranno fare la terza dose anche gli over 40, se trascorsi 6 mesi dalla somministrazione della seconda. Così ha voluto la Regione Toscana, che ha accolto la decisione del generale Figliuolo di anticipare la dose booster per la fascia di età  40-59, e ha attivato la prenotazione sul portale regionale da oggi alle 16.

Ma non basta se chi ancora non ha avviato il percorso di immunizzazione non si decide a farlo. Secondo i numeri della Asl, sono 179.858 le prime dosi somministrate, sugli oltre 200.300 over 18 residenti in Maremma, con una percentuale di poco inferiore al 90 per cento, e 165.965 le seconde dosi (circa l’83 per cento).

La Asl, da parte sua, mette a disposizione 20mila dosi di vaccino nella settimana dal 22 al 28 novembre nelle tre province di Grosseto, Siena e Arezzo. Il doppio rispetto all’offerta usuale, in parallelo all’aumento delle fasce di età che possono accedere alla terza dose. A partire da lunedì 29 novembre, inoltre, è prevista la riapertura progressiva di altri centri vaccinali, in Maremma nell’area delle colline dell’Albegna e nel Capoluogo.

Spadi: «Inaccettabile ostinarsi a negare l’efficacia dei vaccini»

Donatella Spadi, consigliere reginale PdSul tema dell’importanza della vaccinazione è intervenuta anche la consigliera regionale del Pd, Donatella Spadi, medico e membro della commissione consiliare Sanità. Per Spadi, è inaccettabile ostinarsi a negare l’efficacia dei vaccini che invece resta «l’unica arma per sconfiggere il Covid-19. Adesso – scrive – è il momento di velocizzare le terze dosi, ce lo dicono i numeri, non le chiacchiere. I vaccini ci hanno permesso di tornare a una vita quasi normale ma questo non deve far pensare che l’emergenza sia finita. L’inverno è alle porte e i contagi sono in salita».

«Oltre il 90 per cento delle persone ricoverate, infatti, non sono vaccinate, mentre quelle vaccinate sono, per la maggior parte, anziani ed estremamente vulnerabili. L’effetto della doppia dose, però, non è prolungato e ha una durata che va dai sei ai nove mesi. Per questo è indispensabile partire subito a ritmo accelerato per la somministrazione delle terze dosi e dare maggiore sicurezza agli anziani, fragili e sanitari che hanno effettuato la vaccinazione nei primi mesi dell’anno».

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