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Covid, casi in aumento: l’allarme degli infermieri

La provincia di Grosseto con 147 casi ogni 100mila abitanti è la più colpita della Toscana: il coronavirus miete un’altra vittima
Personale all'ingresso in servizio nel reparto Covid a Grosseto

GROSSETO. La provincia di Grosseto con 147 casi ogni 100mila abitanti è la più colpita della Toscana. E l’Opi lancia l’allarme: «Siamo molto preoccupati per l’andamento epidemiologico di questi ultimi giorni, soprattutto per i dati che si registrano nella città di Grosseto».

Del resto anche la “conta della Asl, oggi, 22 novembre, dipinge un quadro a tinte fosche, con l’ennesima vittima di Covid, dopo giorni di pace su questo fronte. È una donna di 88 anni di Scansano, ricoverata in malattie infettive il 3 novembre e deceduta in terapia intensiva il 19.

E se sul fronte dei nuovi casi, oggi il numero si ferma a 30, a fronte dei 60 di domenica e degli 84 di sabato, benché con il calo “fisiologico” dei tamponi nel fine settimana, il totale dei positivi in carico alla Asl sfiora i 700. 684, per la precisione, dei quali 631 in isolamento domiciliare, e 1.122 contatti stretti in quarantena.

Ma a preoccupare è soprattutto il numero dei ricoveri fermo a 30 (su 32 letti disponibili, vale la pena ricordarlo) in malattie infettive e 7 (su 8 letti) in terapia intensiva, uno in più di ieri.

Sul fonte della distribuzione per comuni, sembrano essersi stabilizzati i due focolai di Roccastrada, dove oggi i nuovi casi rilevati entro le 14 sono fermi a 2 (ieri erano 10). Negli altri comuni, 19 casi sono a Grosseto, 2 anche a Pitigliano e Castel del Piano, 1 invece a Castiglione della Pescaia, Castell’Azzara, Santa Fiora, Seggiano e Massa Marittima.

L’appello dell’Opi

A dichiararlo è Nicola Draoli, presidente dell’ordine delle professioni infermieristiche, che lancia un appello alla cittadinanza. «I dati del Sole 24 Ore, che sono aggiornati in tempo reale, ci parlano di un’incidenza dei contagi nella nostra provincia allarmante: con 147 casi ogni 100mila abitanti siamo la provincia Toscana con la situazione peggiore in assoluto. Una responsabilità che dobbiamo sentirci addosso tutti, non solo gli operatori sanitari: perché solo agendo come comunità, in modo coeso, compatto e responsabile possiamo controvertere questa tendenza».

A preoccupare l’Opi, infatti, è la grande quantità di contagi e le scarse prenotazioni rispetto alle altre tre province della Toscana sud est della dose “booster” in un contesto di nuovo affaticamento di tutti i servizi sanitari. «Quello che dobbiamo avere bene a mente è che tutti siamo corresponsabili – dice Draoli – Noi infermieri, forse più di altri, siamo stanchissimi e comprendiamo che tutti siano stanchi di mantenere le distanze, indossare le mascherine, evitare assembramenti, perché sempre più c’è voglia e bisogno di socialità, ma i nostri atteggiamenti rischiano di far precipitare la situazione».

Nicola Draoli - presidente Opi
Nicola Draoli – presidente Opi

Draoli ricorda, dunque, come gli esiti dell’aumento dei contagi non vadano solo a incidere sul lavoro del personale sanitario. «Se paragonati ad un anno fa i ricoveri e i decessi sono meno in senso assoluto, grazie alla vaccinazione, ma la situazione è profondamente diversa. Gli infermieri, e il personale sanitario più in generale, sono impegnati in una serie di servizi che non sono solo di nuovo a livello pre-Covid ma vanno ad aumentare ed ampliarsi sia a livello territoriale che ospedaliero. Oltre ai ricoveri, in terapia intensiva e non, aumenta a dismisura il tracciamento dei contatti, il percorso legati ai tamponi che con le nuove regole per le scuole è di fatto triplicato, l’impegno delle Usca che danno assistenza sul territorio ai malati di Covid. A ciò si aggiunge la prospettiva di un impegno che già oggi riprenderà in modo pressante negli hub vaccinali per la somministrazione della così detta “terza dose”. Tutto questo in un momento in cui la Regione Toscana sta stringendo le maglie sia per quanto riguarda le nuove assunzioni che, ad esempio, per le produttività aggiuntive di fatto azzerate e che l’anno precedente hanno invece garantito sia l’apertura dei reparti Covid che le attività vaccinali di massa».

«È importante – prosegue Draoli – che l’azienda sanitaria faccia la propria parte, ma ancora più importante è collaborare tutti, come comunità, perché i contagi tornino ad un livello accettabile e gestibile. Non siamo parti avulse di un sistema a cui delegare solo responsabilità, ma un complesso di relazioni e per questo invitiamo i nostri concittadini a seguire i comportamenti corretti, ad aderire al percorso vaccinale, a ricorrere al richiamo per le categorie che possono farlo, perché in questo momento la dose “booster” è assolutamente indispensabile. Dobbiamo essere consapevoli che il servizio sanitario nazionale e quello toscano in particolare, senza finanziamenti specifici, non riusciranno a dare le risposte che potrebbero essere evitate se tutti staremo attenti e se seguiremo le indicazioni delle autorità sanitarie».

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