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Corriere ucciso dopo la rapina, chiesto il rinvio a giudizio

È stata fissata l’udienza preliminare per i tre uomini accusati di aver rapinato, ucciso e occultato il cadavere di Nicolas Matias Del Rio. I tre sono in carcere dal giorno dell’arresto
I carabinieri sul luogo della scomparsa, le scatole delle borse, il furgone e Nicolas Matias Del Rio
I carabinieri sul luogo della scomparsa, le scatole delle borse, il furgone e Nicolas Matias Del Rio

GROSSETO. La strada per arrivare al processo – che sarà celebrato in Corte d’assise – è segnata da una tappa fondamentale: l’udienza preliminare, durante la quale il giudice deciderà se rinviare a giudizio o meno Klodjan Gjoni, albanese di 34 anni, Ozgur Bozgurt, turco di 39 anni e il suo connazionale Emre Kaia, 29 anni. 

Fissata l’udienza preliminare

È stato un lavoro lungo e minuzioso quello dei carabinieri, coordinati dai sostituti procuratori Valeria Lazzarini e Giovanni De Marco, che hanno ricostruito per filo e per segno quello che è successo a maggio dell’anno scorso, quando il corriere quarantenne è scomparso per essere poi ritrovato morto in fondo a un pozzo a Case Sallustri ad Arcidosso, il 25 giugno 2024

I tre furono arrestati a giugno dell’anno scorso e da allora sono chiusi in carcere: i reati contestati dalla Procura sono la rapina, il danneggiamento del furgone, che fu dato alle fiamme, l’omicidio volontario aggravato e l’occultamento di cadavere. Reati commessi indistintamente dai tre indagati in concorso. 

Legato mani e piedi e rinchiuso in soffitta

Nicolas Matias Del Rio, argentino di origini, si era trasferito con la famiglia, la moglie e il loro bambino ad Abbadia San Salvatore dove aveva trovato lavoro alla la New Futura di Sergio Pascual De Cicco. Il 22 maggio 2024 Del Rio aveva appena caricato 400 borse marca Gucci alla
Gt srl di Castel del Piano da consegnare alla sede di Scandicci. Il valore delle borse si aggirava sui 500mila euro. 

Venne fermato da Gjoni nella piazza di Arcidosso che gli chiese un passaggio per consegnare dei colli, visto che il suo furgone non ripartiva. Era una trappola. Lungo il percorso, c’erano Bozgurt e Kaia, che li aspettavano. Minacciato con una pistola, Nicolas era stato costretto a scendere. Poi, dopo essere stato legato, era stato fatto salire sulla Panda. Poi era stato rinchiuso nella soffitta della villetta. 

Ucciso nella soffitta della villetta

Il 23 maggio, si sarebbe consumata la tragedia. Almeno, è questa la ricostruzione della Procura di Grosseto. Del Rio sarebbe rimasto legato nella soffitta della villetta, senza cibo né acqua. Con un sacco di stoffa calato sulla testa sul quale sarebbe stato messo poi un sacco di plastica, stretto al volto con il nastro adesivo.

Poi, sarebbe stato soffocato con un cavo elettrico. Il corpo, dopo alcuni giorni sarebbe è stato calato nel pozzo, poi ricoperto con sassi e fogliame. 

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  • Redattrice di MaremmaOggi. Da bambina avevo un sogno, quello di soddisfare la mia curiosità. E l'ho realizzato facendo questo lavoro, quello della cronista, sulle pagine di MaremmaOggi Maremma Oggi il giornale on line della Maremma Toscana - #UniciComeLaMaremma

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