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Chiude la Rsa Pizzetti, incontro con i sindacati

Fabrizio Boldrini: «Lavoriamo al piano per il trasferimento degli ospiti. Siamo da tempo in contatto con i familiari»
Fabrizio Boldrini
Fabrizio Boldrini, direttore del Coeso

GROSSETO. Coeso Società della Salute, i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil e la cooperativa Mediterranea, che eroga i servizi nella Rsa Villa Pizzetti di Grosseto, si sono incontrati  per definire le procedure per garantire ai lavoratori della Rsa “Villa Pizzetti” la certezza del proprio posto di lavoro, dando vita ad un tavolo con le nove strutture del territorio che hanno bisogno di lavoratori.

L’incontro di oggi tra anche se non risolutivo, ma aggiornato alla settimana prossima, lascia sottintendere che ci sono le condizioni per la salvaguardia del posto di lavoro.

«Il tavolo è ancora aperto – sottolinea il segretario della Funzione pubblica delle Cgil, Salvatore Gallotta – e  riteniamo che ci sia spazio per la trattativa. Oggi, più che altro, sono state definite le procedure che dovranno garantire certezze al personale, anche attraverso il confronto con altre realtà del territorio».

Rsa Villa Pizzetti: un piano per il trasferimento

«Come sappiamo da tempo la situazione strutturale della Rsa – spiega Fabrizio Boldrini, direttore di Coeso Società della Salute –, ha reso necessario pensare a un piano per il trasferimento degli ospiti. Siamo da tempo in contatto con i familiari per favorire il passaggio verso altre residenze sanitarie nel modo più semplice e tranquillo con la tutela della libera scelta dei cittadini e le aspirazioni e le necessità degli ospiti; tuttavia anche il destino professionale degli operatori  interessa a Coeso SdS. È un impegno che, pur non spettando direttamente al Coeso Società della Salute, abbiamo deciso di assumerci perché è chiaro che il futuro lavoratori delle persone ci sta a cuore a prescindere dagli obblighi di legge».

Intanto l’attuale Rsa “Villa Pizzetti” è stata inserita dalla Regione Toscana nel piano di utilizzo dei Fondi del Pnrr: «Quell’edificio – spiega Boldrini – sarà ammodernato e rivisto per poter ospitare l’ospedale di comunità, andando di fatto a raddoppiare l’offerta di posti letto di cure intermedie; questo sarà un traguardo storico per il nostro territorio che ha visto migliorare nettamente l’offerta ospedaliera, ma che da anni attendeva un potenziamento dei servizi territoriali».

«Di fatto, con la trasformazione delle struttura, andremo ad aumentare l’offerta pubblica di servizi a tutela delle persone più anziane e più fragili. Questo senza che venga ridimensionato il numero di posti letto nelle residenze socio sanitarie che, nella nostra regione, vengono garantite da gestori diversi, ma tutti accomunati dalla necessità di essere accreditati presso la Regione Toscana, la quale, del resto, ha adottato ferree norme procedurali di verifica della conduzione delle Rsa».

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