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Cigl, Cisl e Uil all’attacco della Asl

“Incarichi assegnati senza il confronto tra le parti”. A rischio le relazioni sindacali
L'ingresso dell'ospedale di grosseto
L’ospedale Misericordia di Grosseto

GROSSETO. «La Asl mortifica i sindacati e non ascolta. Così sono a rischio le relazioni sindacali».

È questo in estrema sintesi il contenuto di un durissimo documento con il quale la Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil di Area vasta attacca la Asl per le modalità con cui è arrivata all’assegnazione dei nuovi incarichi per le professioni infermieristiche e tecnico-sanitarie.

Il riferimento è alle delibere 1614 e 1615, pubblicate il 7 dicembre 2021 (rispettivamente “Approvazione nuovo repertorio degli incarichi di funzione del personale del comparto afferente al dipartimento delle professioni infermieristiche ed ostetriche” e “delle professioni “tecnico-sanitarie, della riabilitazione e della prevenzione) che, scrivono i sindacati «ci lasciano sgomenti, attoniti e delusi».

«E questo perché sono state approvate senza un vero confronto al tavolo sindacale, nonostante lo avessimo più volte richiesto, il 18, il 25 novembre e il 7 dicembre, sulla definizione di dettaglio degli incarichi e sulla loro pesatura in termini economici, così come ci richiedevano i lavoratori e le lavoratrici.

Impedire un confronto vero e approfondito su questo tema, fondamentale per i servizi ai cittadini, per l’organizzazione del lavoro e per le aspettative professionali – incalzano Cgil, Cisl e Uil – a nostro avviso, è un fatto estremamente grave che potrebbe avere ripercussioni negative sulle relazioni sindacali e sul clima lavorativo, lasciando inascoltate e non considerate le osservazioni e le problematiche del personale.

La Asl ha negato il confronto ai sindacati

Le buone relazioni sindacali sono inquadrabili nell’articolo 3, comma 4 del contratto collettivo e si sostanziano nell’istituto della partecipazione, finalizzata a instaurare forme costruttive di dialogo tra le parti, anche per decisioni di valenza generale delle aziende sanitarie, in materia organizzazione ed altro.

Sappiamo che l’Azienda poteva procedere autonomamente con l’approvazione, ma non possiamo accettare che si faccia in questo modo, dove la forma non corrisponde alla sostanza, senza il tempo materiale di valutare i documenti richiesti né di fornire le osservazioni: deliberare gli incarichi a ridosso di una importante festività nazionale senza aver uno “straccio” di incontro è un’ulteriore caduta di stile.

Ecco perché sono state mortificate le relazioni sindacali, che devono essere sempre perseguite, non solo quando fa comodo. Se è questo il metodo con cui la Asl Sudest vuole andate avanti, ne prendiamo atto. Non aver perseguito l’istituto della partecipazione, attivando un sano e franco confronto, vuol dire non aver ascoltato le organizzazioni sindacali di area vasta e non aver considerato, né riconosciuto il contributo dei tantissimi operatori sanitari e tecnici sanitari che  ogni giorno si prodigano per curare, assistere e sostenere i cittadini».

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