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Cerca di entrare con un totem in tribunale

L’uomo, a processo per resistenza a pubblico ufficiale, si è messo davanti al palazzo di giustizia: intervengono i carabinieri e il 118
L'uomo con il totem davanti al tribunale
L’uomo con il totem davanti all’ingresso del tribunale

GROSSETO. Per la seconda volta in pochi mesi, un uomo di origi uruguayane ha creato scompiglio in tribunale, dove questa mattina, martedì 28 settembre, si è presentato con un totem. Voleva portarlo dentro al palazzo di giustizia e per fermarlo è stato necessario l’intervento dei carabinieri, che dopo alcune decine di minuti sono riusciti a dissuaderlo.

Ora l’uomo è ricoverato all’ospedale di Grosseto, dove ha chiesto ai militari di essere portato, dopo aver accusato un malore di fronte all’ingresso del palazzo di giustizia. A prenderlo, è arrivata un’ambulanza del 118.

Erano da poco passate le 12 quando l’uruguayano, che si sarebbe dovuto presentare in aula di fronte al giudice Marco Bilisari per l’udienza del processo che lo vede imputato per resistenza a pubblico ufficiale, è arrivato in sella alla sua bicicletta. Aveva attaccato dietro alla due ruote un carrellino con il quale ha trasportato di fronte al tribunale un totem con alcune scritte incomprensibili. A parte le prime due righe, che riportavano il nome “Totò Riina”. Il resto era di difficile interpretazione.

I carabinieri con l'uomo davanti alla porta del tribunale
I carabinieri con l’uomo davanti alla porta del tribunale

L’avvocata Sara Montauti, che difende l’uomo, aveva chiesto l’affidamento dell’incarico allo psichiatra Romano Fabbrizzi, che avrebbe proprio dovuto stabilire se l’uomo sarebbe stato in grado di intendere e quindi se sarebbe dovuto essere o meno processato. Una richiesta, quella della legale dell’uomo, che era stata portata davanti al giudice anche a seguito degli episodi precedenti.

Il 24 giugno infatti, i carabinieri erano dovuti intervenire di nuovo in tribunale perché non voleva lasciare il quarto piano, quello dove ci sono le cancellerie penali, prima che gli fosse consegnato un documento. Documento che però, non era disponibile.

Per settimane, ogni giorno, aveva bussato alle porte delle cancelliere del tribunale. Dopo aver ricevuto una risposta negativa, però, se n’era sempre andato. Quel giorno invece aveva deciso che sarebbe rimasto su nel corridoio. Intervenne anche la presidente del tribunale, Laura Di Girolamo, alla quale l’uomo aveva chiesto anche i documenti. «Si identifichi», le aveva detto. Ripetendo la stessa richiesta anche ai carabinieri, che erano intervenuti per calmarlo e farlo uscire dall’ospedale.

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