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Bombole, pinne e giù in fondo al mare – IL VIDEO

Il turismo subacqueo è in crescita e l’indotto in Maremma è di primaria importanza. Il decano dei sub Luciano Forti: «Un’emozione unica che si rinnova sempre»

GROSSETO. Si sente soltanto il rumore del respiratore, in fondo al mare. E forse nemmeno quello. C’è un mondo di silenzio, di colori e luci, forme di vita che compaiono e scompaiono. E il mare di Maremma è uno dei più popolosi, uno dei più attrattivi per i turisti che scelgono dove andare in vacanza a seconda dei siti subacquei da visitare.

Luciano Forti, il decano dei sub

Chiunque abbia indossato muta e bombole sa chi sia Luciano Forti, il decano dei sub della Maremma. «Mia madre si chiamava Delfina – racconta – si vede che mi ha trasmesso la passione che mi accompagna da tutta la vita». Luciano ha fatto la prima immersione 45 anni fa e ancora oggi non ha avuto voglia di smettere. Quando si parla di subacquea, nemmeno le origini amiatine tradiscono Luciano Forti che nel 1989 ha fondato un club che si chiama appunto Circolo sub Amiata.

«A chi mi chiede perché un amiatino si immerga – dice – rispondo sempre che è lo stesso motivo per cui tanti grossetani vengono a sciare sull’Amiata. Battute a parte, io ho fatto la mia prima immersione nel 1976, ma ad Abbadia San Salvatore non avevo amici per condividere questa passione. Poi, insieme a un altro appassionato, abbiamo deciso di fondare il club e abbiamo chiamato un istruttore da Firenze che venisse a insegnare qua, dove avevamo una piscina bellissima».

Luciano Forti
Luciano Forti

Il resto della vita di Luciano Forti è poi trascorsa, per buona parte, a curiosare sui fondali di tutto il mondo e dal 2008, dopo anni di insegnamento ai sub, Forti è diventato uno dei maggiori trainer degli istruttori di subacquea d’Italia.

Un mondo da scoprire e preservare

Sono tanti e diversi i fondali che si susseguono sulla costa maremmana. Fondali sabbiosi, fondali rocciosi, ricchi di animali e piante sorprendenti. «Un ecosistema che deve essere tutelato – dice Forti – Il turismo subacqueo è una fetta importante dell’indotto economico della Maremma ma il mare ha bisogno di tutele particolari».

Ben vengano i controlli, quindi. «Purtroppo ci sono attività che a volte impattano – spiega l’istruttore sub – come certi abusi che vengono commessi ad esempio da chi pesca: quando recuperiamo le reti lasciate sui fondali, ci accorgiamo dei danni che sono stati fatti all’intero ecosistema».

Pesci, piante, alghe, microrganismi: il mondo della subacquea è un mondo che chiede enorme rispetto. Perché è un mondo vivo. E in Maremma, le possibilità di organizzare immersioni sono infinite, sia in estate che – con la giusta attrezzatura – anche in questo periodo.

I siti più apprezzati

Tolta l’isola d’Elba o l’isola di Capraia, la parte del leone nell’Arcipelago toscano lo fa la Maremma con le sue isole e i suoi isolotti. Tra le immersioni più belle da regalarsi ci sono:

  • Secca di Mezzo Canale: molto amata dai sub più esperti. È una secca al largo del Monte Argentario, situata tra le isole di Giannutri, Giglio e il promontorio dell’Argentario e regala scenari incredibili, con spugne, coralli gialli e rossi, cernie, ricci di mare e aragoste.
  • Scoglio del Corallo, nei pressi di Cala Piccola, al largo del Monte Argentario. Questo scoglio ospita una grande quantità di coralli rossi e grotte nascoste. A 25 metri sotto la superficie, si apre una parete rocciosa che pullula di anemoni gialli e gamberi, mentre a 30 metri più in basso c’è un sorprendente arco naturale, dove, spesso, ci si imbatte in dentici e ricciole.

    Un esemplare di stella gorgone fotografata da Forti
    Un esemplare di stella gorgone fotografata da Forti
  • Le Formiche di Grosseto: tre isolotti posti al largo del parco naturale della Maremma. La Secca di Zi Paolo, a nord dell’isolotto con il faro, si trova a quattro metri sotto la superficie ed è uno dei siti preferiti da Luciano Forti.  Il Formichino, dall’altra parte, custodisce un “corno” di corallo a 45 metri più in basso e i resti di un relitto di epoca romana.
  • Punta Secca: i sub esperti possono immergersi in profondità al largo dell’isola di Giannutri per nuotare accanto a barracuda, pesciolini e dentici. Ci sono crepe e grotte e ammirare spugne e aragoste.
  •  Il relitto del Nasim, è una nave mercantile lunga 65 metri che trasportava automobili affondata nel 1976. Solo i sub esperti possono immergersi in queste acque a causa della profondità compresa tra 48 e 60 metri.
  • Punta del Fenaio. La punta settentrionale dell’isola del Giglio offre sorprendenti scenari per le immersioni con vari tipi di corallo, gamberi e scorfani lungo il  fondale marino.

Per esperti e principianti

L’emozione di immergersi nel blu delle acque della Maremma è unica. E ancora oggi, a distanza di 45 anni, Luciano Forti continua a condividerla con gli appassionati.

Ma i corsi, negli anni, si sono differenziati, come spiega Laura Celi, responsabile del Centro immersioni Costa d’Argento. «Da anni offriamo immersioni negli splendidi fondali della costa dell’Argentario – racconta – accompagniamo i turisti a fare snorkeling e organizziamo corsi sub per ogni livello, ricreativo e tecnico, ma anche corsi di apnea e monopinna». Ognuno infatti, deve poter vivere il mare nella maniera in cui preferisce. 

Fondali meravigliosi, foto Luciano Forti
Fondali meravigliosi, foto Luciano Forti

Anche Celi, come Forti, sottolinea l’importanza della tutela ambientale, quando si parla dell’ecosistema marino. «Il problema del riciclo e delle microplastiche, l’abbandono di reti da pesca che intrappolano tutti quegli esemplari marini che non riescono a liberarsi andando incontro a morte certa e che provocano la desertificazione di alcune zone marine, dovuta alla scomparsa di vegetazione sono tra le cose che ci troviamo a combattere ogni giorno – spiega – così come la non selettività del metodo di pesca a strascico. Il mare è una grandissima ricchezza per la vita e deve essere tutelato».

L’estate appena trascorsa ha visto un aumento di turisti, anche all’Argentario e i diving della zona sono riusciti a soddisfare le richieste dei subacquei arrivati da ogni parte d’Europa.

Un aumento che non ha colto impreparato il fotografo e videomaker subacqueo Alessandro Tommasi che da sempre si occupa di turismo subacqueo, una risorsa ecocompatibile per favorire, agevolare e creare le migliori condizioni per lo sviluppo del territorio. Fondatore dell’Accademia Mare Ambiente – Tommasi è certo che questo tipo di turismo possa essere destagionalizzato.

«I turisti rimangono affascinati dalle Gorgonie gialle e rosse, le margherite di mare e le spugne che rivestono gli scogli – racconta –  Il punto più bello da visitare, è senza dubbio l’isolotto dell’Argentarola a Monte Argentario, individuato come il sito a più alta biodiversità della Toscana. Qui oltre alle tante specie ittiche è presente una cavità carsica con stalattiti e stalagmiti che si sono formati  durante le glaciazioni. Frequente l’incontro con scorfani e murene, è facile osservare polpi arroccati nelle loro tane, e, da alcuni anni, anche un branchino di barracuda mediterranei».

LogoLEGGI ANCHE: Underwater, così il mare del Giglio è al sicuro

 

 

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