Skip to content

Balneari, Guerrini: «Stiamo uniti». Sabbatini: «La politica ha fallito»

Il presidente dell’Associazione di Grosseto: «Ora dimentichiamo le sigle e lavoriamo insieme». Il titolare Ultima Spiaggia: «Evidenze pubbliche, procedura corretta»
Il bagno Moby Dick a Marina di Grosseto

GROSSETO. Sia chiaro, se l’aspettavano. Ma non pensavano di avere solo due anni per organizzarsi. E capire cosa accadrà nel 2024, quando tutte le concessioni demaniali andranno a gara, per effetto delle sentenze del Consiglio di Stato. Che, oltre alle concessioni balneari, va a toccare anche tutte le altre, ambulanti compresi.

Fra i balneari c’è chi predica pazienza, aspettando che gli avvocati decifrino a fondo le sentenze 17 e 18 del 2021, c’è chi è molto preoccupato, perché ha comprato il bagnetto l’anno scorso e certo non può ammortizzare la spesa in tre anni. Ma tutti dicono una cosa: serve unità per affrontare il problema, una compattezza che vada oltre alle sigle.

Il primo a sostenere che serve una linea comune è Simone Guerrini, titolare del bagno Moby Dick, uno degli stabilimenti più a nord di Marina di Grosseto e presidente dell’Associazione Balneari, nata nel 2010 fra i titolari e i gestori dei bagnetti del litorale del comune di Grosseto.

Simone Guerrini
Simone Guerrini

«La cosa che non mi torna è che i giudici si sostituiscano al potere legislativo dello Stato. Fra l’altro stabilendo i criteri. Non pensavamo che entrasse nel merito della 145 (la legge del 2018 che stabiliva la proroga delle concessioni al 2033, ndr). L’Unione europea dovrebbe rivedere tutto il contesto del libero mercato: non ci dimentichiamo che solo alcuni Stati si affacciano sul mare e l’Italia è l’unico ad avere una rete di stabilimenti così importanti. Neppure la Spagna li ha. Il problema è che, dal 2006, la politica ci ha tutelato poco, di qualunque colore sia o sia stata».

Ma ora come vi muovete? Molti hanno fatto investimenti importanti

«Prima di tutto c’è da capire cosa dice di preciso il Consiglio di Stato. Gli avvocati sono già al lavoro. E poi dobbiamo essere tutti uniti, serve una linea comune fra tutte le associazioni, per parlare chiaro alla politica. Probabilmente la sentenza andrà alla Corte europea, non è detto che sia finita qui. E comunque una riforma ce l’aspettavamo, però facciamola in modo chiaro. Sennò si bloccano gli investimenti. Qui c’è gente che ha comprato il bagno l’anno scorso, pensando di andare al 2033. Queste persone come saranno risarcite? Lo Stato prima fa una legge, poi la magistratura dice che non va bene. A quel punto faccio io causa allo Stato, perché ho un atto firmato, andato sul Burt regionale. Si entra in una situazione pazzesca».

Si blocca anche una parte di economia

«Gli stabilimenti balneari e il turismo costiero sono una fetta importantissima, assolutamente maggioritaria. Altra cosa, la mappatura. La devono fare dal 2016, ora si pensa di farla in sei mesi. L’ha fatta la Liguria e hanno visto che su 3200 concessioni, sono solo 1200 gli stabilimenti. Le altre sono per attività diverse. Comunque ora aspettiamo che gli avvocati ci spieghino per bene le sentenze del Consiglio di Stato, poi lavoriamo per tenere insieme tutte le sigle. Ora non contano i distintivi, contano gli obiettivi».

L’evidenza pubblica, percorso corretto

Adalberto Sabbatini è il responsabile dei balneari di Cna e uno dei titolari dell’Ultima Spiaggia, a Capalbio. La spiaggia dove tanti vip, e tanti politici romani, passano una bella fetta della loro estate. Ma avere i politici “a disposizione” così a lungo non è servito a ottenere che la legge quadro arrivasse in porto. Anzi.

Adalberto Sabbatini
Adalberto Sabbatini

«La politica è la prima responsabile, prima o poi doveva succedere. È dal 2009 che ci portano in giro con una legge quadro, promessa all’Europa, che non è stata mai fatta. Si va di proroghe continue, alla fine il Consiglio di Stato ci ha messo del suo, peraltro ignorando una legge dello Stato. Gli avvocati stanno leggendo bene le sentenze, vediamo. Fra l’altro il Consiglio di Stato dice che le proroghe non si possono dare e poi ne dà una fino al 2024. C’è qualcosa che non torna».

L'Ultima spiaggia a Capalbio
L’Ultima spiaggia a Capalbio

La politica doveva risolvere il problema prima

«Il Consiglio di stato gli ha tirato le orecchie e li ha messi con le spalle al muro. Ora la legge quadro la devono fare».

Qualche Comune, però, aveva trovato delle soluzioni

«La procedura che hanno fatto a Capalbio, Castiglione della Pescaia, Orbetello e Grosseto a mio avviso è corretta. Hanno applicato la legge 145 del 2018, ma hanno anche seguito le indicazioni dell’Europa, cioè hanno fatto l’evidenza pubblica. Quindi, prima di rinnovare le concessioni, sono state pubblicate per eventuali altri interessi. Ho parlato già con alcuni avvocati, che pensano che le nostre concessioni siano valide fino al 2033. Se verranno ritirate, faremo ricorso».

Lolini: «Un’ingiustizia. Noi della Lega ci opporremo fino all’ultimo»

«Una profonda ingiustizia nei confronti di chi, da decenni, ha dato un contributo importante allo sviluppo turistico dell’Italia, ma soprattutto il rischio di perdere tantissime aziende a conduzione familiare a favore dei grandi tour operator». È l’amaro commento dell’onorevole Mario Lolini, commissario della Lega Toscana, alla sentenza del Consiglio di Stato che obbligherà tutti i comuni italiani a mettere a bando le spiagge dopo il 2023.

«Molti comuni toscani, tra cui Grosseto che era stato un modello per molti altri di tutta Italia – afferma Lolini- avevano ben operato ed avevano prorogato le concessioni, così come previsto armonizzando la normativa europea a quella italiana, e come concordato a Bruxelles dall’ex Ministro Centinaio, fino al 2033. Purtroppo ancora una volta si è persa l’occasione di fare chiarezza sulla normativa e si va di nuovo a penalizzare i balneari locali in favore dei grandi gruppi, spesso stranieri, così come imposto dall’Europa con la Bolkestein. Noi della Lega ci opporremo in tutte le maniere».

Fratelli d’Italia, Rossi: «A rischio tantissime imprese a conduzione familiare»

«La sentenza del Consiglio di Stato, di fatto da l’ennesima mazzata ad un settore, come quello dei balneari, che da anni, se non decenni, è uno tra i motori trainanti dello sviluppo turistico, sono solo della nostra provincia e regione, ma di tutta l’Italia», è quanto afferma Fabrizio Rossi, coordinatore regionale toscano Fdi, dopo la sentenza del Consiglio di Stato che costringerà i nostri comuni italiani a emettere bandi per la concessione delle spiagge dopo il 2023.

«Tantissimi comuni in Toscana, tra i quali anche quello di Grosseto, avevano ben operato, provvedendo alla proroga delle concessioni governative, adesso con questa sentenza, un intero settore ritorna nell’incertezza e nel più grave disagio. Ancora una volta vengono penalizzati i nostri balneari, e questo l’Italia non se lo può permettere. Noi di Fratelli d’Italia combatteremo in tutte le sedi opportune per difendere l’intera categoria», conclude Fabrizio Rossi.


Sempre informato con Maremma Oggi – Iscriviti ai canali Telegram e YouTube

Vuoi ricevere la nostra newsletter con le notizie principali? Clicca qui e iscriviti

Condividi su

Share on whatsapp
Share on facebook
Share on telegram
Share on email
Share on linkedin
Share on twitter

Articoli correlati