Storico Grosseto: dopo 45 anni sbanca Siena (3-1)

SIENA-GROSSETO 1-3

SIENA: Lanni; Mora (dal 28’ s.t. Marcellussi), Terzi, Terigi, Favalli (dal 38’ s.t. Meli); Pezzella, Cardoselli (dal 28’ s.t. Guberti) Pezzella, Bianchi (dal 28’ s.t. Acquadro); Montiel (dal 38’ s.t. Caccavallo), Karllson, Disanto. A disp. Mataloni, Farcas, Conson, Caccavallo, Milesi, Bani, Marocco, Meli, Peresin. All. Massimiliano Maddaloni.

GROSSETO: Barosi; Siniega, Ciolli, Salvi; Raimo, Serena (dal 43’ s.t. Artioli), Vrdoljak (dal 21’ s.t. Cretella), Piccoli (dal 15’ s.t. Fratini), Semeraro; Moscati (dal 43’ s.t. Scaffidi), Arras (dal 21’ s.t. Boccardi). A disp. Fallani, De Silvestro, Tiberi, Ghisolfi. All. Lamberto Magrini

ARBITRO: Scatena di Avezzano (assistenti Carrelli di Campobasso, Catani di Fermo; 4° uomo Rinaldi di Bassano del Grappa).

RETI: nel s.t. al 3’ Terzi, 7’ Salvi, 31’ Moscati, 50′ Artioli.

NOTE: ammoniti Favalli, Moscati, Lanni, Piccoli, Marcellussi; angoli 9-4 (p.t. 7-1), rec. 1’+ 5’.

SIENA. Storica vittoria del Grosseto sul campo del Siena (3-1). I biancorossi di Lamberto Magrini, che hanno cambiato pelle rispetto alle ultime uscite, hanno superato in rimonta i bianconeri senesi espugnando il “Franchi” dopo 44 lunghi anni. Un successo, che mancava da 44 anni, che premia il coraggio di Ciolli e compagni che sono stati capaci di reagire dopo una rete locale ad inizio di ripresa. Salvi e Moscati hanno però regalato tre punti che potrebbero dare l’attesa svolta alla stagione e cancellare con un colpo di spugna il momento difficile.

Foto Noemy Lettieri – Us Grosseto

Un’affermazione maturata grazie alle due reti nel secondo tempo, ma anche al grande lavoro fatto per tutta la gara dai centrocampisti e dei difensori, che hanno alzato un muro nel finale di gara, facendo esplodere di gioia i trecento sostenitori grossetani, prima del tris di Artioli con un contropiede straordinario.

Biancorossi a testa alta

Il Grosseto, allo stadio Franchi, ha iniziato bene, creando un paio di occasioni nei primi cinque minuti, con il passare dei minuti però, la formazione senese ha preso in mano il pallino del gioco, spesso schiacciando i biancorossi nella propria metà campo, anche se la più ghiotta occasione dei locali è andata a sbattere sulla traversa. Nella prima frazione la difesa ha fatto buona guardia, mentre la squadra è riuscita a ripartire solo un paio di volte, andando al tiro con Arras, ma il guardalinee aveva già segnalato la posizione di fuorigioco. Nel secondo tempo il Siena ha colpito subito i biancorossi, ma è stata straordinaria la reazione del Grifone, che ha pareggiato i conti con la prima rete da professionista del centrale Salvi e ha addirittura confezionato il blitz con un micidiale contropiede concluso da Moscati.

Il Grosseto, come detto, ha iniziato con un ottimo approccio, portandosi subito davanti alla porta dell’ex Lanni. Al 5’ il tiro di Arras, che si trova dai piedi una palla rimpallata dalla difesa, trova attento Lanni, che respinge in tuffo. Al 9’ prima occasione per il Siena: Pezzella porta avanti la palla, la serve a Montiel che tira di poco fuori. Il Siena cresce e al 18’ mette i brividi ai tifosi biancorossi con un missile di sinistro dal limite dell’area di Alessandro Favalli che va a sbattere sulla traversa, con Barosi battuto. Al 20’ un corner di Disanto costringe il portiere biancorosso a deviare con i pugni. Al 21’ il cross dalla destra di Montiel trova la testa di Disanto che mette a lato. Al 24’ Pezzella recupera palla, entra in area ma perde l’attimo per tirare. Al 26’ Disanto mette in mezzo, ma Ciolli anticipa Montiel; sugli sviluppi dell’angolo il tentativo di Terigi viene deviato da Barosi. Alla mezzora tentativo di Montiel, che diventa pericoloso dopo una deviazione della difesa.

La ripresa si apre con una prodezza di Davide Barosi che al 1’ respinge a braccia distese il tiro del follonichese Tommaso Bianchi. Il gol del Siena è però è nell’aria e arriva subito dopo sul colpo di testa di Terzi che raccoglie una punizione dalla destra.

Il Grosseto al 7’ trova subito il pareggio con Matteo Salvi, che incorna uno splendido angolo di Mario Vrdoljak, anticipando Lanni. Il Siena subisce il contraccolpo psicologico, ma al 14’ Montiel prova a colpire con un tiro a giro. La gara rimane in equilibrio con il Siena che non trova spazi nell’organizzatissima difesa maremmana.

Foto Noemy Lettieri- Us Grosseto

Al 30’ la punizione del neoentrato Boccardi supera la difesa ed esce di poco alla sinistra di Lanni. Passa un minuto e il Grosseto colpisce in contropiede: Boccardi spizza una palla arrivata dalla sinistra e la serve a Moscati che aggancia e mette in rete. Al 46’ ci prova Caccavallo ma viene murato dalla difesa. Federico Artioli al 50’ ha messo la parola fine al match con un contropiede al bacio, aperto da Boccardi, proseguito da Semeraro e chiuso con Artioli.

Chiude Spergolaia. Nuovo centro vaccinale a Braccagni

L'ingresso del centro fiere al Maddonino

GROSSETO. La Asl chiude l’hub vaccinale di Spergolaia, a Rispescia, e dal 3 dicembre apre al centro fiere del Madonnino, a Braccagni, gestito da Grossetofiere Che peraltro era tra le strutture papabili fin dall’inizio delle vaccinazioni di massa, lo scorso gennaio. Dunque si cambia, ma si riapre anche sul territorio, come a Manciano per l’area Colline dell’Albegna, dal 7 dicembre, e riparte anche il camper, che domenica 28 sarà a Sticciano e a Roccastrada.

Il centro vaccinale di Spergolaia, intanto, chiude da mercoledì 1 dicembre. «Coloro che hanno già prenotato per fare il vaccino nella vecchia sede dopo il 2 dicembre – spiega una nota della Asl – saranno informati con un sms del cambio di destinazione.

La nuova struttura resterà a disposizione dell’azienda sanitaria fino a marzo e al suo interno saranno inizialmente operative 8 linee vaccinali, che potranno variare secondo le necessità dettate dell’emergenza pandemica. L’hub sarà aperto tutti i giorni in base alla programmazione aziendale».

Il Cinemaniaco – Maradona e la mano di Dio

Una scena del film

GROSSETO. «È stata la mano di Dio», è più che un film che s’intreccia con la vita di Diego Armando Maradona, uno degli dei del calcio moderno: è il racconto di quanto è successo davvero a Polo Sorrentino, il regista napoletano premio Oscar per la “Grande bellezza”, cresciuto anche attraverso le giocate del Pibe de Oro, quando era al suo massimo del culmine sportivo e popolare.

La trama

Sorrentino infatti, ripercorre la sua adolescenza con gli occhi di un ragazzo, il diciassettenne Fabietto Schisa (Filippo Scotti, vincitore del premio Marcello Mastroianni per questa sua interpretazione): nella Napoli degli anni Ottanta il giovane, goffo e indeciso su come trovare un posto nel mondo, si rifugia nella propria famiglia vivace e colorata, fino a che un’improvvisa tragedia non gli porta via la madre. Ecco allora che tutto cambia e Fabietto sembra perdere ogni possibilità al mondo, finché in città non arriva un idolo destinato a riempire tutti i cuori di orgoglio, sogni e fantasia: nel 1984 il Napoli calcio del presidente Ferlaino con un blitz costato svariati miliardi, acquista dal Barcellona il talentuoso Maradona. Proprio in quell’estate cruciale il giovane protagonista lotta con la natura del destino, la confusione della perdita e l’inebriante libertà di essere vivi.

E nel 1987 per assistere a una partita di calcio del Napoli e vedere in azione Maradona, Sorrentino va in Toscana a seguire il match, mentre i suoi genitori restano a casa dove, quella stessa notte, una perdita di monossido di carbonio li uccide entrambi, lasciandolo orfano a diciassette anni. E qui la scena più forte di tutto il film: la corsa di Fabietto insieme al fratello (Marlon Joubert) all’ospedale per scoprire, dopo un lungo imbarazzo dei medici, che entrambi i genitori (Toni Servillo e Teresa Saponangelo) sono morti.

La vita prima della tragedia

Prima della tragedia la felliniana famiglia del regista dà il meglio di sé: l’amatissimo padre è un uomo pieno di spirito ed è sempre presente (ma, si scoprirà, ha una storica collega come amante), la madre è una donna che ama fare gli scherzi, il fratello è invece un aspirante attore e, infine, c’è una sorella, Daniela, sempre chiusa in bagno. E ancora, la zia Patrizia (Luisa Ranieri) bellissima, sexy ed esibizionista, sposata con il legittimamente geloso Franco (Massimiliano Gallo), l’anziana Baronessa Focale vicina di casa (Betti Pedrazzi), l’amico contrabbandiere e tanti altri personaggi. Cosa accade nelle oltre due ore del film? Tra realtà e finzione, di tutto. Si parte da splendide sequenze di Napoli dal mare, c’è un inseguimento tra finanzieri e contrabbandieri nel golfo, un San Gennaro in una Rolls Royce d’epoca, un Munaciello (spiritello leggendario del folclore napoletano) in carne e ossa, Federico Fellini (solo in voce) alle prese con dei provini, lui in vespa con entrambi i genitori sul sellino (impossibile non pensare a Nanni Moretti), il suo incontro con Antonio Capuano che, senza nessuna grazia, gli dà indicazioni rispetto alla sua confusa volontà di fare il regista.

La locandina del film
La locandina del film

Per la prima volta Sorrentino mette in campo un film compiutamente personale e decisamente autobiografico. La sua è una riflessione non solo sull’amore e sulla perdita, ma anche sulla potenza vitale del desiderio, sui confini tra tragedia e commedia, assurdità e bellezza, e soprattutto sulla meraviglia di raccontare una vita, anche se “la vita è scadente”. In un film sicuramente molto bello, ma del tutto inedito nella produzione del regista napoletano, sono di scena più emozioni che estetica. Sorrentino questa volta non guarda, ma si fa guardare. E questo senza il narcisismo morettiano, ma nella sua umanità, senza nascondere nessuna fragilità. Infine, cosa animava Sorrentino giovane nel voler fare il regista? La stessa visione che aveva spinto Fellini, ovvero il fatto che «la realtà è scadente».

È  stata la mano di Dio (Ita 2021, 130 minuti).  Regia di Paolo Sorrentino, casa di produzione The Apartment, Fremantle, distribuzione in italiano Netflix, Lucky Red, costumi Mariano Tufano, direttore artistico Saverio Sammali. Cast: Toni Servillo, Filippo Scotti, Teresa Saponangelo, Marlon Joubert, Luisa Ranieri.

Salgono i casi di Covid e ospedale ancora pieno

Immagine di coronavirus al microscopio

GROSSETO. Oggi, 27 novembre, il report della Asl segnala 48 nuovi positivi, in provincia di Grosseto, secondo un andamento in salita, ora più lento, ma inesorabile. Ieri i casi erano 47, ma l’aspetto più preoccupante restano i numeri dei ricoveri, ancora fermi sul massimo dei posti letto disponibili: 31, su 32 in malattie infettive, 8 su 8 in terapia intensiva.

L’andamento della settimana, peraltro indica in salita il numero dei nuovi casi su 100mila abitanti, 156 in Maremma, contro la media regionale di 87 e nazionale di 131, calcolati nella settimana 20-27 novembre.

I positivi in carico alla Asl sono saliti di 30 unità, a 773, dei quali 721 in isolamento domiciliare. Sono, invece, in calo i contatti stretti in quarantena, che passano a 1.573

Per quanto riguarda la distribuzione geografica dei positivi, 17 sono nel comune di Grosseto, 5 a Santa Fiora, 4 a Follonica, Arcidosso e Orbetello, 3 a Manciano, 2 a  Castel del Piano, Monte Argentario e Roccastrada, 1 a Capalbio, Castell’Azzara, Magliano in Toscana, Seggiano e Semproniano.

 

 

 

Investito da un’auto alle Marze, gravissimo

La strada delle Collacchie

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA: È stato investito da un’auto mentre era in sella alla sua bici sulla strada delle Collacchie, all’altezza delle Marze. Un uomo di 74 anni residente a Roccalbegna è stato soccorso e portato con Pegaso alle Scotte di Siena, le sue condizioni sono molto gravi. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri per i rilievi.

Al volante dell’auto c’era una donna di Castiglione della Pescaia, che stava tornando a casa: la donna, che ha 51 anni, è risultata negativa all’alcoltest.

La solitudine degli hikikomori debutta su RaiPlay

Cecilia Dazzi nel cortometraggio

GROSSETO. Arriva su RaiPlay il cortometraggio “Ho tutto il tempo che vuoi” di Francesco Falaschi, la pellicola realizzata nell’ambito della collaborazione tra la Scuola di cinema e il Coeso Società della Salute di Grosseto. Dal 27 novembre sarà possibile vedere sulla piattaforma streaming, in occasione proprio della Giornata nazionale sulle dipendenze e cyberbullismo, l’ultima fatica del regista grossetano dedicata al fenomeno dell’hikikomori, il termine giapponese che indica chi ha scelto di ritirarsi dalla vita sociale, giungendo a livelli estremi di isolamento, con abbandono della scuola nella fascia 15-19 anni.

Un fenomeno che colpisce i più giovani

«L’obiettivo del cortometraggio – ha spiegato Fabrizio Boldrini, direttore del Coeso SdS – è quello di far luce, tramite un sistema comunicativo alternativo e facilmente accessibile, su un fenomeno complesso che colpisce più di 100mila ragazzi del nostro Paese. Purtroppo, in ragione dei lockdown imposti per contrastare e la pandemia da Covid-19, il fatto ha registrato un’impennata sensibile dei casi, raggiungendo fino ad un milione di giovani, con un’età compresa tra i 14 e i 30 anni, che oggi si trovano in una condizione di dipendenza digitale e di ritiro sociale».

Le riprese del cortometraggio, prodotto dall’Associazione culturale Storie di cinema, in collaborazione con Rai Cinema, sono avvenute nel febbraio 2020 e raccontano la storia e l’intenso rapporto tra un’educatrice, interpretata da Cecilia Dazzi (La porta rossa, Habemus papam), e dall’attore Luigi Fedele (Io ti cercherò, Quanto basta) nel ruolo di un diciassettenne isolato dal mondo. La regia, a cura di Francesco Falaschi, si è sviluppata attraverso un workshop con gli allievi della Scuola di cinema di Grosseto, mentre la sceneggiatura, a firma di Alessio Brizzi e dello stesso Falaschi, è stata scritta all’interno dell’esperienza laboratoriale dei corsisti della stessa Scuola di cinema.

«Questo lavoro si aggiunge ad altri realizzati insieme alla Scuola di cinema  – ricorda Fabrizio Boldrini –  Abbiamo affrontato il tema degli stili di vita e realizzato una web serie “Aiutanti di Mestiere” dedicata al lavoro dell’assistente sociale. Crediamo che lavorare attraverso le immagini e la cinematografia sia un modo innovativo e immediato per trattare i temi e le problematiche dei giovani: per arrivare a loro è fondamentale utilizzare i loro linguaggi e i loro canali, per dare aprire prospettive capaci di trattare argomenti complessi e dare suggerimenti a chi vive una condizione di difficoltà».

Rai Pubblica Utilità renderà, inoltre, accessibile il cortometraggio attraverso l’audiodescrizione per i non vedenti ed i sottotitoli per i non udenti.

 

 

 

Il FolGav a Cannara per i tre punti

Il FolGav in campo

GAVORRANO. Per rimanere nei piani alti della classifica il FolGav deve tornare alla vittoria anche in campionato. Mercoledì il successo contro il Seravezza Pozzi nei sedicesimi di Coppa Italia che ha proiettato i minerari ad uno storico approdo agli ottavi, la prossima sfida è in programma mercoledì 5 gennaio 2022 a Prato, ha galvanizzato l’ambiente biancorossoblù, anche se il direttore generale Filippo Vetrini aveva chiosato che la Coppa è importante, ma lo è di più il campionato, e che in caso avrebbe preferito vincere allo Spoletini di Cannara rispetto magari proprio al torneo che assegna la coccarda tricolore di serie D.

In Umbria senza Coccia, in forse Tascini

Punti di vista, perché questo FolGav targato Marco Bonura sembra davvero essere un bel gruppo, capace di sopperire anche alle varie assenze. A Cannara per esempio non sarà sicuramente del match Lorenzo Coccia: l’esterno arrivato a campionato praticamente iniziato dopo la rinuncia del Siena al suo acquisto, dopo l’espulsione rimediata domenica scorsa contro il Poggibonsi per doppio cartellino giallo è stato squalificato per un turno dal Giudice sportivo. E poi ci sono dubbi sulla presenza del centravanti Alessandro Tascini, fermo ormai da qualche settimana; senza dimenticarsi che il giovane esterno Alain Fremura è appena rientrato proprio in Coppa dopo l’operazione allo scafoide e la sua tenuta non può essere al 100%.

Da valutare poi Giulio Grifoni: l’ala a tutto campo, ormai relegato sulla linea difensiva, è andato in tribuna sempre in Coppa e non è detto che possa recuperare. Della partita invece potrebbe finalmente essere il mediano Fabrizio Lo Sicco, ben sostituito dal giovane Tommaso Del Rosso. In attacco dubbi anche su Manuele Giustarini, autore dell’1-0 che ha spianata la strada contro il Seravezza Pozzi, ma poi uscito alla mezz’ora per un fastidio al pube.

Mister Bonura ha comunque tante valide alternative. Il Cannara di mister Ezio Brevi invece naviga nei bassifondi della classifica e ha bisogno di punti ad ogni costo. I precedenti raccontano che contro gli Umbri i maremmani negli ultimi anni vantano 3 vittorie, due nello scorso campionato e 3 pareggi.
Arbitro di Cannara-FollonicaGavorrano è stato designato Davide Gandino di Alessandria con gli assistenti Bruno Galigani di Sondrio e Ivan Alexandrovic Denisov di Bari.

La classifica del girone E: 23 San Donato Tavarnelle, 19 FollonicaGavorrano, 18 Arezzo e Poggibonsi, 16 Lornano Badesse e Pianese, 15 Scandicci e Montespaccato, 14 Sc Trestina e Tiferno Lerchi, 12 FlaminiaCivitacastellana e Sangiovannese, 11 Rieti, 9 Foligno, 8 Cannara e Pro Livorno Sorgenti, 7 Cascina, 6 UniPomezia.

11° giornata: Cannara-FollonicaGavorrano, FlaminiaCivitacastellana-Montespaccato, Lornano Badesse-Rieti, Pianese-Sangiovannese, Poggibonsi-Arezzo, Pro Livorno Sorgenti-San Donato Tavarnelle, Scandicci-Foligno, Tiferno Lerchi-Cascina, UniPomezia-Sporting Club Trestina. Marcatori: 11 Russo (San Donato Tavarnelle), 9 Marcheggiani (Rieti), 7 Strambelli (Arezzo), Marzierli (San Donato Tavarnelle).

 

 

Parrucchino, raccomandato: offese animaliste a Sammuri

GROSSETO. In tutte le discussioni, anche accese, ognuno ha la propria posizione. Ma si può parlare in tanti modi e, soprattutto, si possono portare avanti le proprie convinzioni in modo più o meno civile. Poi ci sono situazioni in cui portatori verità assolute, arrivano anche all’offesa personale per cercare di far valere le proprie convinzioni.

È quanto è successo in questi giorni a Giampiero Sammuri, presidente del Parco dell’Arcipelago, e presidente nazionale di Federparchi, per la questione mufloni al Giglio. Sono almeno 20 anni che al Giglio, per tutelare la biodiversità, sulla base di dettami scientifici e progetti europei, i mufloni vengono eradicati. Che è una parola strana per dire che vengono abbattuti. Sono 97 i capi uccisi negli ultimi anni.

Succede in tutti i parchi, dove una specie diventa predominante a danno delle altre. A San Rossore, per esempio, sono stati abbattuti 1300 daini. I cinghiali vengono abbattuti in tutti i parchi che hanno una parte del territorio in collina o in montagna. Lo stesso i mufloni.

Quest’anno l’eradicazione dei mufloni al Giglio, che sono una specie cacciabile, in Toscana ne vengono abbattuti quasi 500 all’anno, è diventato un caso nazionale. Sarà che siamo su un’isola, certo è che il caso è centrale. Sull’isola è arrivata anche Striscia la Notizia.

E lui, presidente del Parco, è il bersaglio degli animalisti più radicali. Attenzione, non tutti. Tante associazioni con il Parco hanno un dialogo costante. Ma qualcuno è andato oltre, con offese personali. Si va dal “parrucchino” al raccomandato, solo per dire le meno pesanti. Tanto che lo stesso Sammuri si è sfogato su Facebook.

«In questi giorni ho provato quello che probabilmente provano i virologi che dicono che bisogna vaccinarsi e sono costantemente insultati dai no-vax. A me è toccato con alcuni animalisti per la questione mufloni all’isola del Giglio. Non sono stati tantissimi, diciamo una dozzina, ma si sono infilati nel mio profilo facebook facendomi oggetto di insulti, anche pesanti. Con alcuni ho cercato anche di dialogare, con risultati modesti. Non fa molto piacere ma alcuni che ho fotografato hanno anche degli aspetti divertenti, come quello che mi dice che porterei un parrucchino biondo, quello che sono un incompetente e dovrei fare in giro in natura (e magari l’unico animale che conosce è il suo cane), che sono diventato presidente per qualche raccomandazione, che dovrei proteggere flora e fauna (come se avessi fatto qualche altra cosa in tutta la mia vita), che sono pagato dai cittadini (se sapesse che il presidente di parco lo faccio gratis…..). Ma si, ridiamoci su!»

IL VIDEO CON IL… PARRUCCHINO


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Violenza sulle donne: 20 arrestati, 150 denunciati

La caserma dei carabinieri arancio

GROSSETO. Orange the world, si chiama così la campagna promossa a livello internazionale dalle Nazioni Unite, per perseguire l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile, attraverso la lotta contro ogni forma di discriminazione e violenza contro le donne.

Come ogni anno, nel periodo che va dal 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza, al 10 dicembre, giornata internazionale per i diritti umani e “Soroptimist Day”, va in scena l’iniziativa di sensibilizzazione, portata avanti proprio dal Soroptimist International, a cui l’Arma di Grosseto aderisce colorando di arancione la facciata della caserma “Canzanelli”, sede del Comando provinciale carabinieri.

Un luogo sicuro per le donne

Il quartier generale dell’Arma della Maremma si tinge di arancione, per ricordare in modo simbolico che in caserma, tra i carabinieri, ogni vittima di violenza e discriminazione, specie se basata su motivi di genere, potrà sempre contare su un luogo sicuro. Un luogo appunto, messo a disposizione all’interno della sede Arma, e realizzato grazie al contributo del Soroptimist Club di Grosseto, chiamato “stanza tutta per sé”.

È lì infatti che la donna che si rivolge ai carabinieri viene fatta accomodare, e dove può incontrare personale specializzato, dotato di formazione specifica ed esperienza nel settore del contrasto della violenza di genere, a cui può con tutta calma e serenità esporre la sua problematica, trovando nei militari dell’Arma, donne e uomini, una empatica competenza ed un concreto aiuto per risolvere situazioni complicate ed urgenti. I carabinieri infatti, oltre ad occuparsi del caso che viene loro esposto, possono, come di solito fanno, essere un tramite tra la persona in difficoltà e le altre istituzioni che costituiscono la rete di supporto alle donne: ospedale, avvocati, amministrazione comunale, case protette, strutture di supporto, mondo del volontariato ecc.

È infatti questo il grande valore aggiunto, che nella “stanza tutta per sé” può trovare una sintesi : una rete istituzionale che si mette, da subito, a disposizione di chi ne ha bisogno.

I numeri del dramma

La concretezza dell’impegno dell’Arma, in tutta la provincia, si evince dalla rapida analisi dei soli numeri: nei primi dieci mesi dell’anno, i carabinieri hanno proceduto in oltre 150 casi riconducibili a violenza di genere e domestica, le cui vittime risultano essere donne, minori ma anche uomini: sono infatti, rispettivamente, circa 130, 15 e 30. Importanti anche i risultati dell’attività dell’Arma, con circa 20 persone arrestate e circa 150 denunciati.

Il Soroptimist Club, grazie al protocollo d’intesa firmato con l’Arma dei carabinieri e quello con il Ministero dell’Interno e la polizia di Stato, può contare oggi su 193 “Stanze” realizzate dai club in caserme e questure su tutto il territorio nazionale; un progetto concreto che ha dato voce, ha aiutato tante donne a farsi coraggio, a denunciare soprusi e maltrattamenti, accolte in luoghi adatti per essere sostenute e protette nel percorso di allontanamento da situazioni che mettono a rischio la loro vita e quella dei loro figli.

 

Muore a 56 anni dirigente della polizia stradale

Nicola Manzari

GROSSETO. Nicola Manzari aveva appena 56 anni ed era stato dirigente alla sezione di polizia stradale di Grosseto. Un dirigente molto amato dagli agenti della sezione, con i quali aveva mantenuto ottimi rapporti anche quando aveva lasciato Grosseto. È morto ieri, venerdì 26 novembre, a Martina Franca, in provincia di Taranto.

Lutto in questura

Manzari, dopo la laurea in giurisprudenza, era entrato in Polizia nel 2000 con la qualifica di vice commissario. La sua prima sede è stata la Scuola allievi agenti di Vicenza dove è stato comandante di nucleo, nonché docente di Procedura, diritto penale e leggi di polizia.

Successivamente, dal 2003 al 2007 ha diretto il Centro operativo autostradale di Firenze, gestendo le varie emergenze che caratterizzano il delicatissimo tronco autostradale che va da Sasso Marconi sino a confine con il Lazio.

Nicola Manzari
Nicola Manzari

Dal 2007 al 2016 Manzari ha diretto la sezione di Polizia stradale di Grosseto distinguendosi per la gestione ed il coordinamento delle calamità sul territorio a seguito di alluvioni: nel 2012, fu uno dei primi ad arrivare ad Albinia garantendo, insieme ai suoi uomini, il trasporto di beni di prima necessità e facendo confluire tutte le pattuglie disponibili, provenienti da tutta la Toscana. Nel 2008 coordinò l’indagine “Pandora”, partecipando in prima persona alle perquisizioni dirette dal pm Stefano Pizza. Lascia la Moglie Loredana e i due figli Francesco e Carlo.

Gli uomini e le donne  della stradale di Grosseto, insieme al dirigente Antonio Gaetani si stringono al dolore della famiglia, ricordando le doti umane di Nicola, innamorato delle moto e della musica che, nel poco tempo libero, portava avanti con amici.