GROSSETO. A Grosseto arriva l’82esimo vescovo domenica 30 marzo. Tutta la città si prepara ad accogliere il prelato Bernardino: il centro storico è imbandierato per accoglierlo e la cerimonia ha inizio alle 14 alla parrocchia di Roselle. Il vescovo riceverà il saluto della comunità parrocchiale, erede delle radici cristiane della nostra terra.
Proprio la chiesa di Roselle è stata, dal V secolo dopo Cristo e fino al 9 aprile 1138, la prima sede episcopale, prima che fosse spostata a Grosseto, che da “castrum” divenne “civitas”. La cattedrale di San Lorenzo aprirà il 30 marzo alle 14.30 e al mattino sarà celebrata solo la messa delle 9.30 ed è sospesa quella delle 11, così come in tutte le parrocchie della Diocesi sono sospese le messe della domenica pomeriggio.
Ecco tutte le tappe del nuovo vescovo
Dopo Roselle il vescovo Bernardino va a salutare i vertici aziendali e sanitari dell’ospedale della Misericordia ed è in programma una visita nel reparto di Pediatria intorno alle 14.20. Dopodiché lo aspettano nella casa circondariale di via Saffi per un incontro con i detenuti.
Poi alle 15.15 il vescovo è atteso a porta Corsica e ad aspettarlo ci sono famiglie provenienti da numerose parrocchie della Diocesi e i canonici del capitolo della cattedrale. Ad accoglierlo c’è anche la Filarmonica città di Grosseto, che suonerà le sue note durante il tragitto a piedi verso piazza Duomo. Alle 15.30 è in programma il saluto con le istituzioni civili e militari e con le persone difronte alla cattedrale. Il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, il presidente della Provincia Francesco Limatola e la prefetta Paola Berardino parleranno.
Poi c’è in programma la celebrazione di inizio del ministero episcopale di monsignore Giordano. Infatti, il vescovo sulla soglia d’ingresso della cattedrale, bacerà il crocifisso, benedirà i presenti e in processione raggiungerà la cappella del Crocifisso, per un breve momento di preghiera.
Alle 16 inizia la messa, con la processione esterna e il canto delle litanie, e, infine c’è l’ingresso in cattedrale. Fra quelle mura i presuli accoglieranno il vescovo e fra di loro c’è il 96enne cardinale albanese Ernest Simoni. Il prete che dal 1963 al 1981 fu imprigionato dal regime comunista e sottoposto a lavori forzati e che fu costretto a lavorare nelle fogne di Scutari. L’uomo esercitò per tutto quel tempo il suo ministero di prete in modo clandestino.
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