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Alla Santa famiglia l’ultimo saluto a Gigi

Un via vai continuo alla camera ardente all’obitorio per rendere omaggio a un fuoriclasse in campo e dietro al bancone del bar. Il cordoglio di Ascom
Luigi Ambrosio
Luigi Ambrosio in una delle tante belle foto pubblicate sul suo profilo di Facebook

GROSSETO. Si svolgeranno domani, sabato 18 settembre, alle 15 alla chiesa della Santa famiglia in via Inghilterra, i funerali di Luigi Ambrosio. Da questa mattina, da quando è stata aperta la camera ardente all’obitorio del Misericordia, dove il quarantunenne è morto nel reparto di Cure palliative dell’ospedale,  il via vai è stato continuo. Tutta la città si è fermata per rendere omaggio a un fuoriclasse. 

Il bar Ricasoli, il regno che Luigi Ambrosio ha lasciato dopo aver saputo che avrebbe dovuto concentrare tutte le sue forze per combattere la terribile malattia che gli era stata diagnosticata lo scorso luglio, è rimasto chiuso. Sulla saracinesca abbassata sono stati messi alcuni mazzi di fiori e un cartello scritto a pennarello: «Ciao Gigi».

I fiori davanti al Bar Ricasoli
I fiori davanti al Bar Ricasoli

È il saluto corale di una città intera che ha perso uno dei suoi figli migliori: barman incredibile, grandissimo conoscitore di musica, appassionato di fotografia, calciatore imbattibile. Alla camera ardente allestita all’obitorio dell’ospedale di Grosseto, è un continuo via vai di gente. Il viso è nascosto dalla mascherina, ma gli occhi rossi di pianto rivelano il dolore per una perdita incolmabile.

Accanto alla bara, il padre Pasquale, seduto su una sedia, non riesce a parlare. Accetta una carezza di sfuggita e continua a guardare quel figlio addormentato per sempre. Inaccettabile sopravvivere a chi si è dato la vita. Si legge nello sguardo perso di Pasquale, negli occhi gonfi di pianto della madre Elena, che si stringe alla figlia. Michela e Luigi erano inseparabili, si erano tatuati sul braccio le relative date di nascita, insieme a quella della primogenita di lei, entrambi orgogliosissimi di quel tatuaggio.

Gigi ha in testa la sua inseparabile coppola, indossa i suoi buffi pantaloni rossi, la camicia bianca a pois neri e una giacca. In mano un rosario e quella che sembra la lettera della figlia. Sulle gambe la maglia amaranto numero 11 con il nome Ambrosio. Un’amica mette un pacchetto di Marlboro rosse e un accendino nel taschino ed esce singhiozzando. Gigi dorme, vogliamo pensarlo così. Fuori c’è così tanta gente che ci sono auto in fila fino al cancello dell’ingresso secondario dell’ospedale. Giovani e meno giovani, persone di tutte le età che si guardano sconsolate, incredule, in silenzio. La morte a 41 anni è inaccettabile.

Anche Confcommercio Grosseto esprime cordoglio per la scomparsa di Luigi Ambrosio. «È un dolore immenso quello che stiamo provando. Abbiamo perso più che un associato, un amico – dicono dall’Ascom Confcommercio di Grosseto – Gigi era infatti conosciuto ed apprezzato da tutti noi e possiamo affermare che ha lasciato il segno anche nell’imprenditoria cittadina. In particolare con il Caffè Ricasoli ha dato un tocco di classe in più, con il suo stile, al nostro centro storico. Luigi Ambrosio inoltre ha sempre partecipato attivamente alle iniziative di rilancio e rivitalizzazione del centro storico, dalle Notti Bianche ai Giovedì, organizzando appuntamenti musicali e culturali sempre molto interessanti ed apprezzati. Questo crediamo che sia lo spirito giusto per fare imprenditoria oggi. Ci stringiamo alla sua famiglia, alla quale vanno le nostre più sentite condoglianze per la grave perdita».

 

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