Non può cambiare nome alla civica. E D'Ambra va in Procura | MaremmaOggi Skip to content

Non può cambiare nome alla civica. E D’Ambra va in Procura

Durante la seduta del consiglio comunale di questo pomeriggio, giovedì 27 febbraio, il consigliere D’Ambra ha spiegato che gli è stata negata dagli uffici la possibilità di cambiare nome al suo gruppo. Per questo motivo il consigliere ha detto di voler presentare un esposto nei confronti del segretario generale del Comune, dell’avvocata e della dirigente del settore uno
D’Ambra interviene in consiglio comunale

FOLLONICA. Si aggiunge un nuovo capitolo, forse quello finale, al D’Ambra gate. Si conclude, infatti, con un no da parte degli uffici e con una serie di esposti in procura il caso del consigliere comunale di maggioranza che una quindicina di giorni fa aveva presentato al protocollo del Comune di Follonica una nota dove comunicava ufficialmente di aver cambiato nome e simbolo al suo gruppo consiliare.

Questo pomeriggio, giovedì 27 febbraio, durante la seduta del consiglio comunale il consigliere D’Ambra ha spiegato che gli è stata negata dagli uffici la possibilità di cambiare nome al suo gruppo.

Il parere degli uffici

Il consigliere ha infatti ricevuto un parere dagli uffici dove viene citato l’articolo 6 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale, ovvero quello che tratta dell’organizzazione dei gruppi consiliari.

Il no, però, non è andato giù a D’Ambra che ha definito «più politica che tecnica» l’interpretazione del regolamento fatta dagli uffici.

Per questo motivo ha affermato di avere intenzione di presentare un esposto nei confronti del segretario generale del Comune, dell’avvocata e della dirigente del settore uno.

Il caso delle Farmacie comunali 

Anche la seconda comunicazione del consigliere ha riguardato un esposto in procura. Questa volta il tema è però il Cda della farmacia comunale, recentemente eletto. Per D’Ambra ci sarebbe infatti un’incompatibilità nell’elezione di una componente.

«Ho sollecitato gli uffici affinché sospendessero le nomine in via temporanea per un eventuale iterazione del reato, si parla di un conflitto di interessi – ha detto – Ritengo assurdo che il Cda venga interpretato dagli uffici non come un luogo di gestione».

Anche in questo caso l’esposto è stato presentato nei confronti del segretario generale del Comune di Follonica, dell’avvocata e della dirigente del settore uno.

Il tema delle farmacie sta molto a cuore al consigliere che in occasione delle nomine del Cda fatte dal sindaco Matteo Buoncristiani aveva detto: «Le decisioni sono state prese con logiche di spartizione tra i partiti. Io sono un civico e non vado d’accordo con chi porta avanti le logiche di partito: questa è una maggioranza civica e lo deve dimostrare nei fatti». 

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