Skip to content

Sospesi 69 dipendenti della Asl non vaccinati

Bocciato dal giudice del lavoro di Arezzo il ricorso di un’infermiera no-vax contro il provvedimento di sospensione
medici in ospedale

GROSSETO. Sono 69 i dipendenti della Asl Sudest, sui circa 2.700 che svolgono professioni sanitarie nelle strutture grossetane, attualmente sospesi senza stipendio perché non vaccinati. 33 di loro sono infermieri, 9 sono medici, 14 sono Oss, il resto operatori tecnici che lavorano in laboratorio, nella prevenzione, ecc. In tutta la Asl sono 158, su un totale di oltre 9.500 dipendenti delle professioni sanitarie.

In 28, intanto, si sono messi in regola vaccinandosi o presentando la documentazione sanitaria che attesta i rischi per la salute in caso di vaccinazione e sono stati riammessi in servizio. In tutta l’Azienda sono rientrati in 50.

Il lungo lavoro del dipartimento di Prevenzione della Asl per individuare chi non è ancora vaccinato, iniziato a maggio con la promulgazione del decreto legge 44/2021, e raccontato nelle scorse settimane da Maremma Oggi, ha quindi portato alla sospensione dal servizio, fin dall’inizio di settembre, di un numero significativo di persone, che non potranno rientrare fino al 1° gennaio 2022, se restano confermate le indicazioni di partenza. Ma è anche possibile che lo stato di emergenza venga prorogato vista l’evoluzione della pandemia e come lascia intendere anche l’ultimo decreto legge, il 172/2021.

«Delle persone non vaccinate “per scelta” – spiega il direttore del dipartimento Risorse umane della Asl Sudest, Dario Rosininessuna è stata spostata ad altra mansione, ma tutte sono state sospese. Mentre per chi non ha fatto il vaccino per ragioni sanitarie documentate, sono state individuate collocazioni diverse e non è stata deliberata la sospensione. Ora non resta che attendere gli sviluppi normativi per la data di riammissione, ma se non ci sono modifiche la sospensione termina il 31 dicembre».

Dario Rosini
Dario Rosini

Va precisato che la Asl sospende i dipendenti non vaccinati a prescindere dalla residenza, quindi non tutti abitano in Maremma e sono iscritti agli ordini professionali provinciali. Tant’è che il numero dei provvedimenti presi dalla Asl non corrisponde a quelli di sospensione dall’albo presi dall’Ordine dei medici e dall’Ordine delle professioni infermieristiche (Opi).

«Fino ad ora i medici sospesi nella nostra provincia sono 3, tutti dipendenti della Asl – spiega la presidente dell’Ordine, Paola Pasqualini – e  gli altri evidentemente non sono iscritti da noi. In partenza erano 7, poi 4 di loro sono stati riammessi. Dal 15 dicembre, sulla base del nuovo decreto legge 172/2021, gli accertamenti saranno a carico degli Ordini professionali di competenza e quindi gli scenari potrebbero cambiare».

Sospesi dall’Ordine provinciale anche 11 farmacisti non vaccinati, mentre gli infermieri risultano essere al momento 26, dei 41 inizialmente segnalati (15 dono rientrati).

Ad Arezzo la prima sentenza di bocciatura del ricorso contro la sospensione

È di ieri, 1° dicembre, la notizia riportata dal Corriere di Arezzo, che il giudice del lavoro della città, Giorgio Rispoli, ha dato ragione alla Asl e ha rigettato il ricorso di un’infermiera no-vax dell’ospedale San Donato, che si era rivolta al tribunale contro il provvedimento di sospensione emesso dall’Azienda, appellandosi agli articoli 3 e 32 della Costituzione.

La sentenzala prima in Italia – è del 30 novembre e come tale crea un precedente su un argomento che fino ad oggi non era mai stato affrontato. Secondo il giudice il provvedimento di sospensione è legittimo e non c’è incompatibilità tra il decreto legge 44/21 e l’articolo 32 della Costituzione.

 

 

Condividi su

Share on whatsapp
Share on facebook
Share on telegram
Share on email
Share on linkedin
Share on twitter

Articoli correlati