MAGLIANO IN TOSCANA. Ci sono tre progetti di pale eoliche presentati nel cuore della Maremma, nella parte più caratteristica e paesaggisticamente di pregio, in mezzo ai vigneti del Morellino a nord, poi nelle fantastiche colline attorno a Montiano fino a Magliano e, più a sud, sul territorio di Orbetello, nella zona di San Donato.
Complessivamente sono 30 torri da 200 metri di altezza, in gran parte proprio sul territorio di Magliano in Toscana, ma anche su quello di Scansano e di Orbetello.
Il progetto più a sud, quello di Orbetello, è stato presentato da Apollo Wind.
Le società con poche migliaia di euro di capitale del geometra foggiano
Gli altri due sono stati presentati dal “solito” Gruppo Visconti che, in ogni Comune in cui presenta un progetto, lo fa con una piccola Srl con il nome stesso del Comune. Così a Scansano ecco la Gruppo Visconti Scansano Srl ed a Magliano la Gruppo Visconti Magliano Srl. Ma c’è anche la Gruppo Visconti Pitigliano Srl e la Gruppo Visconti Manciano Srl. Società con capitali sociali di poche migliaia di euro, facenti capo ad un geometra del foggiano, Antonio Visconti e alla moglie.
Micro società con appena 2500 euro di capitale versato. L’obiettivo dei proponenti è duplice: frazionare i progetti per non andare incontro a iter autorizzativi infiniti, quindi ottenere l’approvazione per poi rivenderli a multinazionali del settore energia.
Multinazionali con i capitali necessari: ogni progetto costa oltre 100 milioni di euro. Sul caso, peraltro, martedì 1 aprile è andato in onda un servizio de Le Iene. E presto la vicenda sarà raccontata anche a Zona Bianca, su Rete4.
I Comuni contro i progetti
Sia chiaro, per ora sono progetti. C’è una parte proponente e ci sono, al momento, pareri negativi di tutti i Comuni sul cui territorio verrebbero installate le pale e parere negativo della Regione Toscana. Per tutti e tre i progetti manca il ministero quindi, al momento, nessuno è stato approvato.
E c’è di più. C’è una delibera della giunta regionale che ha dato mandato all’avvocatura della Regione, nel caso che il Mase (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) approvi la Valutazione di impatto ambientale non tenendo conto dei pareri negativi di Comuni e Regione stessa, di fare ricorso al Tar.
«Se dovessi scommettere 100 euro – dice il sindaco di Magliano, Gabriele Fusini – li punterei sul fatto che questi progetti non verranno fatti. Certo è che un pericolo esiste, ma siamo tutti contrari. Mi chiedo anche come possano, società con poche migliaia di euro di capitale, presentare progetti così mastodontici e impattanti. Tutti i Comuni interessati hanno dato parere contrario, lo stesso la Regione, pronta anche a ricorrere al Tar, c’è una petizione in corso che hanno firmato tutte o quasi le aziende della zona. E non dimentichiamo che tutte le opere infrastrutturali collegate devono essere approvate dal Comune. La vedo dura, durissima. Però non abbassiamo la guardia».
Magliano, in effetti, è il Comune che, potenzialmente, rischia di più, visto che la propria economia è basata per la maggior parte su turismo e vino e visto che delle 30 pale su 3 progetti, 14 (4 del parco eolico Scansano e 10 di quello Magliano) ricadono sul proprio territorio.
«Il parco Scansano arriverebbe fino a Monte Bottigli – spiega ancora il sindaco – quello Magliano addirittura avrebbe le pale nel cono visivo verso l’Argentario, ma per noi sarebbe un problema anche il parco Orbetello, l’ultimo in ordine di tempo, perché di fatto adiacente al nostro territorio. Ma non facciamo allarmismi, visto che non ci sono ancora autorizzazioni. E le battaglie al Tar sarebbero lunghe».
La petizione a Magliano e dintorni
Intanto si stanno mobilitando anche le aziende. Aziende che producono vino e prelibatezze e anche agriturismi. Aziende che vivono grazie alle meraviglie della Maremma. E che ora temono che il paesaggio venga deturpato da queste torri alte 200 metri, da installare su enormi plinti di cemento armato, con nuove strade da realizzare per i collegamenti.
Un doloroso sfregio al territorio.
Per questo è in corso anche una petizione, già firmata da centinaia di persone, titolari di aziende e singoli residenti, indirizzata al consiglio regionale della Toscana.
Questo è il testo:
“Chiediamo alle autorità competenti di fermare il progetto Parco Eolico di Magliano in Toscana con un parere chiaro, netto e senza condizioni contro un progetto che devasterebbe irrimediabilmente un paesaggio unico, dalle colline al mare dell’Argentario, che connota la storia e la identità delle persone che vivono quel territorio. La transizione energetica va fatta con intelligenza e sicuramente esistono modi meno invasivi per raggiungere gli obiettivi Fer per la Toscana».
Agricoltura, ambiente, bellezza: la Maremma non si deturpa
«Motivazioni: firmate questa petizione per far sentire la voce di un territorio che, dopo le piaghe storiche della malaria e dello spopolamento, sta costruendo con determinazione e impegno un presente e un futuro basati sul rispetto per l’ambiente, sull’offerta agrituristica, sull’agricoltura specializzata in vigneti e oliveti, e sul turismo responsabile».
«Il presidente della Regione Toscana e tutti i sindaci della zona hanno già espresso la loro contrarietà al progetto. Tuttavia, alle dichiarazioni devono seguire azioni concrete da parte del ministero e degli uffici regionali responsabili della transizione energetica. È a entrambi che ci rivolgiamo».
«La Maremma è una terra di sole, non di vento. I dati raccolti fin dal 2006 dalla Regione mostrano che le zone nelle quali verrebbero costruite le 13 torri alte 200 metri (ben più alte della ciminiera di Montalto di Castro) hanno una ventosità medio-bassa (vedi risultati dei dati elaborati da Wind GIS della Regione Toscana: http://159.213.57.103/lamma-webgis/pdf/WIND-GIS-Analisi_dei_risultati.pdf)».
«Perché, allora, gli sviluppatori di parchi eolici si rivolgono a questo territorio? Evidentemente, costruire su dolci colline e vicino alle vie di comunicazione costa meno. Per loro, il paesaggio non rappresenta un costo! Non possiamo permettere che ciò accada e vogliamo far sentire la nostra voce».
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Direttore di MaremmaOggi. Dopo 30 anni di carta stampata ho capito che il presente (e il futuro) è nel digitale. Credo in MaremmaOggi come strumento per dare informazione di qualità. Maremma Oggi il giornale on line della Maremma Toscana - #UniciComeLaMaremma
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